Assemblea politica 21 Novembre 2026

ADERISCI AL MANIFESTO DEL COLLETTIVO

     

    GENERAZIONE SVOLTA!

    INVERTIAMO LA ROTTA CON ENERGIE NUOVE.

    Documento aperto proposto dal Collettivo Studentesco del Liceo Mamiani occupato per l’Assemblea Politica del 21 Novembre 2026 a Roma

    Redattori e primi firmatari:

    Anita Bartocci

    Giulia Canevacci

    Giuseppe Di Raimo

    Il mondo occidentale, e con esso l’Italia, vive una profonda crisi. Incertezza economica e impoverimento. Mancanza di prospettive. Disgregazione dello stato sociale. Brutale riemergere, anche in Europa, della cultura della guerra.  Mentre i salari diminuiscono, crollano potere d’acquisto e servizi pubblici, la classe politica segue strategie confuse in gran parte condizionate da spese militari. Il Campo Largo cerca goffamente, con banale propaganda, di salvare un’idea di unità che, ovviamente, non inganna nessuno e lascia alle destre campi larghissimi per vincere.

    Come giovani facciamo sempre più fatica a vedere un futuro. Da troppo tempo ormai, al di là dei singoli governi, le politiche economiche rimangono sempre le stesse: austerità sulle spalle dei ceti meno abbienti e medi, una fiscalità ingiusta e squilibrata, l’assenza di un progetto nell’istruzione, nella sanità, nel benessere collettivo, hanno generato in noi forte disinteresse e rifiuto per la politica. È tempo di cambiare le cose, perché non vogliamo ereditare un mondo di guerre e diseguaglianze.

    Pretendiamo un progetto che sappia riportare al centro la Costituzione e l’interesse della collettività. Serve una proposta coraggiosa, che riesca e riflettere posizioni scomode e rifiutare le ingerenze della grande finanza, che producono un progressivo impoverimento delle popolazioni e un pericoloso accentramento del potere politico nelle mani di pochi tecnocrati. Solo una rottura radicale con le passate priorità può far maturare, nell’impegno concreto, una coscienza critica capace di salvare la democrazia, oggi sempre più a rischio in un quadro di distopia tecnologica.

    Il dramma di Gaza, che ci ha chiamati tutti a raccolta il 10 Ottobre 2026 e prima ancora nelle grandi manifestazioni a supporto della Global Sumud Flotilla, non è solo umanitario, è diventato lo scandalo politico e morale di un ordine internazionale che proclama il rispetto del diritto mentre tollera, finanzia o copre la sua sistematica violazione. Le denunce di Francesca Albanese e di molti altri come lei, coraggiosi ma meno noti, riguardano direttamente anche l’Italia e l’Europa, che sono gestite non dalla politica ma da corpo­ration globali prive di anima, cuore, dignità morale. Riguardano, in definitiva, la capacità dell’Occi­dente di essere coerente con i principi di diritto, libertà e dignità che pretende di difendere.

    Le responsabilità di Stati Uniti e Israele nel genocidio di Gaza, le continue provocazioni della Germania e di Bruxelles alla Russia per incentivare l’industria della morte, la mancanza di un piano che tuteli l’istruzione e l’ambiente, la fine del diritto internazionale, indicano chiaramente il percorso che l’Italia dovrebbe percorrere per liberarsi dalla stretta soffocante di una tecnocrazia senza principi, senza morale, senza rispetto per gli altri.

    Diventiamo paladini di una politica capace di vedere il Mediterraneo come Bene Comune e non come tomba per i migranti. Pensiamo a un’alternativa che sappia tutelare chi erediterà davvero il vostro mondo di diseguaglianze guerre e precarietà.

    Negli Stati Uniti, vera locomotiva del degrado bellicoso e aggressivo dell’Oc­cidente, lo strumento delle primarie ha determinato alcune di queste rotture. El Sayed in Michigan, Nixon in Florida e soprattutto Mamdani a New York, hanno dimostrato che una vera mobilitazione di noi ragazzi può essere determinante per sconfiggere il neoliberismo bipartisan. Un simile fenomeno è avvenuto a Berlino. Per sconfiggere le destre non serve inseguirle al centro; serve un radicalismo che risvegli le coscienze di quella metà e più della popolazione che non vota. Noi giovani viviamo in un regime paradossale: mentre veniamo sempre più inglobati all’interno di un sistema che, in nome dell’iper-produttività, ci costringe ad abbandonare i tratti adolescenziali e a vivere come lavoratori, le nostre voci vengono totalmente ignorate; siamo stanchi!

    Noi alle primarie del Campo Largo vogliamo partecipare, perché sia chiaro che le follie portate avanti da questo governo, come da quelli che sono preceduti, non riceveranno mai il nostro sostegno. Mai come oggi è necessario far partecipare alle primarie del Campo Largo anche i sedicenni; chiediamo a gran voce che questo diritto ci venga riconosciuto. Vogliamo, inoltre, vedere candidate persone preparate, forti, radicali. Vogliamo sentirci rappresentati. Perché, infatti, tutte le alternative a Schlein e Conte devono essere più a destra di loro? Non sarebbe giusto, forse, che tutti gli elementi di crisi sopracitati producessero candidature effettivamente di sinistra?

    Non serve solo una rottura con le sovrastrutture internazionali della nostra crisi. Serve ripensare la struttura economica, perché una popolazione ridotta in miseria e precarietà, priva di infrastrutture scolastiche funzionanti, soprattutto nelle periferie, non può trovare il tempo e il modo di partecipare alla vita democratica del nostro Paese. La partecipazione democratica non può essere condizionata dalle capacità economiche. Dove c’è plutocrazia non può esserci dignità sociale. Per la nostra Costituzione l’uguaglianza deve essere suppor­tata da condizioni di fatto con essa compatibili. Serve un’idea forte di politica economica. Si inverta la rotta sulle privatizzazioni, così come richiesto nell’Assemblea Nazionale del 23 maggio 2026 di Generazioni Future con un documento firmato da decine di organizzazioni e comitati territoriali, si sviluppi una vera politica dei Beni Comuni anche con misure urgenti, si pensi a una politica che sappia proteggere gli interessi di chi, in questo Paese, ci vive e risparmia.

    Ecco le nostre proposte:

    • Tutela del potere d’acquisto.

    • Misure per l’equità fiscale.

    • Tassazione dei grandi patrimoni.

    • Taglio delle tasse sul ceto medio.

    • Contrasto all’elusione fiscale sui grandi patrimoni finanziari.

    • Misure di incentivazione fiscale per il sostegno al credito delle micro aziende.

    • Sostegno ai contadini che producono cibo buono pulito e giusto, pur nelle difficoltà determinate dal Climate Change.

    • Istituzione del contributo di solidarietà straordinario sui ricavi delle grandi im­prese nel settore energetico, perché l’energia a regime possa diventare, come l’acqua e come l’aria, un Bene Comune.

    • Disposizioni urgenti per il diritto all’abitare, contrasto alla speculazione immo­biliare e sostegno all’autonomia abitativa dei giovani.

    • Misure urgenti per l’azzeramento dei costi dei servizi per l’infanzia, il sostegno alla natalità e l’incentivazione dell’occupazione femminile.

    • Misure di agevola­zione per le famiglie meno abbienti che, ogni anno, per mandare il figlio a scuola spendono 300 euro di libri scolastici.

    • Disposizioni per il potenziamento e l’ammodernamento strutturale della Sanità Pubblica nazionale.

    • Misure straordinarie per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, l’esten­sione del tempo pieno e il contrasto alla dispersione scolastica.

    • Piano “Scuole Sicure”.

    Tutti e ciascuno di questi temi possono essere ricondotti all’idea dei Beni Comuni: scuola, informazione, sanità, energia pulita andranno affidate princi­pal­mente a “comunità di utenti e lavoratori” come prescrive l’Art. 43 della nostra Costituzione. Una candidata/o capace di portare questi temi alle primarie da una posizione personale credibile, fuori da trasformismi e dipendenza da lobby economiche estrattive, sarebbe probabilmente attaccato con ogni mezzo dai poteri forti ma potrebbe contare certamente su tutte le nostre energie.

    Chiediamo, come giovani, che ci vengano restituite pace, stabilità e prospet­tive; per tutto ciò che è stato sopra detto crediamo che, se utilizzate bene, queste primarie di coalizione potrebbero essere l’occasione giusta. In questi giorni il Paese è stato teatro di grandi manifestazioni che, al netto di eccezioni molto rare che non ci rappresentano, e che sono da imputare a enti esterni, hanno fatto emergere tutto il disagio che da anni ci portiamo dentro. Sempre in questo periodo, molte scuole si stanno impegnando nell’occupazione, momento in cui davvero si capisce l’importanza della cooperazione, del vivere l’uno per l’altro e di impiegare tutte le proprie forze affinché tutti gli individui di una comunità vivano bene. Noi studenti vorremmo che fosse chiara una cosa: non occupiamo perché siamo in contrasto con professori o preside, occupiamo perché l’attuale sistema da anni grava sulle teste di tutti noi; operai, agricoltori, studenti, docenti: siamo tutti dalla stessa parte. Uniamoci!

    Non siamo più disposti a guardarvi passivamente mentre, impuniti, distruggete quello per cui i nostri nonni hanno versato il loro sangue. Ora tocca a noi.

    È tempo di cambiare il corso della storia di questo Paese, tutti insieme.

    È tempo di salvare la Democrazia e la Costituzione in nome dei Beni Comuni e delle Future Generazioni.

    ASSEMBLEA 21 NOVEMBRE 2026
    ORE 15:45 in via del Caravita, 7 a Roma
    (salvo cambiamenti)

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