PROIBIZIONISMI E IMPOSIZIONI: ANTIPODI DEI BENI COMUNI – Forum Tramandare sabato 15 maggio 2021

Il quinto appuntamento 2021 con il Forum intergenerazionale TRAMANDARE si terrà SABATO 15 MAGGIO, su piattaforma Zoom, dalle 10 alle 13: “Proibizionismi e imposizioni, antipodi dei Beni Comuni” sarà discusso da:

  • Giacomo MARRAMAO, Filosofo, Professore di Filosofia Teoretica e Politica, Università di Roma3;
  • Marco CAPPATO, attivista politico, Presidente di “Eumans- Cittadini/e per la democrazia e la sostenibilità”, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ex Deputato europeo;
  • José Manuel PUREZA, Deputato all’Assemblea della Repubblica Portoghese, ricercatore nel Centro di Studi Sociali, Università di Coimbra.
  • Alessia CIRAVEGNA, studentessa, Liceo “Vittorio Alfieri”, Torino.

> Con l’introduzione di Ugo MATTEI, moderazione di Gilda FARRELL e traduzione di Mariella PITTARI.

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Il quinto Forum TRAMANDARE 2021 richiama la nostra attenzione su delle tematiche complesse, che traversano le società odierne, e che esigono spazi di dibattito e deliberazione. Ogni giorno la questione della legittimità democratica d’imporre/prescrivere, autorizzare/concedere o derogare, si pone e, con questa, quella della competenza e della responsabilità dei cittadini. La tensione è più notevole quando si tratta di decidere nella sfera pubblica su disposizioni giuridiche e politiche delimitando i perimetri della libertà nelle scelte personali e di gruppi minoritari, nei diritti alla diversità, alla discordanza, alla conservazione della vita, alla remissione sociale (come nel caso della pena di morte), nell’accettazione o rifiuto d’argomenti scientifici, nell’uso personale della droga, etc. Con il Covid19, tale tensione ha raggiunto una dimensione finora sconosciuta, perché concerne limitazioni di libertà per la totalità della popolazione.

La tensione tra la conservazione dello status quo, da una parte, che manipola fede, principi religiosi e nazionalistici, e il riconoscimento dei diritti alla differenza, dall’altra, motiva non solo la censura sociale, ma pure la repressione. E questo in particolare rispetto all’esercizio di libertà di scelta nel campo della vita, del corpo, della sessualità, delle credenze e delle identità. La controversia prende spesso forma axiologica e richiama ai valori più elementali, come buono o cattivo, rendendo difficile il ragionamento in quanto gli argomenti mobilitati sono volti a giustificare o giudicare un comportamento (etico o religioso). L’emotività (sovente manipolata e costruita come contradittorio) che contraddistingue questo tipo di tensione, impedisce il dialogo perché fa apparire i valori come sentimenti o principi non negoziabili, e dunque impossibili ad essere sottoposti ai criteri di dibattito pubblico.

Col Covid19, i governi hanno sospeso diritti fondamentali e imposto scelte e comportamenti coercitivi, trasformando argomenti scientifici in politica pubblica (urgenza sanitaria). La domanda generale che emerge è quale sia il rapporto tra ricerca scientifica e politica pubblica. La risposta solleva questioni rispetto alla costruzione del consenso (interno alla comunità scientifica ed esterno, con e tra i cittadini). Oggi la questione ha una dimensione inusitata perché gli scienziati occupano spazi di talkshow, influenzando direttamente criteri e opinioni. Sarà che la democrazia richiede una divisione del lavoro tra esperti e cittadini? E se la risposta è affermativa, come ancorare nella società la deliberazione democratica sugli argomenti degli esperti? La discussione sui vaccini contro il Covid19 ha, per esempio, polarizzato le società, al punto di far nascere veri e propri “partiti”: Sivax e Novax. Non ci sembra la strada del futuro dato che decisioni pesanti dovranno essere prese per contrastare il cambio climatico. Nel retroscena di queste tensioni, che sembrano dettate da non-condivisione di valori o di argomenti scientifici (due campi carichi di ambiguità rispetto al loro ruolo nello spazio pubblico), si nascondono sovente interessi privati, speculativi, oligopolistici o clientelari, che motivano la manipolazione delle coscienze, la repressione sociale o impongono il silenzio, in particolare quando assiomi liberali considerati come libertà fondamentali, tali la proprietà privata e l’inseguimento del profitto, vengono posti in discussione. Allora la controversia è qualificata come sovversione e l’argomentazione resa impossibile dalla manipolazione ideologica che la riduce a terrorismo (giustificando l’uso della forza pubblica) o ad irrilevante
marginalità.

Abbordando la tematica di proibizionismi e imposizioni come antipodi dei beni comuni, questo Forum intergenerazionale si chiede come si costruiscono gli strumenti di risposta della democrazia alla controversia che mette in causa valori, norme e istituzioni stabilite. Perché la visione liberale, considerando che soltanto dei principi basici costitutivi (norme) facciano parte della ragione pubblica, tende a standardizzare la morale. La neutralità (axiologica) che ne
deriva, rende legittimi soltanto certi argomenti. Tale approccio nasconde forme di dominazione che privano idee, identità, credenze e argomenti di spazio di controversia pubblica. La fiducia è intesa come delegazione e non come costruzione dialettica. La fiducia diventa una vulnerabilità accettata (A. Baier), cioè il fatto di prendere il rischio di dare a qualcuno il potere di incidere sulla propria libertà, piuttosto che spazio di “sensus communis”, il senso d’essere con gli altri, di condividere. Essere tra gli uomini (inter homines esse), come H. Arendt ricorda, implica imbastire incessantemente spazi di dialogo, dove l’umanità di ciascuno può essere rivelata, diventando agenti politici, coscienti della variabilità politica e istituzionale degli standard pubblici. Piuttosto che concepire i valori come processi mentali, preferenze astratte o arbitrarie, questi vanno intesi come “cose” che la società produce (J. Dewey) e, dunque, vanno sottoposti a processi deliberativi e interattivi.

Questo Forum risponde al bisogno di approfondimento critico di questioni fondamentali come le controverse tra valori, intimità e scelte collettive, tra neutralità/imparzialità e dialettica. E questo, in un momento dove ci sembra che il tempo per inventare il nostro avvenire sia sparito e che il presente ci soffochi. Questo è tanto più importante in considerazione del fatto che il vincolo che ci unisce alle generazioni future deve essere rinnovato e reso saldo. Ciò che è in gioco è la loro libertà, come evento permanente che permette delle svolte enormi. Dobbiamo affrontare cambiamenti brutali, come quello climatico. Si utilizzerà la paura per impedire il dialogo
cittadino-intergenerazionale? Saranno imposte misure di razionamento obbligatorie? O le limitazioni a comportanti predatori e di spreco faranno parte di processi aperti, deliberativi? Come gestire l’urgenza climatica? Dalla prospettiva dei beni comuni, resistenza critica alla paura, libertà come spazio di creatività e responsabilità condivise sono principi essenziale. Il servilismo ideologico, il panico, lo sgomento o la difesa oltranzista di alcune caratteristiche identitarie ci condannano all’inazione e distruggono la capacità generativa, quella capace di creare altri possibili, altre esperienze inclusive, accogliendo alterità non-umane, da trasformare in vissuto da tramandare.

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PROGRAMMA
Ore 10:00: Breve sintesi e lezioni del Forum precedente, Ugo MATTEI
Ore 10.10: Breve introduzione della tematica e dei partecipanti, Gilda FARRELL
Ore 10.15: La Libertà come dimensione dell’esperienza individuale e collettiva, Giacomo MARRAMAO
Ore 10.35: La Libertà come dimensione di lotta e di sfida politica, Marco CAPPATO
Ore 10.55: La Libertà come dignità, il percorso di una legge sull’eutanasia, José Manuel PUREZA
Ore 11.15: La Libertà, come dinamica creativa e speranza di vita dignitosa per le generazioni future, Alessia CIRAVEGNA
Ore 11.30: Interazione col pubblico
Ore 12.00: Come affrontare vecchi e nuovi proibizionismi e imposizioni? Giacomo MARRAMAO e Alessia CIRAVEGNA
Ore 12.15: Come varcare i limiti che le democrazie liberali impongono all’espressione di spazi cittadini d’interazione, cooperazione e creatività? Politici per caso, Marco CAPPATO
Ore 12.25: Come affrontare istituzioni stabilite opposte a nuovi spazi di dignità? José Manuel PUREZA
Ore 12.35: Interazione col pubblico
Ore 13.00: Chiusura

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4 commenti su “PROIBIZIONISMI E IMPOSIZIONI: ANTIPODI DEI BENI COMUNI – Forum Tramandare sabato 15 maggio 2021”

  1. Una delle “imposizioni” che non posso ammettere (espongo solo cose concrete) è che vengono erogati, o meglio elargiti, ben 19 miliardi di euro (vi è un dossier in tal senso di Legambiente nazionale) per sussidi ai combustibili fossili oltre alle franchigie.

  2. Un’ “imposizione” che non posso accettare è che vengono erogati, o meglio elargiti, 19 miliardi di euro ( vi è un dossier di Legambiente nazionale in tal senso) per sussidi ai combustibili fossili, oltre le franchigie.

  3. “Appurato che negli ultimi 400.000 anni furono le variazioni di temperatura a provocare le variazioni di CO2 e non viceversa”
    Pag.167 :”La strega perfetta” di Daniele Mazza e Francesco Marino del Politecnico di Torino.
    Possiamo separare la questione dell’inquinamento da quella del cambiamento climatico?

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