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COVID: MALE COMUNE CON BENEFICI PRIVATI
Ugo Mattei, il Fatto Quotidiano, 2 aprile 2020

Il presidente di uno dei più importanti gruppi editoriali e di comunicazione italiani, dopo aver esternato in un video su YouTube su quali grandi opportunità, nella vendita di spazi pubblicitari, la crisi del Covid abbia procurato per le sue aziende, i cui affari sarebbero in crescita del 30 per cento, interviene dal Suo giornale chiedendo al governo di “fare di più’” lanciando un piano da almeno 300 miliardi, come la Francia.

IDEE SIMILI di rilancio, con massicci interventi pubblici di tipo keynesiano, hanno articolato, in diverse sedi e con diversi stili, Silvio Berlusconi e Mario Draghi.
Nei giorni scorsi un mio amico mi ha detto di aver acquistato all’inizio della crisi azioni di Zoom, la piattaforma per le videocomunicazioni collettive, che, nel disastro generale delle Borse restate aperte, avrebbero guadagnato già il 30 per cento.
Non frequento le Borse, ma a giudicare dal numero di fattorini che consegnano pedalando per Deliveroo o altre piattaforme simili, sono certo che le cose vadano assai bene anche a quel settore.
La crisi in altre parole, un fattore esterno, genera impennate nei profitti privati di soggetti che si trovano in diversi posizionamenti strategici.

Ma sono profitti o rendite di posizione? Cairo ci informa, ad esempio, che le cose vanno molto bene al suo cliente Conad e al comparto della grande distribuzione. Sono certo che anche Jeff Bezos, sebbene abbia prudenzialmente liquidato azioni per qualche decina di miliardi prima della crisi, non se la stia passando male in prospettiva con Amazon. Lo stesso, a vedere le code in farmacia, presumibilmente è vero per il comparto farmaceutico.
Sorge quindi una domanda: per quale motivo oggi tanti soggetti precedentemente austeri come Draghi, Berlusconi o Cairo (per non parlare di Confindustria), che ci hanno abituato ad affermazioni tipo: “Più mercato e meno Stato!”, oggi hanno cambiato partito? Non sarà che, come purtroppo è la regola nel capitalismo italiano (e non solo), lo Stato si invoca solo per rendere comune il male e garantire in tal modo che il bene possa rimaner privato?
La crisi Covid-19 è un male comune, tuttavia essa genera benefici privati per taluno.

È possibile che, mentre si invoca la solidarietà, questi profitti (rectius: rendite) che essa stessa genera possono essere assorbiti dalla proprietà privata?
In verità questo surplus è un (certo non desiderabile) bene comune prodotto dalle circostanze avverse e come tale va trattato, restituendolo alla collettività.
Perché quel surplus di profitto (agevolmente misurabile) che è certamente generato unicamente dalla crisi non deve essere socializzato?
Forse di lì un po’di quei 300 milioni che Cairo giustamente ritiene essenziali per ripartire potrebbero venire e non solo dalla fiscalità generale.
Gli strumenti emergenziali consentirebbero, almeno temporaneamente ai governi, di porre in essere un’operazione simile, lasciando ai privati un livello di utili simile a quello che avevano prima della crisi (magari un po’maggiorato per compensare i rischi di commessi e lavoratori) ma incamerando temporaneamente al bene comune gli utili in più, generati dalle circostanze, per devolverli al sostegno dei più deboli.
La crisi non può essere occasione di rendita di posizione.

LA PROPRIETÀ privata nel nostro ordine costituzionale, informato al principio solidaristico, è garantita nella misura in cui adempie a una “funzione sociale”(art. 42). Ascoltare persone già ricche che si vantano di aver incrementato gli utili e vedere tutte quei fattorini in giro, immaginando i profitti in più di chi è proprietario delle piattaforme di delivery, a me fa venire i brividi. I sindacati (letteralmente dal greco: insieme con giustizia) non dovrebbero dire qualcosa?
Perché solo il governo e non anche i privati dovrebbero farsi carico dell’emergenza, non dico concorrendo al costo sociale in solidarietà, ma almeno non approfittandone?
Diventiamo pure keynesiani, ma senza dimenticare la rendita privata.


campagna
#iocistodentro

io ci sto

Miei cari,
il Comitato Rodotà mira a una Politica di "partecipazione costituente" autenticamente a-partisan.
E' dunque solo la necessità di restare critici rispetto alle politiche egemoni anche in questa difficile contingenza politica che ci ha spinto a lanciare l' hashtag #Iocistodentro come alternativa trasversale a #iorestoacasa.
Esso rappresenta, in modo un po' scanzonato, ragioni molto serie, giuridiche e politiche, che sono descritte in questo articolo del nostro Antonio Vercellone.
La campagna #iocistodentro mira a mantenere standards di ragionevolezza comuni a tutto il territorio nazionale, contro localismi e protagonismi.
Pubblicheremo i materiali utili per questa difesa di quanti, ragionevolmente e consapevoli dei rischi per se e per gli altri, vogliono agire come soggetti civici attivi e non rassegnarsi ad essere trattati come meri pazienti.
Vogliamo perciò essere in prima fila per difendere la assoluta libertà di pensiero critico e informazione come "bene comune" sempre a rischio quando le forze egemoniche invocano l' emergenza.
Il testimonial di questa impostazione politica e culturale, aperta, trasversale, volta al rispetto del dubbio metodico, consapevole dei rischi che corre sempre la Democrazia, è il piccolo Antonio Gramsci chiuso in casa.
Il bellissimo disegno e' di suo nipote, Luca Paulesu, nostro comes, autore del delizioso libro Nino mi chiamo, edito da Feltrinelli, in cui si ricostruisce l' infanzia del piccolo Gramsci utilizzando estratti dei Quaderni.

Chi vorrà potrà mettere l'hashtag #iocistodentro sui propri stati social.

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# CONVOCAZIONE ASSEMBLEA COMITATO RODOTA’ su piattaforma
on-line



assemblea 4 aprile

E’ convocata per il giorno Sabato 4 Aprile, a partire dalle ore 11:00, l’Assemblea nazionale del Comitato Rodotà, che si svolgerà su piattaforma on-line in considerazione dell’emergenza Coronavirus e dei provvedimenti governativi in atto.

Alla presente convocazione viene allegata la mozione assembleare della Presidenza, documento di indirizzo e di prospettiva. Il documento è aperto agli emendamenti dei partecipanti; i partecipanti potranno anche presentare proprie mozioni all’Assemblea. Gli emendamenti e le eventuali mozioni dovranno essere inviati entro Martedì 31 Marzo, a mezzo mail, a comitatorodota@gmail.com; gli emendamenti saranno vagliati e approvati dall’ufficio di Presidenza. Tutte le mozioni presentate saranno poste alla votazione dell’Assemblea.

La presente convocazione viene inoltrata a tutte le persone e le organizzazioni che hanno aderito al Comitato; ai sottoscrittori di azione della Società Cooperativa “Stefano Rodotà”; agli attivisti dei comitati territoriali, su una base di oltre 1.400 nominativi. In considerazione della situazione di emergenza, chi non avesse ancora provveduto alla adesione per il 2020 potrà formalizzare la propria adesione al Comitato Rodotà con un versamento di 5 Euro (invece della quota associativa standard di 20 Euro) che sarà la nuova quota per aderire al Comitato fino alla fine della emergenza Coronavirus. Il versamento della quota di adesione dovrà essere effettuato nella seguente modalità:

  •  bonifico bancario sul conto corrente IBAN IT10R0306967684510749170038, intestato a Comitato Rodotà, indicando nella causale “ASS-2020” seguita da nome, cognome ed e-mail;
  •  attraverso il sito www.generazionifuture.org, con pagamento a mezzo Paypal, aggiungendo nella voce “aggiungi un messaggio” la dicitura “ASS-2020”.

Tutti coloro che risulteranno aderenti al Comitato avranno diritto di voto. L'Assemblea Nazionale del Comitato Rodotà sarà in ogni caso una assemblea aperta, in modo da consentire la partecipazione anche a persone e organizzazioni non convocate, ma che riceveranno l'invito a partecipare da soci del Comitato, o che vorranno indicare la propria partecipazione, a seguito del lancio dell'assemblea. Tale richiesta di partecipazione dovrà essere comunicata entro Martedì 31 marzo a mezzo mail a comitatorodota@gmail.com(e per chi avesse aderito al Comitato con versamento quota a mezzo bonifico bancario, si prega di inviarne copia).

Le modalità di accesso alla piattaforma saranno comunicate solo a chi invierà a mezzo e-mail la conferma di partecipazione entro Martedì 31 Marzo a comitatorodota@gmail.com.

La conferma di partecipazione, indispensabile per la modalità di svolgimento on-line, dovrà contenere:

  •  le generalità del mittente
  •  un numero di telefono contattabile

In considerazione dell’importanza dell’Assemblea e delle decisioni da assumere preghiamo vivamente tutte e tutti di rendersi parte attiva per la sensibilizzazione all’adesione al Comitato Rodotà e alla massima partecipazione assembleare.

La Presidenza
Ugo Mattei – Alberto Lucarelli

  •  Per partecipare all'Assemblea Nazionale bisogna seguire le indicazioni contenute nella convocazione apri
  •  Puoi leggere e scaricare la mozione assembleare della Presidenza apri



primo_lancio

La privatizzazione del patrimonio naturale e culturale italiano compromette il suo controllo democratico, e priva le generazioni future di opportunità e sicurezza. Il futuro dell’Italia dipende da come proteggiamo i beni comuni dalle ondate di privatizzazioni che da decenni interessano il nostro paese.

Il comitato Rodotà vuole riconsegnare il futuro dell’Italia in mano ai suoi cittadini, creando i meccanismi giuridici per opporsi alla sua svendita.

Aiutaci a sostenere l’iter parlamentare del DDL Rodotà affinchè possa diventare legge dello Stato e si riesca finalmente a riformare il Codice Civile con l’inserimento della categoria dei Beni Comuni

Con l’adesione al Comitato avrai opzionato anche un’azione della rete permanente
(Società Cooperativa di mutuo soccorso intergenerazionale “Stefano Rodotà”).
Un euro della quota versata per aderire al Comitato sarà riservata per l’opzione di un’azione della rete.


#COSTRUIAMO IL FUTURO

Il Comitato Rodotà sarà in assemblea nazionale Virtuale il prossimo 4 Aprile per approvare documento sulle condizioni di agibilità democratica in uno stato di eccezione


Messaggio da Ugo Mattei:

“ Miei cari a me sembra si stiano ripresentando circostanze in qualche modo "costituenti" simili a quelle che nel 2011 portarono a Occupy Wall Street , M15, Teatro Valle e primavere arabe.
Ma 10 anni in più di neoliberismo con relativo disastro ecologico e sociale non potevano che presentare un conto salato e mostrare ancora più chiaramente il fiasco del capitalismo.
Ora bisogna ricostruire e farlo con buon senso e competenza da subito evitando se possibile i colpi di testa.
Noi del Comitato Rodotà www.generazionifuture.org stiamo lavorando sodo per creare le basi di una rete permanente fra cittadini liberi e pensanti.
Produrremo un documento in cui si porrà il problema dell' agibilità democratica per un referendum che abolisca le incrostazioni neoliberali de Servizio Sanitario Nazionale.
La salute é un bene comune.
Organizzeremo nei prossimi giorni una grande assemblea per approvare il documento e iniziare il processo.
Chi fosse interessato può iscriversi in line al Comitato per fare insieme qualcosa di utile da subito.
Vostro Ugo ”



BLOCCO SFRATTI NEL DECRETO CURA





blocco sfratti

fino al 30 giugno 2020

Il Comitato Rodotà ringrazia le centinaia di persone che hanno formato l'appello rivolto al presidente del Consiglio per una moratoria immediata degli sfratti esecutivi: il Governo ha inserito il blocco degli sfratti nel Decreto Cura Italia fino al 30 giugno 2020.

Continueremo a sollecitare Governo e Parlamento affinchè gli ultimi ricevano la massima attenzione in questo momento così difficile per tutto il Paese, e auguriamo buon lavoro a coloro che, giorno per giorno, dovranno prendere decisioni importanti e urgenti.

Buon lavoro comune, davvero!







Appello per una immediata moratoria degli sfratti esecutivi e dell’ uso della forza pubblica

. Comunicato Stampa 14 marzo 2020


Il Comitato Rodotà per la difesa dei beni pubblici e comuni, considerata la situazione di grave emergenza creatasi a seguito della pandemia del Virus Covid 19 chiede formalmente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’immediata sospensione tramite DPCM degli sfratti esecutivi e dell’uso della forza pubblica a tal fine deputata, dando applicazione dei principi di solidarietà che informano la nostra Costituzione, nonchè dell’Art. 32.

Lasciare nuove famiglie senza tetto o affollare i dormitori sarebbe infatti una intollerabile lesione del bene comune salute pubblica. In un momento in cui tramite DPCM sono stati sospesi in nome della emergenza diritti fondamentali quali assemblea e movimento, diviene più che mai importante utilizzare lo stesso strumento di azione immediata per bilanciare la proprietà privata (mero diritto economico) con il bisogno abitativo, dando concretezza alla funzione sociale che la limita ai sensi dell’ Art.42 Costituzione.

(per sottoscrivere l’appello inviare mail a comitatorodota@gmail.com)

Primi firmatari
Ugo Mattei (Univ.Torino); Alberto Lucarelli (Univ.Napoli); Daniela Di Sabato (Univ.Campania Vanvitelli); Raffaele Di Raimo (Univ.Lecce); Marisa Meli (Univ.Catania); Luca Nivarra (Univ.Palermo); Lorenzo Fazio (Editore Chiarelettere); Carlo Alberto Graziani (Univ.Siena); Adalgiso Amendola (Univ.Fisciano); Francesco Astone (Univ.Foggia); Sergio Galbiati (Imprenditore); Lorenzo Montaldo (Imprenditore); Vittorio Occorsio (Notaio); Alessandra Quarta (Univ.Torino); Giuseppe Mastruzzo (IUC Torino); Mario Esposito (Univ.Napoli); Renato Briganti (Univ.Napoli); Maddalena Semeraro (Univ.Calabria); Walter Nocito (Univ.Calabria); Camilla Crea (Univ.Campania Vanvitelli); Enza Pellecchia (Univ.Pisa); Antonio Gambaro (Univ.Milano); Eugenio Barcellona (Univ.Piemonte Orientale); Pasquale Femia (Univ. Campania Vanvitelli); Giacomo Marramao (Univ.Roma Tre); Maria Rosaria Marella (Univ.Perugia); Andrea Di Porto (Univ.Roma Sapienza); Eugenio Bevilacqua (Teatri di Roma); Elio Mungo (Imprenditore);

Per scaricare il documento clicca qui


Per informazioni, richieste, adesioni:
benicomunisovrani@gmail.com

333.4905495

generazionifuture.org
comitatorodota@gmail.com


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