• Published On: 2 Febbraio 2023

    di Danilo D’angelo Tommaso, quando seguì la sua vocazione e scelse di diventare frate Francescano, passò alcuni anni in Italia, prima a Roma e poi a Firenze. Per cui parlava un ottimo italiano. Lì seduti sugli sgabelli di plastica del chai shop sorseggiando il nostro tè aromatizzato (masala chai, in hindi) cominciammo una strampalata conversazione, fatta di luoghi comuni sull’Italia e sull’India in cui lui si divertiva a prendere in giro quelle che, secondo lui e molti indiani, sono le nostre stranezze. Forse non è molto fine parlarvi di certe cose, ma alcune differenze culturali tra popoli si evidenziano nelle piccole cose quotidiane che, forse per un certo senso della decenza, difficilmente vengono nominate. Ma è proprio questo il punto, il diverso senso della decenza tra una cultura e un’altra. Ciò che in alcuni Paesi è normalità in altri viene considerato assurdo. Come, ad esempio, il fatto che noi ci soffiamo il naso in un fazzoletto; per gli indiani è strano che ci portiamo in tasca il prodotto del nostro naso. Oppure che usiamo le posate per mangiare, mentre loro amano mescolare le pietanze con le mani. Dicono che sarebbe impossibile ottenere lo stesso impasto e, quindi lo stesso gusto, con le posate. Altrettanto ritengono strano l’utilizzo […]

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