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Mentre in Parlamento si discute sull’innalzamento delle soglie di elettrosmog, continua la battaglia contro l’inquinamento elettromagnetico: dallo sciopero della fame alle iniziative legali

Che il cosiddetto Recovery Plan, ben lungi dal promuovere la tanto auspicata “svolta ecologista” sia in realtà lo strumento per consentire l’arricchimento delle multinazionali delle nuove tecnologie anche soprattutto a discapito dell’ambiente, delle generazioni future e della salute era ormai chiaro. Ciò risulta ancora più chiaro dopo che, due giorni fa, i parlamentari si sono dichiarati favorevoli ad innalzare drasticamente l’elettrosmog passando dall’attuale media di 6 V/m ad un massimo di 61 V/m (valore per il campo elettrico) e da 0,1 Watt/mq ad un massimo di 10 Watt/mq (valore per la densità di potenza del campo elettromagnetico in alta frequenza), assecondando la volontà delle compagnie telefoniche, in spregio a qualsiasi appello alla prudenza. Se la manovra venisse infatti approvata anche dal Parlamento e/o dal Governo, su tutta Italia verrebbe ad abbattersi un vero e proprio tsunami elettromagnetico senza precedenti, aumentando l’overdose elettromagnetica di un valore arbitrario pari a ben 10 volte più alto di quello di oggi (in fisica un valore più alto di 110 volte), il tutto per favorire il 5G nell’installazione di milioni di nuove antenne via terra e del Wi- Fi dallo spazio.

Generazioni Future da tempo si batte contro l’elettrosmog e in difesa dell’ambiente.

Ormai da quasi un anno stiamo lottando nelle aule di Tribunale contro l’installazione di antenne e ripetitori potenzialmente dannosi, soprattutto in luoghi sensibili come scuole e ospedali.

Attraverso la causa pilota instaurata per l’immediata rimozione di un palo porta antenna nei pressi di un plesso scolastico in Piemonte, Generazioni Future sta lottando per affermare la prevalenza del principio di precauzione sul profitto delle multinazionali delle telecomunicazioni e per la necessità che il diritto tuteli, attraverso importanti innovazioni istituzionali, gli interessi di chi ancora non è nato.

Per questo, non solo Generazioni Future sostiene lo sciopero della fame indetto dall’Alleanza Italiana Stop 5G (https://oasisana.com/2021/04/13/stop-5g-in-42-cominciano-lo-sciopero-della-fame-non-alzate-lelettrosmog/), ma prosegue nella sua battaglia giudiziaria, portando, a maggio, il caso piemontese davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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  1. Elga 18 Aprile 2021 at 19:29 - Reply

    Grazie
    Noi in strada
    La lotta è appena iniziata
    Grazie delfini

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