ADDIO MAESTRO

di Ugo Mattei

Il clima è davvero pesante se l’ organizzazione di un importante convegno scientifico universitario sostenuto da una cooperativa che porta, dal giugno 2018, il nome di un Maestro scomparso (cui parteciperanno illustrissimi cattedratici e perfino magistrati di alta funzione, nonché suoi collaboratori di una vita) abbia potuto essere attaccato coinvolgendo la famiglia e provocando sofferenza. Sarebbe come se l’ Istituto Gramsci non potesse usarne il nome in una propria iniziativa! In ogni caso, nell’ assoluto rispetto della sensibilità di tutti, che caratterizza lo stile di Generazioni Future, ex Comitato Rodotà che ho l’ onore (e l’ onere) di presiedere, ho organizzato la rimozione fin da subito del nome di Stefano Rodotà secondo la richiesta fattami pervenire dalla famiglia.
Alla fine, Stefano Rodotà resta per noi un modello personale e politico di rispetto, dialogo e intransigente mitezza e il suo nome, che appartiene alla storia, non può che essere un bene comune!

33 commenti su “ADDIO MAESTRO”

  1. Donatella Zanotti

    È oltremodo importante che il diritto di critica sia difeso ed esercitato da figure autorevoli e indipendenti. Grazie.

    1. Trovo tutto questo di una tristezza infinita e mi chiedo come si possa pensare che Generazioni Future stia utilizzando impropriamente il nome di Rodotà, che è stato il fondatore del movimento da cui trae origine Generazioni Future.
      Sono vicina ed esprimo tutta la mia solidarietà al presidente Ugo Mattei in questo momento di grande sconforto per un attacco che non ha nessuna ragione di essere, ma che, purtroppo, ci mette di fronte alla deriva culturale e morale di un Paese allo sbando.

    2. Anna Maria Mezzolla

      Può un pensatore essere ritenuto proprietà privata da parte dei famigliari? È semplicemente assurdo, un tristissimo segnale dei tempi.

  2. Rebecca Specogna

    Gentile professore Mattei,
    Ha fatto bene a non esitare, per quanto tutto ciò rappresenti un ulteriore sintomo di grave stato e malessere della repubblica.
    Vi invito sempre a mantenervi saldi sulla contingenza che tanta lucidità e perseveranza richiede. Quasi una irriducibilita’, ma questa per non venir fagocitata e mantenersi deve dimostrare tutta l intelligenza necessaria a radicarsi e configurarsi qui e ora. Buon lavoro

    1. Chiarissimo Professore Mattei, la fedeltà all’insegnamento del maestro palpita nelle Sue iniziative. E nell’opposizione ferma e coraggiosa di coloro che davvero praticano il diritto nel tentativo, sempre perfettibile, di trasformarlo in giustizia. Al contrario di quelli che, pur conoscendo la materia, restano inerti e diventano complici. A Lei il nostro grazie, in uno dei momenti più bui della storia del diritto italiano

  3. Non sempre i figli sono in accordo con i padri. Ma se un figlio riporta pensieri che il padre non ha detto e che sono contrari al credo del padre per giustificare il suo malessere personale, significa che ha qualcosa di profondamente irrisolto dentro.,

  4. Professor Mattei lei è un faro di integrità e correttezza in questa desolante palude di corruzione: aver sottratto il nome di Rodotà alle Generazioni Future significa sottrarlo alla luce per lasciarlo sporcare dall’iniquità. E’ stata una scelta triste, quella della famiglia. Una scelta rivelatrice del solito rigore morale e di puro affetto la sua, invece. Con stima e gratitudine.

  5. Vergognosa presa di posizione evidentemente influenzata dall’apparato tecno sanitario e dai loro medium. Cosa non si farebbe per il bon ton e lo status quo, non è oltretutto detto che essere un membro di una determinata famiglia significhi adeguarsi ad una tradizione stantia e ammuffita o siamo alla corte della Regina Elisabetta? Benissimo aver assecondato il volere della signora … e si speriamo che basti a farle piantare questa polemica insulsa

  6. Se la famiglia del prof. Rodotà desidera ricordarLo come “illuminista” e non come un illuminato, si faccia secondo il suo volere.
    Io tuttavia sono convinta che il candidato alla Presidenza della Repubblica Stefano Rodotà, indipendentemente dalle sue legittime scelte di cura, avrebbe difeso dalle discriminazioni e dalle ritorsioni quelli che hanno fatto valutazioni diverse sulla gestione della propria salute in occasione della pandemia.
    Vorrei però che la famiglia del prof. Rodotà si chiedesse:
    a chi giova
    – attribuire etichette sommarie e degradanti a degli illustri intellettuali italiani impegnati politicamente;
    – attaccare senza ragioni di merito coloro che hanno una concezione della salute e della medicina diversa da quella comune (meccanicista e subalterna agli interessi delle multinazionali del farmaco);
    – scatenare una “guerra santa” tra Italiani con visioni etiche e scientifiche diverse.

    1. Io faccio parte del Comitato Rodotà sin da prima che diventasse Generazioni Future ed ho sempre rispettato Ugo Mattei e il suo Staff come persone che si adoperano per Torino e per i beni comuni, quindi degne di stima e sostegno: ad oggi, nonostante la pandemia e tutte le sue conseguenze, nulla è cambiato, in questo mio pensiero.

  7. Mi sembra che fosse proprio il prof. Rodotà a ricordare che democrazia non vuole dire soltanto governo del popolo, ma anche governo ‘in pubblico’, ed a ritenere quindi inammissibili tanto la menzogna, quanto la pretesa da parte dei politici di non rendere conto dei propri comportamenti, cosa che avviene anche e soprattutto escludendo e negando a priori qualsiasi forma di dissenso o di dubbio.
    Personalmente, ma è una mia opinione, non penso che il prof. Rodotà, al di là della ipotetica sua decisone individuale di vaccinarsi o meno (ed, in merito, essere “illuminista” mi pare significhi poco), avrebbe potuto essere contrario ad una iniziativa che ha come obiettivo “quello di tutelare la libertà e i diritti umani nell’ambito delle leggi internazionali, riflettendo sui temi di dubbio e precauzione”. Obiettivo non solo di per sè legittimo, ma che non può prescindere da una disamina anche critica dei dati utilizzati e della posizione assunta dal Governo e dagli “esperti” di cui si avvale.

  8. Caro professor Mattei,
    colgo l’occasione per comunicarle tutta la mia stima e solidarietà in questo momento che è, per lei e per molti di noi, di grande smarrimento ed incredulità. Smarrimento ed incredulità nel constatare come, mai in questi 75 anni di repubblica, si sia indotta in gran parte della popolazione una tale intolleranza al dubbio e ad ogni forma di pensiero critico. Intolleranza che arriva a spingersi fino all’oltraggio della dignità umana di chi dissente. E la cosa che amareggia ancor di più e che tali sentimenti d’intolleranza arrivino anche da persone che fino a ieri non avremmo esitato a definire “intellettuali”. Evidentemente avevamo perso il senso effettivo del termine. Non riuscivamo più a distinguere tra coloro che facevano solo della becera propaganda e coloro che invece l’intelletto lo usavano realmente.
    Riguardando a tutto quello che è accaduto in questi ultimi 2 anni, si stenta a credere che si sia arrivati ad un livello di frattura sociale che forse non si era visto neppure negli anni più bui della nostra repubblica, come quelli della strategia della tensione, del terrorismo, o delle stragi di mafia. Così come in quegli anni, una parte dello stato si era occultamente schierata dalla parte dei nemici dei cittadini, anche oggi questo accade, con l’aggravante che quella parte “infetta” di stato è probabilmente molto più ampia, che agisce praticamente alla luce del sole, che non esiste all’interno del Parlamento voce dissonante se non quella di uno sparuto gruppo di parlamentari, che la quasi totalità degli organi di informazione si sono trasformati in megafoni della propaganda che quotidianamente bombarda gli italiani, rendendo quindi questa teorica democrazia sempre più simile ad un effettivo regime totalitario.
    In queste condizioni, non è dunque importante cosa strombazzino ai quattro venti i cantastorie di tale regime, i fedeli alle varie “parrocchie”: contano le idee. Le idee di Stefano Rodotà mi auguro possano essere sempre patrimonio di Generazioni Future e che possano sempre animarne tutte le iniziative. Perché certe idee non possono avere un copyright. Anzi nascono per non averne alcuno. Nascono per essere patrimonio di tutti. Come le idee di Stefano Rodotà.

    1. Bello questo pensiero illuminante il fatto che il pensiero critico, o contrapposto ad un altro pensiero venga ridicolizzato, deriso, e sopratutto zittito e abiurato in tutte le forme istituzionalizzate, Chiesa, Stato, Comunità Scientifica, che di scientifico ha solo la favoletta che i hanno autoimposto o le unica medicina contro la morte certa Osannato Santo Vaccino cioè spirito santo salvifico da tutti i Mali del mondo Catostre automposta

  9. Con la istituzione della Commissione Dubbio e Precauzione il giurista Ugo Mattei, che fu uno di coloro che redasse i quesiti del referendum dell’acqua pubblica e lo statuto del Teatro Valle occupato, ha distrutto il grandioso progetto della cooperativa Generazioni Future Rodotà, ovvero la costruzione di una “finanziaria” ad azionato popolare che aggregasse individui, associazioni ed aziende etiche non nella classica forma associativa ma come azionisti finanziatori, per finanziare con i fondi raccolti progetti di difesa e sviluppo dei beni comuni. Ha distrutto il progetto perchè ha voluto coinvolgere la cooperativa, che era l’erede legale del comitato Rodotà che promosse la legge di iniziativa popolare sui beni comuni ispirata al lavoro giuridico di Stefano Rodotà, in un dibattito altamente divisivo come quello sulle misure di contrasto della pandemia, che ha già spaccato molti altri movimenti ecologisti al loro interno. Mattei avrebbe potuto e dovuto entrare nel dibattito su questo tema, ma non attraverso la cooperativa Generazioni Future Rodotà, che avrebbe dovuto per sua natura essere uno strumento che aggregava diversi e non che li separava. Ed infatti la famiglia Rodotà, che ha tollerato per anni posizioni già emerse alla fondazione di Generazioni Future Rodotà e che hanno portato alcuni di noi soci fondatori ad uscire, ha deciso di mettere il veto e chiedere alla cooperativa di togliere il nome di Stefano Rodotà dall’intestazione legale. La cooperativa sarebbe potuta essere uno strumento strategico in questa fase storica della transizione-devastazione ecologica del governo Draghi. Invece ha scelto di essere di parte e non sarà più strumento dell’unità nella diversità. E’ il momento per voi soci rimasti di prendere decisioni per il bene comune.

    1. Le misure di “contrasto” alla pandemia (semmai di contrasto si possa effettivamente parlare), portate avanti sia dal governo Draghi che dal precedente governo Conte, fanno parte a pieno titolo della “transizione-devastazione ecologica” (per usare i suoi stessi termini) pianificata dai succitati governi. Perché questa transizione (devastazione), così ci ripetono quotidianamente gli esponenti del governo, della maggioranza che lo sostiene, dei mezzi di informazione (propaganda) che lo blandiscono, trae origine proprio da questa emergenza sanitaria. Proprio da questa emergenza sanitaria è scaturito il famigerato PNRR che questa transizione-devastazione andrà a finanziare.
      Sostenere che Mattei abbia distrutto il progetto della Società Cooperativa Generazioni Future – ex Comitato Rodotà, per aver portato, tramite l’istituzione della Commissione Dubbio e Precauzione, un dibattito divisivo come quello della gestione della cosiddetta “emergenza sanitaria”, è un duplice errore, nonché una evidente falsità.
      E’ un errore, in primo luogo, perché l’estrema polarizzazione del dibattito nel tessuto sociale è stata voluta ed alimentata in prima istanza proprio dai vertici istituzionali di questo paese e da gran parte della sua classe dirigente: governi, ministri, leader di partito e delle principali parti sociali, sedicenti esponenti del mondo scientifico, presidenti di ordini professionali, fino a giornalisti ed opinionisti che hanno spesso aizzato una violenza verbale degna dei peggiori regimi totalitari.
      In secondo luogo è un errore perché, proprio a causa di questa estremizzazione del dibattito fomentata ed alimentata dall’alto, lo stesso dibattito nella sua “virulenza” avrebbe inevitabilmente travolto, come difatti ha travolto, il dialogo all’interno di qualsiasi movimento o associazione, a prescindere dalla volontà più o meno ferma dei suoi membri di restarne fuori.
      Pensare che una simile “gestione emergenziale” di tutti gli aspetti istituzionali, politici, economici e sociali di un paese, una gestione che interferisce così profondamente con gli equilibri delicati tra i diritti fondamentali garantiti dalla sua carta costituzionale, si possa by-passare, sarebbe una posizione, a mio modesto parere, destinata comunque inevitabilmente a deflagrare nel medio e lungo periodo. Un ordine di estensione temporale nel quale tra l’altro già ci troviamo, visto che siamo impelagati in questa emergenza da quasi due anni. Sarebbe come voltarsi semplicemente dall’altra parte mentre si viene caricati da un rinoceronte.
      Inoltre non si può fare a meno di ricordare che, già in tempi “non sospetti” precedenti la pandemia, i temi portati all’attuale urgenza dall’emergenza sanitaria sono stati svariate volte trattati dallo stesso Mattei e, ancor prima, dallo stesso Rodotà.
      Per tutti questi motivi, a mio modesto parere, l’istituzione della Commissione Dubbio e Precauzione non può che essere un grande omaggio al pensiero del professor Stefano Rodotà.

      1. Marco Giustini

        Attenzione, non ho mai detto che non dovesse essere aperto un dibattito sulle misure di contrasto della pandemia. Ho detto che è stato un errore farlo attraverso la Cooperativa Generazioni Future Rodotà.

        Poteva essere scelto un altro soggetto giuridico o un altro media per farlo ed evitare cosi di abboccare alla propaganda governativa che ha usato lo stato di emergenza per dividere le persone e polarizzare le posizioni. Cosa questa peraltro avvenuta già infinite volte, per esempio durante le guerre imperialiste americane in Iraq ed Afghanistan. Sapevamo tutti che sarebbe avvenuto, è avvenuto, ed abbiamo abboccato al “divide et impera”.

        La cooperativa era nata per unire ed ora ci ritroviamo a seguito di questo grave errore di valutazione di Mattei, con un grandioso progetto azzoppato dal veto opposto dalla famiglia Rodotà e dall’inevitabile boicottaggio di chi condivide il progetto ma si trova dall’altra parte della polarizzazione.

    2. Mah! Io non vi conosco, non so chi siete, né cosa fate di bello. Non conoscevo neanche quelli che sono intervenuti al convegno, tranne due o tre. Dico questo per precisare che non ho titoli per giudicare il suo commento. Dopodiché: ho visto il convegno e tutto mi è sembrato tranne che divisivo. Mi ha stupito soprattutto il profilo alto, quando non altissimo, degli interventi, che ho tutti annotato, e sono sicuro del fatto che Rodotà si sarebbe sentito onorato di vedere accostato il proprio nome a questa iniziativa. Certo però, che tristezza la figlia….

  10. Andrea Scaglia

    Non se la prenda prof.
    In fondo del Rodotà giurista e galantuomo ne sono venuto a conoscenza grazie a lei, che sempre ne ha parlato con grande rispetto ed affetto.
    Della figlia non conosco nulla ad eccezione che era stata raccomandata dal padre per fare la stagista giornalista a Panorama (cosa che non capita a tutti . Penso infatti a poveri “Cristi” precari sfruttati e privi di santi in Paradiso) e che ringraziò pubblicamente nel 2017 due medici per avere fatto morire con dignità il proprio padre. Anche a tal riguardo, la signora Maria Grazia Rodotà avrebbe fatto bene a mantenere riservatezza, se non altro per non rimarcare una dolorosa disuguaglianza di trattamento anche nella morte tra chi si chiama Rodotà e le molte persone anziane che se ne sono andate “senza dignità” in un letto d’ospedale soffrendo e nell’indifferenza pressoché totale dei medici ( penso a mia madre morente. Un’iniezione di morfina doveva essere richiesta in forma di supplica al medico di turno.)

    Il dottor Rodotà è morto e questo purtroppo è un fatto. La figlia di Rodotà è nessuno, salvo essere stata una raccomandata e una che rilasciò pubbliche dichiarazioni , a mio parere, a sproposito. Meglio per tutti che si faccia a meno di tale nome. Mi soddisfa e mi offre maggiori garanzie il suo: Ugo Mattei.

    La saluto con profonda ammirazione per la sua autorevolezza, intelligenza e , tenuto conto dei tempi che stiamo vivendo, coraggio.

    Andrea Scaglia

  11. Alessandro Massano

    Il Diritto è stato sostituito dal cosiddetto “dovere morale” imposto con l’autorità. Ciò perché chi impone è nella totale assenza di autorevolezza scientifica e giuridica, impone con norme prive di senso civico, logica e…umanità. Governo di Kapò.

  12. Attaccarci sostenendo che il prof. Rodotà sarebbe stato dalla loro parte è preoccupante ma forse dobbiamo vedere il lato positivo. La narrazione pandemica è in crisi. La caccia alle streghe non può durare per sempre. Questa caccia ai corpi, che intende trattare il 100% degli esseri umani viventi in questa Repubblica con un unico farmaco (prodotto da una unica multinazionale), non è scienza, non è medicina. E’ veterinaria delle produzioni animali. E’ paragonabile alle iniezioni in serie che si fanno agli animali costretti negli allevamenti intensivi.

    1. Barbara Giovino

      Abbiamo chiesto in più di una occasione( riunioni di dipartimento, assemblee, gruppi di lavoro) che vi fosse un maggiore ascolto, una maggiore disponibilità al dialogo e al confronto su temi importanti,fondanti, che avrebbero determinato gli obiettivi della cooperativa. Coloro i quali si sono spesə nel periodo di attività del Comitato Rodotà,sono statə i più rottamatə da leve fresche la cui presunzione ( ” io non so chi sia lei” mi pare frase già sentita da altri ) ha impedito un dibattito sereno quanto meno tra gli attivisti e le attiviste.
      Ogni giorno vorrei ritrovarmi accanto ai compagni e le conpagne di sempre per difendere,cultura,lavoro,salute,beni pubblici,acqua,ambiente, sovranità alimentare, battaglie che si sono indebolite in nome di altro, in nome di chi? Ma sono tra quelle che oggi si lecca le ferite e prova a ripartire in altri contesti, grata per aver imparato tanto e nostalgica di relazioni che si sono interrotte tanto bruscamente quanto una esperienza che poteva davvero fare la differenza in un panorama avvilente,desertificato.
      Mi dispiace molto

    2. Le bestie purtroppo non possono ribellarsi ed è stato l’uomo stesso a favorire gli allevamenti intensivi, ironia della sorte ora tocca all’uomo.

  13. La pochezza e la maleducazione dimostrate dalla parole della signora Rodotà nel suo profilo Twitter, lasciano basiti. Non si può proprio dire “tale padre, tale figlio” in questa triste occasione.
    Le cose avvengono quando è il loro tempo e, ora, è il vostro tempo, il nostro tempo. Gli insegnamenti e il ricordo di chi ha condviso con voi momenti di democrazia resteranno nel libro della vita e nelle coscienze. Ora è un nuovo passo, nuovi nomi, nuove responsabilità, nuova forza. Va bene così, lasciare andare ciò che è stato e con chi siamo stati e radicarci nel presente guardando al fututro, con nuovi compagni di viaggio.

  14. Il clima è davvero molto pesante, e pesanti sono molte dichiarazioni ed uscite di giornalisti, politici e virologi nei confronti di chiunque osi dire qualcosa di non allineato in merito alla campagna vaccinale e alla limitazione di libertà personali (cd. green pass).
    Ormai si è creato un pericolosissimo clima da caccia alle streghe, mai visto (checchè ne dicano i media…) da un secolo a questa parte. Se lo stesso fervore venisse utilizzato nel combattere la criminalità organizzata cercando di scovare il delinquente o mafioso al posto del “no vax” o “no green pass” di turno forse sarebbe più utile e sicuramente avremmo quasi risolto le problematiche inerenti una grossa piaga del ns. belpaese; invece si è riusciti a dividere il popolo in due fazioni facendo leva sulla paura e sull’odio nei confronti del “diverso”.
    La cosa che più mi sconvolge attualmente è che il clima di odio è soprattutto fomentato da chi in questi ultimi anni ha portato avanti battaglie (presunte mi chiedo a questo punto?) per difendere i diritti di immigrati, omosessuali e altre categorie minoritarie… Queste battaglie invece non valgono per i “no vax ” o presunti tali in quanto questa categoria secondo i detrattori non dovrebbe avere alcun diritto e intanto non può entrare in determinati luoghi pubblici o ancor meglio dovrebbe stare rinchiusa in casa “come i sorci”…
    Ma se chiunque di noi osasse dire una cosa del genere nei confronti di qualunque altra categoria di persone, cosa ne penserebbe l’opinione pubblica?
    La cosa impressionante è che i media hanno sdoganato la cattiveria allo stato puro e pertanto insultare, schernire, emarginare e diffamare un dubbioso del sacro siero a livello mediatico non è visto come un grosso problema (e neanche un reato…). Credo che di fronte a questa orribile situazione, nonostante quanto detto pubblicamente dalla famiglia, il Sig. Rodotà non sarebbe stato impassibile e avrebbe fatto sentire la sua voce a sostegno delle persone oggetto di queste pesanti discriminazioni.

    1. I media hanno sdoganato la cattiveria, e mi pare anche il sadismo.
      Io non finisco di stupirmi e di interrogarmi, con angoscia, su questo aspetto.
      Come può un giornale, uno dei maggiori, che io ho sempre considerato serio, come il Corriere della Sera, uscirsene, tra i tanti, con un titolo del genere in prima pagina oggi sul sito, al di là di ogni pietà umana:

      “Trento, muore di Covid
      un 39enne no vax.
      Gli amici: «Il Covid non esiste, eh?»

      1. Sempre il “Corriere” in una edizione locale del Veneto di qualche giorno fa, titolava così un articolo “Padova, 47enne no vax morto di Covid in casa: veva già rifiutato il ricovero”.
        Nel corpo dell’articolo, si leggeva invece che il soggetto aveva avuto prima e seconda dose, l’ultima in agosto……….
        Si ricordi che l’editore del corriere è lo stesso de “LA7”, dove imperversano la Gruber e Parenzo

      2. Oggi la notizia sul Corriere è sempre in prima pagina, ma hanno modificato il titolo:
        “Non si era vaccinato, muore a 39 anni.
        Lo sfogo degli amici: «Il Covid non esiste?»”.

        Chi sà, forse si erano resi conto che avevano esagerato, che il titolo precednte era di un sadismo da perizia psichiatrica.

  15. Valentina Longo

    Professor Mattei, la scelta di buon senso fatta è assolutamente giusta e condivisibile, benché dolorosa ed il tono e le parole da lei scelti per comunicarla segnano senza dubbio un’abissale differenza se confrontati con le parole e il tono usati dalla famiglia sulla stampa.

  16. Caro Prof.Mattei , ha tutta la mia solidarietà.

    Chissà cosa avrebbe pensato Rodotà , o appunto Gramsci, di fronte alle concrete iniziative portate avanti negli anni anche in “loro nome”, APPUNTO NESSUNO lo può sapere con certezza,
    di certo le ultime iniziative di “Generazioni Future” non si capisce in che modo possano aver offeso la memoria di un vero grande combattente dei diritti e della democrazia come il Prof.Rodotà.

    Sono adulto e vaccinato ( in senso stretto 1° e 2° dose) ma questa battaglia per la trasparenza e contro evidenti discriminazioni, va fatta,
    come altre anche ben più spinose di questa,
    che Rodotà affrontò in vita ,
    ricordo la fase in cui l'”italietta” si schierava unita nella consueta tracotanza conformista, contro i lavoratori e la FIOM che da soli si battevano contro Marchionne , Rodotà stava con i lavoratori e con la FIOM, in piazza a Roma sul palco al freddo e sotto la pioggia di una fredda mattina di Febbraio,
    faccio veramente fatica a credere che avrebbe accettato un GreenPass per andare a lavorare, ad esempio.

  17. La faccenda del nome mi ha rattristato… e per questo non voluto seguire nei dettagli. Avendo io costituito una Sezione dell’originario Comitato, poi diventato generazioni futuro, avevo fatto qualche uso del nome di Rodotà, calabrese… Intendevo che fosse fargli onore… Non faccio pià uso del nome Rodotà non perché ritenga che ci sia un copyright da dover rispettare, ma perchè la cosa è in sé sgradevole, e credo che sarebbe un sispiacere in sé per il grande giurista scomparso… toccando la sua famiglia. Ad onorarne la figura non mancherà il modo… Anzi, già la si onora evitando una sgradevole polemica con la figlia, che io – se mi è consentito dirlo – non ritengo all’altezza del padre… Capita spesso…

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