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di Danilo D’Angelo

Chi l’avrebbe mai detto? Certo, qualcosa nell’aria avrebbe dovuto farci presagire questa amara verità. C’erano dei segnali in questo senso, ma si sa, certe cose non le si vuole ammettere. Resta sempre nel profondo del nostro essere quel barlume di speranza immotivata che ci fa rimandare l’inevitabile constatazione: noi non esistiamo.

Non nego che la sensazione di vivere ed esistere sia alquanto forte, voglio dire…sembra proprio di esserci, in qualche modo. Ci svegliamo la mattina, almeno così ci sembra, facciamo colazione, svolgiamo le nostre abitudini mattutine, andiamo a lavorare, torniamo a casa, ci prendiamo cura dei nostri figli…sembra di farle queste cose, vero? Anche i sentimenti, ci sembra di provarli, no? Ci arrabbiamo, sorridiamo, ci sentiamo tristi, allegri. Eppure niente, è tutta illusione, non è per niente vero. Siamo inconsistenti come il vapore, eterei, poco più che un abbozzo di idee che fluttuano nel nulla, senza peso, senza consistenza.

C’è solo un giorno in cui assumiamo un certo grado di esistenza oggettiva. C’è un solo momento nella nostra vita in cui questo vapore si condensa, in cui esistiamo, in cui rivestiamo una sorta di minima importanza per la quale veniamo considerati come esseri degni di nota: il giorno delle elezioni! Ah, sì, quel giorno gli “altri” si ricordano di noi, sanno che esistiamo, anzi hanno addirittura bisogno di noi, ci cercano, ci ascoltano (almeno così sembra), ci prospettano futuri meravigliosi, ci stringono le mani, abbracciano i nostri figli e gli fanno le carezze. Che bello quel giorno, il giorno in cui veniamo riconosciuti come esseri esistenti!

Poi tutto finisce. Torniamo nel nostro vuoto assoluto, ignorati, abbandonati, non nati.

“Loro” continuano nei loro affari indisturbati, totalmente insensibili alle poche richieste che il popolo, in qualche modo, fa pervenire alle loro orecchie, nonostante l’ostruzionismo (o forse dovrei dire ostracismo) dei media.

I media! Questo sì che sarebbe un argomento in cui affondare i denti. Dai tempi di quello presunto di Giuda uno dei tradimenti più ignobili e questo sì, vero! Giornalisti o pseudo tali, che si sono tramutati, con assoluta disinvoltura, da voce dei cittadini, interpreti dei malumori del popolo presso le istituzioni, in squallide escort di palazzo.

E così, tra il plauso delle multinazionali e la deferenza degli organi della comunicazione “loro” fanno a pezzi i nostri diritti, calpestano la Costituzione, tradiscono i valori per noi più sacri e ci svendono per molto meno di trenta denari.

Eppure siamo andati a votare, ci siamo palesati ai “loro” occhi. Il giorno delle elezioni, l’unico giorno in cui si ricordano di noi, quel giorno arrivò. Anzi, quei giorni: il 12 e il 13 giugno 2011 la maggioranza degli aventi diritto al voto andarono alle urne e votarono, espressero il loro volere e fu una volontà espressa quasi all’unisono e diceva chiaramente che non volevamo che l’acqua passasse dall’essere fonte inesauribile di vita a mera fonte di speculazioni private.

Eppure neanche in quel momento si sono accorti di noi. Sì, hanno sentito qualcosa, ma era più come una voce fastidiosa, come un refolo d’aria fredda nel collo, che ti fa alzare il bavero della giacca, ma nulla di più.

Ammettiamolo, non contiamo niente, nemmeno come elettori. Tanto poi fanno come più aggrada a “loro”. Questa per “loro” è una certezza.

Per “loro”.

Io ne ho un’altra di certezza.

Io so che sono “loro” che senza il nostro sostegno non esistono. Io so, con estrema chiarezza ed assoluta certezza, che noi mandiamo avanti le cose. Senza di noi “loro” non esistono, “loro” sono vapore, inconsistenti, inutili.

Basterebbe dire NO! A questo stato delle cose non ci stiamo più. Non saremo mai più complici dello scempio che da decenni si sta perpetrando ai danni della Natura, del pianeta e dell’essere umano. Della logica, della razionalità, della spiritualità, della nostra dignità.

Basterebbe dire no, non compro più i “vostri” prodotti, non leggerò più i “vostri” giornali, non guarderò più la “vostra” televisione, non lavorerò più 12 ore la giorno nei “vostri” uffici, non userò più i “vostri” social, non sarò più schiavo delle “vostre” volontà, non “vi” starò più a sentire. Io sono il postino che “ti” porta la posta tutti i giorni, sono l’operaio che fa funzionare i “tuoi” stabilimenti, sono la dottoressa che cura “tuo” figlio, sono l’insegnante che lo educa, sono l’autista che “ti” porta il pacco, sono chi produce il cibo che “tu” mangi…senza di me “tu” non esisti e se io mi fermo “tu” sei spacciato. Mi basterebbe fermarmi per una settimana e “tu” saresti annientato. Non servono dibattiti, comizi, articoli, interviste. Basterebbe dire NO.

E noi il 12 e il 13 giugno 2021 cominceremo a dire NO!

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  1. marilena 18 Maggio 2021 at 20:23 - Reply

    Buongiorno,
    questa sì che è la voce di chi lavora e vive la quotidianità della vita reale.
    E’ veramente ora di prendere coscienza del grande potenziale di forza di tanti singoli che si uniscono in un unica voce per dire basta allo sfacelo del senso di comunità, di solidarietà, dell’informazione critica dei “pensieri unici”, dei preziosi ed insostituibili beni comuni “naturali” e dell’ambiente sempre più compromesso.
    Non c’è più tempo per aspettare, occorre agire in tanti ed insieme su questi obiettivi condivisi ed urgenti.
    Confido in Generazioni Future che sappia radunare e convogliare le tante attese e speranze in questo senso, perchè come disse il magistrato Giovanni Falcone (nato, come oggi, un 18 di maggio) riferendosi alla mafia, le cose degli uomini non sono invincibili, come sono nate avranno una fine.
    E’ giunta l’ora di perseguire con tenacia la fine di queste problematiche fondamentali.

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