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UGO MATTEI: “UNA VISIONE CHIARA DEL MONDO CHE VORREMMO E IL CORAGGIO DI REALIZZARLA”

Ugo Mattei (vedi biografia completa in fondo all’articolo) è una persona che riesce a mantenere vivo il contatto con l’aspetto più umano anche delle discipline tecniche e ci permette così di avere uno sguardo onesto e ampio sulla situazione attuale e sulle possibilità effettive di creare una società migliore.

Ugo Mattei

Analizziamo le 3 fasi, che lei ha individuato, del processo di spoliticizzazione del cittadino.

La trasformazione da cittadino a consumatore comincia dopo la grande depressione degli anni ’30 del scorso secolo: alcuni cittadini avevano pensato di utilizzare la loro capacità di consumo per ottenere un riconoscimento politico dei loro diritti.

Il movimento nacque con i neri afro-americani di Harlem e delle zone più povere che, non avendo accesso alla vita politica, affermavano la loro presenza attraverso attività principalmente di boicottaggio, come ad esempio non andando a comprare nei negozi che escludevano la manodopera nera. Negli anni ’50 e ’60, il Movimento dei Consumatori, negli Stati Uniti ottenne dei risultati straordinari che ancora oggi ci lasciano un’eredità importante. Per esempio le lotte di Ralph Nader per la sicurezza dei veicoli o le lotte per la purificazione delle acque, hanno portato a una legislazione favorevole ai consumatori.

Successivamente i grossi gruppi economici, capito il fatto che i consumatori volevano essere riconosciuti, hanno cominciato a concedere molto al consumatore, riconoscendo il potere del consumatore critico, rispetto al cittadino ordinario. Il consumatore è stato imbonito. Dagli anni ’80, il consumatore è stato accontentato nella sua dimensione puramente materialistica e il Movimento dei Consumatori ha perso completamente la sua vocazione trasformativa. Quando è arrivato in Europa, il Movimento dei Consumatori era già un movimento indebolito e individualizzato, che metteva al centro della sua attenzione la soddisfazione del particolare consumatore e non più una visione di società differente.

L’Unione Europea ha recepito questa idea di consumatore passivo, creando uno Statuto dei Consumatori che ha contribuito a mettere al centro dell’intero impianto del diritto civile il consumatore passivo anziché quello attivo in sostituzione del cittadino. Nella seconda fase della de-politicizzazione del cittadino, facilitata dalla dipendenza generalizzata dalla rete, il consumatore diviene un prodotto di consumo.

Uno dei passaggi che ha contribuito a questa fase è stata la finanzializzazione dell’economia: il debito del consumatore è importante per il funzionamento dell’intero sistema economico.

L’accellerazione del processo si è avuta all’inizio del duemila: l’avvento della tecnologia “smart”, ha reso il consumatore importante per i dati che lascia e, quindi, per la previsione dei suoi comportamenti di consumo futuri. La terza e ultima fase di de-polticizzazione del cittadino è quella in cui il cittadino diventa paziente. E’ il tema che sto affrontando ora con lo psichiatra ed epidemologo londinese Federico Soldani. Non è più nemmeno il consumatore passivo, oggetto dell’ estrazione capitalistica, al centro della organizzazione politica. Oggi troviamo un mero paziente, infantilizzato in quanto ritenuto incapace di badare a se stesso, per di più potenzialmente contagioso e pericoloso per gli altri, da isolare.

Siamo oggi in una situazione molto ambigua. La scienza detta comportamenti e impone scelte politiche. Questo stato di emergenza permette un accentramento di potere e questa crisi porta a forzature che in condizioni di normalità non potrebbero essere mai fatte. Chi ha veramente il potere adesso?

Io non credo in una cupola di persone di potere che prendono le decisioni. Il potere nel capitalismo realizzato è un aggregato di imperativi del capitalismo stesso. In questo momento, c’è stato un cambio molto significativo che è quello della dichiarazione dello stato di eccezione da parte di un organismo scientifico: l’O.M.S. Come conseguenza di questa crisi, ci sarà lo spostamento ulteriore di gran parte del capitalismo sulle piattaforme, amplificando la migrazione su internet dei rapporti sociali. E’ evidente che c’è una coincidenza tra chi vince ora e chi negli anni ha utilizzato l’O.M.S. per rifarsi un’immagine. In particolare la Fondazione Gates e la Fondazione Rockefeller. Sono realtà che da sempre partecipano alla strutturazione di rapporti capitalistici sempre più volti alla de-politicizzazione delle scelte. Sulla base di quale legittimità rispetto al capitale accumulato Gates si permette di decidere la politica sanitaria di interi paesi del mondo?

Possiamo anche riflettere sul fatto che chi ha autorità e quindi detiene la verità poi non ha il coraggio di confrontarsi con chi la pensa diversamente. Questo in genere è il comportamento di chi mente o di chi non è sicuro del proprio sapere. È, quindi, questo continuo piegare le coscienze con shock, il giocare con la paura, un nuovo metodo di governare?

È così da un po’, secondo me. L’intera esperienza politica della modernità nasce con la paura, con il carcere, il manicomio, il terrore, le catene ostentate che sostituiscono il supplizio. Ci sono stati negli anni momenti in cui c’è stata una ripresa di valori quali la dignità o la libertà che adesso sono molto infragiliti dalla situazione tecnologica che stiamo vivendo.

Dall’altra parte, i punti di riferimento teorici di questa fase cognitiva del capitalismo sono non curanti dei valori dell’ individuo che viene ridotto a esperienza (passiva) Essi vedono nell’individuo autonomo e pensante un nemico per la dinamica dell’accumulo. Porto ad esempio il libro di Skinner, Oltre la dignità e la libertà, che è uno dei manifesti di tutta la cibernetica e della corrente di pensiero che è attualmente dominante.

Possiamo essere noi stessi solo in una dimensione soggettiva chiusa, che possiamo soddisfare attraverso ad esempio la realtà virtuale o le droghe psichedeliche, a patto di non occuparci della cosa pubblica.

La cosa pubblica viene lasciata completamente a rapporti di potere costituiti, universali, naturalizzati di fatto, proprio quelli che sperimentiamo online. Lo spettacolo del consenso.

Assistiamo alla capitalizzazione della vita: chi ha capitale si trova in una posizione monopolistica. Le grandi multinazionali della tecnologia in particolare sono oggi più forti dei governi e hanno superato per importanza secondo me le banche e le istituzioni finanziarie. Sono loro oggi i protagonisti delle grandi speculazioni finanziarie che proprio in questo periodo vedono crescere grandi colossi come Netflix, Amazon, e big Pharma a discapito dei piccoli commercianti. Saranno loro i beneficiari del fiume di denaro pubblico con cui si cercherà di fare “andare tutto bene”. I grandi progetti di infrastrutturazione tech faranno la parte dei leoni, come fu per le banche nel 2008. Questo è costituzionale?

La Costituzione è in difficoltà perché è legata a un’idea di Stato nazionale e l’idea di Stato nazionale è un’idea di Stato con dei confini. Già da molti anni abbiamo esistito alla crisi dello Stato nazionale per effetto dei processi globalizzanti da parte del capitale. La Costituzione può essere il punto di riferimento, un catalogo valoriale che dobbiamo rendere operativo e vivo attraverso un processo politico che deve rinnovarsi sia nelle forme che nei suoi strumenti. Dobbiamo attuare un processo costituente popolare, che venga effettivamente dal basso, che sappia usare la tecnologia in modo controegemonico.

Nel nostro tessuto costituzionale, la proprietà privata è riconosciuta e garantita soltanto in quanto sia portatrice di una funzione sociale, che rimanda a un apparato valoriale che è quello solidaristico. E’ una propietà condizionata: o si comporta secondo quelle che sono delle logiche generative o non viene proprio riconosciuta.

Durante gli anni ’70, il rapporto capitale-lavoro era diverso da quello di oggi e in parte si era realizzato un equilibrio: si parlava di portare la Costituzione nelle fabbriche.

Si diceva che la fabbrica non può essere il luogo dell’esercizio totale della volontà del padrone perché la Costituzione non si ferma ai cancelli. Si portava il “fuori” (la politica) “dentro” il privato. Oggi è l’ opposto si porta la logica del privato anche nella politica. La struttura della fabbrica padronale è divenuta pervasiva, ha invaso i nostri luoghi e modi di produzione: non si lavora più con degli orari, si lavora separati uno dall’altro, si lavora sempre. E’ un capitalismo della vita.

Debord parlava della menzogna sistematizzata e del mondo alla rovescia ed è quello che sta succedendo.

L’ unica strada rivoluzionaria che possiamo cercare di percorrere è quella di inserire nel cuore delle istituzioni borghesi che abbiamo, e che sono legate al capitalismo estrattivo, una spinta generativa. Le istituzioni borghesi sono in stato di avanzata putrescenza. bisogna fare di tutto che in quel concime non nasca la malapianta del fascismo ma cresca un bell’ albero da frutta! Fuor di metafora bisogna evitare che il diritto (morente) venga sostituito piuttosto che supportato dalla logica di fatto della tecnica.

Per questo bisogna inserire “i beni comuni” nel Codice Civile italiano (che potrebbe divenire veicolo globale di queste novita’) per introdurre un contro-principio nel concetto di proprietà, dando la possibilità ai giudici e al diritto stesso di prendere in considerazione i diritti delle generazioni future, di riconoscere che alcuni beni non possono essere considerati come merci e che la logica del diritto non è la stessa del capitalismo ne’ della tecnologia.

Quello che sta capitando adesso ci impedisce di attuare questo progetto su cui molti di noi sono al lavoro da molti anni e intorno al quale il Comitato Rodotà aveva presentato la Legge di iniziativa popolare a fine 2019. Si parla come se fossimo in guerra. Ma contro chi siamo in guerra? Possiamo essere in guerra contro un virus? Sembra che la “guerra” stia diventando orizzontale, cioè il nemico è il mio vicino. Così si perde il contatto sociale, non ci si aggrega, non si può manifestare. Cosa possiamo fare? Dove e come possiamo riaprire un dialogo sui diritti costituzionali e su come adattare i valori della Costituzione al mondo contemporaneo?

La retorica della guerra non è una novità. Pensiamo alla guerra al terrorismo, la guerra alla povertà, la guerra alla droga… In guerra, tutti sono dei soldati e i soldati non obiettano: sono legati al comandante.

In questo momento si sono resi ubbidienti soldati anche i medici che stanno morendo in corsia o gli infermieri che lavorano senza il giusto equipaggiamento.

La novità “di fase”, che andrebbe colta al volo da qualche leader illuminato, fa fatica a essere ascoltata perché sommersa dalla coltre del pattriottismo militaresco. C’è in campo un pensiero potenzialmente alternativo, per la prima volta da molto tempo e che può divenire egemone: i beni comuni. È un pensiero importante che ho cercato di far emergere almeno nelle grandi linee curando il nuovo libro di Papa Francesco, La dittatura dell’ economia , per Edizioni Gruppo Abele.

Penso ad esempio al fatto che si sta riconoscendo quanto importanti siano i ragazzi che consegnano le pizze con le biciclette o i lavoratori di Amazon. Questi sono una nuova potenziale classe rivoluzionaria che, avendo una posizione indispensabile, potrebbe ottenere dei risultati importanti, se sostenuta dall’auto-organizzazione di massa e da un pensiero critico forte.

Questa auto-organizzazione, che è sempre stata una chiave fondamentale contro l’egemonia dello status quo (come diceva Gramsci), deve riuscire a utilizzare anche la rete, cosa che ovviamente è portatrice di molte contraddizioni perché essa stessa non è uno spazio di libertà.

Dobbiamo camminare per un sentiero molto stretto, quello che separa la contro-egemonia dalla cattura del discorso politico sui beni comuni, ma credo che la consapevolezza delle partite che dobbiamo giocare, la visione chiara del mondo diverso che vorremmo e il coraggio, l’entusiasmo nel cercare di realizzarlo possano fare moltissimo.

Un consiglio su cosa possiamo fare per cogliere questo momento come opportunità.

Posso dirti cosa sto facendo io. Cerchiamo di costruire una stabile rete per i beni comuni, utilizzando il Comitato Rodotà che invito tutti a conoscere www.generazionifuture.org e a sostenere.

Facciamo diverse battaglie a-partitiche e dunque costituenti fondamentali in questa fase, come quella per il pieno riconoscimento del principio di precauzione rispetto al 5G che mette a rischio la salute, l’ ecologia, la privacy. Stiamo lavorando a un referendum per la sanità pubblica bene comune, per abrogare l’ aziendalizzazione e la privatizzazione che dal 92 hanno stravolto il modello avanzatissimo che le lotte sociali avevano conquistato col Servizio Sanitario Nazionale nel 78. Personalmente non mi sottraggo ad alcuna battaglia sui valori costituzionali e al momento sono molto impegnato nella lotta contro la censura e il pensiero unico sanitario che mette a rischio gli articoli 21 e 33 della Costituzione oltre che i pochi luoghi di diffusione di libero pensiero come il canale Byoblu di Claudio Messora.

Penso che sia importantissimo stabilire dei legami trasversali tra persone politicamente anche molto diverse ma che hanno identificato dei valori di riferimento simili.

Bisogna costituire una sorta di grande comitato di salvezza nazionale diffuso, legando persone di diverse sensibilità che però vogliono mettere dei paletti ad una deriva sociale pericolosissima di impoverimento morale e materiale generato da una classe dirigente che sembra ipnotizzata dalle sirene del nuovo ordine mondiale.

ReNero

BIOGRAFIA di Ugo Mattei

Ugo Mattei è professore di diritto civile all’Università di Torino e di diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’ Università della California a San Francisco , presso cui ricopre la cattedra di Alfred and Hanna Fromm professor of international and comparative law . Avvocato cassazionista, è stato fra i redattori , insieme ad altri giuristi, dei quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua e come avvocato ha difeso con successo la vittoriosa campagna referendaria culminata col voto del 12 e 13 giugno 2011 e nelle sentenze 24/2011 e 199/2012 della Corte Costituzionale.

È professore di diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’ Università della California a San Francisco , presso cui ricopre la cattedra di Alfred and Hanna Fromm professor of international and comparative law , ed è professore di diritto civile all’Università di Torino. È inoltre coordinatore accademico dell’ International University College of Turin .

È stato vicepresidente della Commissione Rodotà ed è presidente di ARIN/ABC Napoli. Fra i titoli pubblicati, ricordiamo “Beni Comuni. Un Manifesto” (Laterza 2011) che ha raggiunto l’ottava edizione, “Il saccheggio”, con Laura Nader, (Bruno Mondadori, 2010), “Contro riforme” (Einaudi, 2013), “Senza proprietà non c’è libertà. Falso!” (Laterza, 2014)

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SE VIVI VICINO A UN'ANTENNA 5G
TI INTERESSERA' QUESTO ANNUNCIO

In questo periodo, quando l’opinione pubblica è indubbiamente distratta dall’emergenza del Covid 19, vi sono vari progetti pilota in tutta Italia volti alla istallazione di antenne per la trasmissione dei dati 5G

A partire dagli scorsi mesi in più di 120 comuni stiamo assistendo a questo esperimento scientifico. Questa tecnologia è del tutto sperimentale e non vi è una ricerca scientifica che abbia indubitabilmente provato la sua sicurezza in ambiente urbano, sia per le persone che per gli animali e l’ambiente.
E’ nostra opinione che sia necessario realizzare una ricerca scientifica con dati che provino senza tema di smentita la assoluta assenza di danni per le persone, prima di introdurre questa tecnologia nelle grandi città.
A questa conclusione sono arrivate molte città europee, tra le quali Bruxelles, che hanno dichiarato una temporanea moratoria all’istallazione delle antenne 5G in attesa di una maggiore sicurezza scientifica sulla loro salubrità. I cittadini sono persone, non cavie.
Noi del Comitato Rodotà stiamo organizzando una causa pilota nell'interesse delle generazioni future per ottenere la piena applicazione del principio di precauzione nel nostro ordinamento giuridico.
E' necessario saperne molto di più perché può essere troppo tardi scoprirne ex post la dannosità, come nel caso della massiva diffusione delle vernici al piombo nelle abitazioni civili o dell’amianto. Secondo noi chi vuole introdurre nuove tecnologie deve sostenere l'onere di studiare e comprendere bene i potenziali rischi per consentire decisioni politiche informate e serene. Le persone vengono prima dei profitti. A tal fine occorre conoscere il più possibile dei luoghi in cui si stanno installando ripetitori 5G e invitiamo tutti gli interessati a mandarci le informazioni di cui possano essere al corrente. Ci serve identificare il luogo migliore dove iniziare la causa pilota che uno o più persone, meglio se giovani, abitanti in prossimità di ripetitori, potranno intraprendere (eventualmente sotto forma di class action) con il sostegno e a spese del Comitato Rodotà.
Lo scopo è quello della tutela delle generazioni presenti e, soprattutto, future.

Per questo ti ringraziamo fin d’ora e ti invitiamo a scrivere a: comitatorodota@gmail.com

Link consigliati:
Parlamento Europeo, arriva la relazione della scienziata Belpoggi sui rischi del 5G

Lettera ai Sindaci scaricala ora!


COVID: MALE COMUNE CON BENEFICI PRIVATI
Ugo Mattei, il Fatto Quotidiano, 2 aprile 2020

Il presidente di uno dei più importanti gruppi editoriali e di comunicazione italiani, dopo aver esternato in un video su YouTube su quali grandi opportunità, nella vendita di spazi pubblicitari, la crisi del Covid abbia procurato per le sue aziende, i cui affari sarebbero in crescita del 30 per cento, interviene dal Suo giornale chiedendo al governo di “fare di più’” lanciando un piano da almeno 300 miliardi, come la Francia.

IDEE SIMILI di rilancio, con massicci interventi pubblici di tipo keynesiano, hanno articolato, in diverse sedi e con diversi stili, Silvio Berlusconi e Mario Draghi.
Nei giorni scorsi un mio amico mi ha detto di aver acquistato all’inizio della crisi azioni di Zoom, la piattaforma per le videocomunicazioni collettive, che, nel disastro generale delle Borse restate aperte, avrebbero guadagnato già il 30 per cento.
Non frequento le Borse, ma a giudicare dal numero di fattorini che consegnano pedalando per Deliveroo o altre piattaforme simili, sono certo che le cose vadano assai bene anche a quel settore.
La crisi in altre parole, un fattore esterno, genera impennate nei profitti privati di soggetti che si trovano in diversi posizionamenti strategici.

Ma sono profitti o rendite di posizione? Cairo ci informa, ad esempio, che le cose vanno molto bene al suo cliente Conad e al comparto della grande distribuzione. Sono certo che anche Jeff Bezos, sebbene abbia prudenzialmente liquidato azioni per qualche decina di miliardi prima della crisi, non se la stia passando male in prospettiva con Amazon. Lo stesso, a vedere le code in farmacia, presumibilmente è vero per il comparto farmaceutico.
Sorge quindi una domanda: per quale motivo oggi tanti soggetti precedentemente austeri come Draghi, Berlusconi o Cairo (per non parlare di Confindustria), che ci hanno abituato ad affermazioni tipo: “Più mercato e meno Stato!”, oggi hanno cambiato partito? Non sarà che, come purtroppo è la regola nel capitalismo italiano (e non solo), lo Stato si invoca solo per rendere comune il male e garantire in tal modo che il bene possa rimaner privato?
La crisi Covid-19 è un male comune, tuttavia essa genera benefici privati per taluno.

È possibile che, mentre si invoca la solidarietà, questi profitti (rectius: rendite) che essa stessa genera possono essere assorbiti dalla proprietà privata?
In verità questo surplus è un (certo non desiderabile) bene comune prodotto dalle circostanze avverse e come tale va trattato, restituendolo alla collettività.
Perché quel surplus di profitto (agevolmente misurabile) che è certamente generato unicamente dalla crisi non deve essere socializzato?
Forse di lì un po’di quei 300 milioni che Cairo giustamente ritiene essenziali per ripartire potrebbero venire e non solo dalla fiscalità generale.
Gli strumenti emergenziali consentirebbero, almeno temporaneamente ai governi, di porre in essere un’operazione simile, lasciando ai privati un livello di utili simile a quello che avevano prima della crisi (magari un po’maggiorato per compensare i rischi di commessi e lavoratori) ma incamerando temporaneamente al bene comune gli utili in più, generati dalle circostanze, per devolverli al sostegno dei più deboli.
La crisi non può essere occasione di rendita

LA PROPRIETÀ privata nel nostro ordine costituzionale, informato al principio solidaristico, è garantita nella misura in cui adempie a una “funzione sociale”(art. 42). Ascoltare persone già ricche che si vantano di aver incrementato gli utili e vedere tutte quei fattorini in giro, immaginando i profitti in più di chi è proprietario delle piattaforme di delivery, a me fa venire i brividi. I sindacati (letteralmente dal greco: insieme con giustizia) non dovrebbero dire qualcosa?
Perché solo il governo e non anche i privati dovrebbero farsi carico dell’emergenza, non dico concorrendo al costo sociale in solidarietà, ma almeno non approfittandone?
Diventiamo pure keynesiani, ma senza dimenticare la rendita privata.


campagna
#iocistodentro

io ci sto

Miei cari,
il Comitato Rodotà mira a una Politica di "partecipazione costituente" autenticamente a-partisan.
E' dunque solo la necessità di restare critici rispetto alle politiche egemoni anche in questa difficile contingenza politica che ci ha spinto a lanciare l' hashtag #Iocistodentro come alternativa trasversale a #iorestoacasa.
Esso rappresenta, in modo un po' scanzonato, ragioni molto serie, giuridiche e politiche, che sono descritte in questo articolo del nostro Antonio Vercellone.
La campagna #iocistodentro mira a mantenere standards di ragionevolezza comuni a tutto il territorio nazionale, contro localismi e protagonismi.
Pubblicheremo i materiali utili per questa difesa di quanti, ragionevolmente e consapevoli dei rischi per se e per gli altri, vogliono agire come soggetti civici attivi e non rassegnarsi ad essere trattati come meri pazienti.
Vogliamo perciò essere in prima fila per difendere la assoluta libertà di pensiero critico e informazione come "bene comune" sempre a rischio quando le forze egemoniche invocano l' emergenza.
Il testimonial di questa impostazione politica e culturale, aperta, trasversale, volta al rispetto del dubbio metodico, consapevole dei rischi che corre sempre la Democrazia, è il piccolo Antonio Gramsci chiuso in casa.
Il bellissimo disegno e' di suo nipote, Luca Paulesu, nostro comes, autore del delizioso libro Nino mi chiamo, edito da Feltrinelli, in cui si ricostruisce l' infanzia del piccolo Gramsci utilizzando estratti dei Quaderni.

Chi vorrà potrà mettere l'hashtag #iocistodentro sui propri stati social.

Link consigliati:
→ La faccia nascosta dell’epidemia

→ La dittatura dell'economia

→ Coronavirus, chi decide durante lo stato di emergenza

→ Nuove antenne ed abbattimenti alberi: Cosa Fare?

→ Diritto alla Salute e Sanità Pubblica

→ Priorità alla Scuola

→ Coronavirus e scuola, lettera aperta al ministro Azzolina

→ Lettera aperta di 9 magistrati residenti in Valle d’Aosta

→ Ammalarsi di paura. L’«effetto nocebo» dello #stareincasa e della malainformazione sul coronavirus


# CONVOCAZIONE ASSEMBLEA COMITATO RODOTA’ su piattaforma
on-line


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assemblea 4 aprile

E’ convocata per il giorno Sabato 4 Aprile, a partire dalle ore 11:00, l’Assemblea nazionale del Comitato Rodotà, che si svolgerà su piattaforma on-line in considerazione dell’emergenza Coronavirus e dei provvedimenti governativi in atto.

Alla presente convocazione viene allegata la mozione assembleare della Presidenza, documento di indirizzo e di prospettiva. Il documento è aperto agli emendamenti dei partecipanti; i partecipanti potranno anche presentare proprie mozioni all’Assemblea. Gli emendamenti e le eventuali mozioni dovranno essere inviati entro Martedì 31 Marzo, a mezzo mail, a comitatorodota@gmail.com; gli emendamenti saranno vagliati e approvati dall’ufficio di Presidenza. Tutte le mozioni presentate saranno poste alla votazione dell’Assemblea.

La presente convocazione viene inoltrata a tutte le persone e le organizzazioni che hanno aderito al Comitato; ai sottoscrittori di azione della Società Cooperativa “Stefano Rodotà”; agli attivisti dei comitati territoriali, su una base di oltre 1.400 nominativi. In considerazione della situazione di emergenza, chi non avesse ancora provveduto alla adesione per il 2020 potrà formalizzare la propria adesione al Comitato Rodotà con un versamento di 5 Euro (invece della quota associativa standard di 20 Euro) che sarà la nuova quota per aderire al Comitato fino alla fine della emergenza Coronavirus. Il versamento della quota di adesione dovrà essere effettuato nella seguente modalità:

  •  bonifico bancario sul conto corrente IBAN IT10R0306967684510749170038, intestato a Comitato Rodotà, indicando nella causale “ASS-2020” seguita da nome, cognome ed e-mail;
  •  attraverso il sito www.generazionifuture.org, con pagamento a mezzo Paypal, aggiungendo nella voce “aggiungi un messaggio” la dicitura “ASS-2020”.

Tutti coloro che risulteranno aderenti al Comitato avranno diritto di voto. L'Assemblea Nazionale del Comitato Rodotà sarà in ogni caso una assemblea aperta, in modo da consentire la partecipazione anche a persone e organizzazioni non convocate, ma che riceveranno l'invito a partecipare da soci del Comitato, o che vorranno indicare la propria partecipazione, a seguito del lancio dell'assemblea. Tale richiesta di partecipazione dovrà essere comunicata entro Martedì 31 marzo a mezzo mail a comitatorodota@gmail.com(e per chi avesse aderito al Comitato con versamento quota a mezzo bonifico bancario, si prega di inviarne copia).

Le modalità di accesso alla piattaforma saranno comunicate solo a chi invierà a mezzo e-mail la conferma di partecipazione entro Martedì 31 Marzo a comitatorodota@gmail.com.

La conferma di partecipazione, indispensabile per la modalità di svolgimento on-line, dovrà contenere:

  •  le generalità del mittente
  •  un numero di telefono contattabile

In considerazione dell’importanza dell’Assemblea e delle decisioni da assumere preghiamo vivamente tutte e tutti di rendersi parte attiva per la sensibilizzazione all’adesione al Comitato Rodotà e alla massima partecipazione assembleare.

La Presidenza
Ugo Mattei – Alberto Lucarelli

  •  Per partecipare all'Assemblea Nazionale bisogna seguire le indicazioni contenute nella convocazione apri
  •  Puoi leggere e scaricare la mozione assembleare della Presidenza apri

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primo_lancio

La privatizzazione del patrimonio naturale e culturale italiano compromette il suo controllo democratico, e priva le generazioni future di opportunità e sicurezza. Il futuro dell’Italia dipende da come proteggiamo i beni comuni dalle ondate di privatizzazioni che da decenni interessano il nostro paese.

Il comitato Rodotà vuole riconsegnare il futuro dell’Italia in mano ai suoi cittadini, creando i meccanismi giuridici per opporsi alla sua svendita.

Aiutaci a sostenere l’iter parlamentare del DDL Rodotà affinchè possa diventare legge dello Stato e si riesca finalmente a riformare il Codice Civile con l’inserimento della categoria dei Beni Comuni

Con l’adesione al Comitato avrai opzionato anche un’azione della rete permanente
(Società Cooperativa di mutuo soccorso intergenerazionale “Stefano Rodotà”).
Un euro della quota versata per aderire al Comitato sarà riservata per l’opzione di un’azione della rete.


#COSTRUIAMO IL FUTURO

Il Comitato Rodotà sarà in assemblea nazionale Virtuale il prossimo 4 Aprile per approvare documento sulle condizioni di agibilità democratica in uno stato di eccezione


Messaggio da Ugo Mattei:

“ Miei cari a me sembra si stiano ripresentando circostanze in qualche modo "costituenti" simili a quelle che nel 2011 portarono a Occupy Wall Street , M15, Teatro Valle e primavere arabe.
Ma 10 anni in più di neoliberismo con relativo disastro ecologico e sociale non potevano che presentare un conto salato e mostrare ancora più chiaramente il fiasco del capitalismo.
Ora bisogna ricostruire e farlo con buon senso e competenza da subito evitando se possibile i colpi di testa.
Noi del Comitato Rodotà www.generazionifuture.org stiamo lavorando sodo per creare le basi di una rete permanente fra cittadini liberi e pensanti.
Produrremo un documento in cui si porrà il problema dell' agibilità democratica per un referendum che abolisca le incrostazioni neoliberali de Servizio Sanitario Nazionale.
La salute é un bene comune.
Organizzeremo nei prossimi giorni una grande assemblea per approvare il documento e iniziare il processo.
Chi fosse interessato può iscriversi in line al Comitato per fare insieme qualcosa di utile da subito.
Vostro Ugo ”



BLOCCO SFRATTI NEL DECRETO CURA





blocco sfratti

fino al 30 giugno 2020

Il Comitato Rodotà ringrazia le centinaia di persone che hanno formato l'appello rivolto al presidente del Consiglio per una moratoria immediata degli sfratti esecutivi: il Governo ha inserito il blocco degli sfratti nel Decreto Cura Italia fino al 30 giugno 2020.

Continueremo a sollecitare Governo e Parlamento affinchè gli ultimi ricevano la massima attenzione in questo momento così difficile per tutto il Paese, e auguriamo buon lavoro a coloro che, giorno per giorno, dovranno prendere decisioni importanti e urgenti.

Buon lavoro comune, davvero!







Appello per una immediata moratoria degli sfratti esecutivi e dell’ uso della forza pubblica

. Comunicato Stampa 14 marzo 2020


Il Comitato Rodotà per la difesa dei beni pubblici e comuni, considerata la situazione di grave emergenza creatasi a seguito della pandemia del Virus Covid 19 chiede formalmente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’immediata sospensione tramite DPCM degli sfratti esecutivi e dell’uso della forza pubblica a tal fine deputata, dando applicazione dei principi di solidarietà che informano la nostra Costituzione, nonchè dell’Art. 32.

Lasciare nuove famiglie senza tetto o affollare i dormitori sarebbe infatti una intollerabile lesione del bene comune salute pubblica. In un momento in cui tramite DPCM sono stati sospesi in nome della emergenza diritti fondamentali quali assemblea e movimento, diviene più che mai importante utilizzare lo stesso strumento di azione immediata per bilanciare la proprietà privata (mero diritto economico) con il bisogno abitativo, dando concretezza alla funzione sociale che la limita ai sensi dell’ Art.42 Costituzione.

(per sottoscrivere l’appello inviare mail a comitatorodota@gmail.com)

Primi firmatari
Ugo Mattei (Univ.Torino); Alberto Lucarelli (Univ.Napoli); Daniela Di Sabato (Univ.Campania Vanvitelli); Raffaele Di Raimo (Univ.Lecce); Marisa Meli (Univ.Catania); Luca Nivarra (Univ.Palermo); Lorenzo Fazio (Editore Chiarelettere); Carlo Alberto Graziani (Univ.Siena); Adalgiso Amendola (Univ.Fisciano); Francesco Astone (Univ.Foggia); Sergio Galbiati (Imprenditore); Lorenzo Montaldo (Imprenditore); Vittorio Occorsio (Notaio); Alessandra Quarta (Univ.Torino); Giuseppe Mastruzzo (IUC Torino); Mario Esposito (Univ.Napoli); Renato Briganti (Univ.Napoli); Maddalena Semeraro (Univ.Calabria); Walter Nocito (Univ.Calabria); Camilla Crea (Univ.Campania Vanvitelli); Enza Pellecchia (Univ.Pisa); Antonio Gambaro (Univ.Milano); Eugenio Barcellona (Univ.Piemonte Orientale); Pasquale Femia (Univ. Campania Vanvitelli); Giacomo Marramao (Univ.Roma Tre); Maria Rosaria Marella (Univ.Perugia); Andrea Di Porto (Univ.Roma Sapienza); Eugenio Bevilacqua (Teatri di Roma); Elio Mungo (Imprenditore);

Per scaricare il documento clicca qui


Per informazioni, richieste, adesioni:
benicomunisovrani@gmail.com

333.4905495

generazionifuture.org
comitatorodota@gmail.com


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