Proposta modifiche statutarie Assemblea Straordinaria del 18 dicembre

 

In vista della prossima Assemblea dei Soci, riportiamo la lettera del presidente della cooperativa, prof. Ugo Mattei, e alleghiamo il documento da Lui prodotto

 

Cari Azionisti,

allegata a questa mia è la proposta di modifiche statutarie che intendo presentare per il voto all’Assemblea Straordinaria del 18.pv. Ho redatto questa proposta come sintesi fra una discussione sociale che aveva proposto un documento di lavoro precedente l’Assemblea informale ultima scorsa, e necessità che si sono appalesate successivamente in relazione agli sviluppi della nostra vita cooperativa. Ho discusso ed emendato il documento alla luce degli interventi del CDA e della Segreteria politica.

Come noto, il Comitato Rodotà si è sciolto nella “Società Cooperativa di Mutuo Soccorso ad Azionariato Popolare Diffuso Stefano Rodotà”, l’attuale nostra organizzazione, la quale col tempo ha acquisito il nome “Generazioni Future”. Il nome di fatto viene formalizzato nel nuovo statuto e insieme al nuovo simbolo e registrato come proprietà della nostra organizzazione. Tale formalizzazione è necessaria per il grande sforzo di ampliamento territoriale che stiamo conducendo il quale può risultare produttivo nella misura in cui ogni organizzazione denominata “Generazioni Future” remi nella stessa direzione. Quanto osservato potrebbe essere una banalità se non stessimo attraversando una fase storica di grande confusione comunicativa in cui il c.d. green washing è in agguato, conscio o inconscio, dietro ogni angolo. In un mondo di fake news e di illusioni artatamente costruite, l’ecoalfabetizzazione popolare critica è la sola via possibile per non cadere in illusioni ottiche relative a quali cambiamenti sociali siano desiderabili e ciò richiede un continuo confronto fra noi su tutti i temi anche quelli più complessi e divisivi. Serve, dunque, uno sforzo rinnovato di produzione culturale critica.

In questa luce, Generazioni Future/Rodotà non può essere, lo sia detto chiaramente per fugare una volta per tutte voci e rumors che hanno creato nei mesi scorsi tensioni all’interno di alcuni gruppetti di azionisti, la denominazione di un partito politico. La soggettività politica che GF sta costruendo eccede di molto la dimensione del partito. Parlai a suo tempo di grande soggetto politico olistico, ossia portatore di interessi di natura costituente, che riguardano il tutto e non le sue parti. (GF fa sicuramente politica, ma non politica di partito. Sono i partiti, non noi a fare l’interesse di una parte soltanto del corpo sociale). GF è esperienza di cittadinanza che vuole restare tale, esperienza quindi profondamente civica, che vuole partecipare alla vita politica del paese con tutti gli strumenti possibili, senza privilegiarne alcuno rendendolo totalizzante. Cittadinanza vigile, in questo senso politica, attenta alla difesa dei valori che rendono essa stessa possibile ossia le condizioni di agibilità democratica. Una cittadinanza, dunque, interpretata nella logica dei beni comuni e della partecipazione che non esclude per ragioni di forma, ma che include tutti gli abitanti dei luoghi. Ecco un tale cittadino, che rifugge la propria trasformazione in consumatore, e poi nelle attuali condizioni tecnologiche e politiche in dato/merce o financo in paziente fidelizzato a uno scientismo incompatibile con la tradizione critica della modernità, non si trova bell’e pronto. Lo si deve re-inventare politicamente con uno sforzo di grande solidarietà e cooperazione la cui ricaduta non si ferma alla comunità di quanti sono al mondo oggi ma coinvolge anche quanti ancora non ci sono. Una cooperativa che si batte per i beni comuni non può che divenire essa stessa una comunità di riferimento di natura tanto sincronica quanto diacronica, in una lettura di Tonnies che guarda al futuro e abbandona ogni nostalgia per il passato. 

Ovviamente tale atteggiamento richiede in tutti i nostri Azionisti un rinnovato ed essenziale sforzo dialogico. In una fase storica in cui artatamente i popoli vengono polarizzati attraverso strumenti cognitivi privi di precedenti quanto a sofisticatezza tecnologica, il grande progetto di trasformazione di capitale eccedente in beni comuni non può che fondarsi sul ripudio della contrapposizione calcistica e la ripresa faticosa di un dialogo indispensabile perché la cittadinanza resti tale. Per questo noi siamo, GF, un soggetto “olistico” non un “partito” e per questo partecipare alla nostra vita sociale è prima di tutto una ginnastica democratica che passa attraverso la faticosa autoformazione come cittadini. 

Cercare ciò che unisce e non ciò che divide è l’opposto della politica identitaria tipica dei partiti e di tanti movimenti sociali, anche fra quelli che si richiamano ai beni comuni. Ciò significa sviluppare un atteggiamento di solidarietà nei confronti di tutte quelle azioni che vanno nella direzione che, ponderatamente e dialetticamente, riterremo essere quella appropriata dal punto di vista dei contenuti e della metodologia per muoverci verso la grande trasformazione del capitale in beni comuni. 

Ma è anche l’opposto della politica ipocrita quella che rimuove un tema soltanto perché è “divisivo”.  Troppo lunga è la mia esperienza nell’accademia liberal statunitense per cascare in questa trappola della rimozione politically correct che è veleno per la cittadinanza. A Berkeley è considerato maleducato parlare di Palestina se invitati a cena perché tema troppo divisivo del fronte progressista. L’esito di questa rimozione è che la violenza si naturalizza perché non se ne può nemmeno più parlare. È mio dovere di cittadino, prima ancora che di Presidente di GF Rodotà, scongiurare che ciò possa avvenire oggi in Italia per vaccini e Green Pass.  Sono temi che esasperano e che dividono ma che certo non possiamo rimuovere in una prospettiva di analisi dei beni comuni e di lotta al green washing anche lessicale. In che senso e a quali condizioni un farmaco può (o deve) essere un bene comune? È possibile che lo sia con i suoi brevetti in mani multinazionali? È compatibile il suo esserlo con imposizioni di legge di fatto o di diritto? Non è possibile per un’organizzazione informata a Stefano Rodotà e alle generazioni future pretendere alcuna egemonia di pensiero suoi beni comuni né considerarlo paradigma autenticamente alternativo al capitalismo estrattivo, se non è in grado di affrontare direttamente e razionalmente queste faticose tematiche. Non riuscirci sarebbe sintomo di grave malessere organizzativo. 

È dunque per questo che serve un salto di qualità nel nostro lavoro e che per poterlo fare dobbiamo essere in grado di dimostrare capacità di ragionamento potente e autorevole in una fase storica che ha assolutamente bisogno di una nuova classe politica, di una nuova classe dirigente, di una nuova cittadinanza e soprattutto di una visione costruttiva, nel senso più altamente platonico del termine, che solo la concreta utopia dei beni comuni può offrire. Abbiamo perso qualche socio (in realtà in tutto una quarantina) fra quanti questo sforzo non si sono sentiti di farlo o comunque di farlo con noi. Ma molti altri e anche di alto livello ne abbiamo guadagnati (390) e comunque si stanno avvicinando a questo nostro processo di ricostruzione istituzionale di una “comunità di riferimento” per le generazioni future. Giammai potremmo accettare, portando il nome di Stefano Rodotà, che la critica possa essere confusa con la mancanza di lealtà e che metafore militaresche ammorbino la democrazia costituzionale nata dalla resistenza antifascista.

Siamo rimasti autorevolmente critici in questi ormai 21 mesi di pandemia. Abbiamo fatto da incubatore all’Osservatorio Permanente sulla Legalità Costituzionale alla cui crescita indipendente ha deciso di dedicare la sua attenzione il nostro ex Vicepresidente Alberto Lucarelli. Abbiamo mantenuto vivo ogni mese il Forum Tramandare cui ha dedicato energia e intelligenza la nostra Gilda Farrell. Abbiamo fatto da incubatore alla Rete nazionale dei beni comuni, cui ha deciso di dedicare la sua straordinaria energia il nostro ex Segretario Generale, Luigi De Giacomo. Abbiamo ispirato nei contenuti e nella metodologia la lista civica “Futura” per i beni comuni, cui ho dedicato la mia attenzione prioritaria per otto mesi e che ha generato grande interesse per la nostra Cooperativa. Abbiamo continuato a lavorare sulle varie vertenze pilota come per esempio quella sul 5G tramite accessi agli atti in diverse città.

Per governare bene questo fiorire di attività necessitiamo di una struttura statutaria più semplice che favorisca il nostro benessere organizzativo. Un grande passo avanti è stata la nomina di Maurizio Cosenza a nuovo Segretario Generale. Un altro sarà il giro virtuale dei territori che, insieme alla Segreteria Politica, faremo in vista dell’Assemblea del 18 dicembre. La riforma dello Statuto ci metterà nelle condizioni di operare il grande salto di qualità che ci è da più parti richiesto, cui dovrà provvedere il rinnovato consiglio di amministrazione che eleggeremo nei primi mesi del 2022.

Per dare idea della portata delle questioni di vera e propria trasformazione paradigmatica in cui Generazioni Future sarà coinvolta, anche al fine di incrementare visibilità e ruolo della Coop, pochi giorni fa a Torino, su iniziativa dell’International University College, abbiamo lanciato un altro progetto speciale, cui intendo attendere personalmente insieme al Direttore IUC e nostro Consigliere di Amministrazione, Peppe Mastruzzo e al nuovo Segretario Generale della Coop. Questo sforzo consiste nella creazione di una commissione interdisciplinare sulla gestione dell’emergenza Covid volta a ricostruire una narrazione più seria e veritiera, nell’interesse delle generazioni future, tramite riunioni e pubblicazioni autorevoli e periodiche anche sui nostri canali. Fra i primi e più noti componenti, in attesa di un processo di ulteriore cooptazione, Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Geminello Preterossi, Carlo Freccero, Mariano Bizzarri e diversi altri.  Il primo incontro ha portato oltre 100.000 persone sulle piattaforme di GF e ci ha consentito di sperimentare una modalità di lavoro mista, in presenza e online che ci conferma anche l’importanza di rapporti sempre più stretti fra istituzioni figlie della stessa tradizione come IUC e Generazioni Future. Va tenuto a mente che IUC, per anni presieduto da Stefano Rodotà, è stato il luogo fisico della redazione dei quesiti referendari sull’acqua pubblica nonché la sede formale del primo Comitato Referendario Sì acqua Pubblica nel lontano 2009.

Anche per questa sinergia organizzativa ormai ben sperimentata fra le modifiche statutarie ho ritenuto di inserire come sede sociale di GF la nuova sede del Campus Popolare Leone Ginzburg di Torino cui IUC sta dando vita insieme alla Fondazione Giulio Einaudi (che conferirà 15.000 volumi del grande editore) per far ricadere sul territorio di una periferia urbana fortemente interetnica la riflessione sui beni comuni. Generazioni Future troverà lì la sua sede naturale, considerata l’importanza di limitare gli sforzi burocratici al fine di portare avanti nel modo più efficace possibile la nostra azione.

Oltre a denominazione e sede sociale, entrambe mutate per far coincidere la realtà di fatto e la forma giuridica, abbiamo mantenuto al minimo i cambiamenti. In generale si è ridotto il ruolo del Comitato dei Garanti del Comitato Rodotà incentrato sugli ex membri della Commissione, si è valorizzato il ruolo della Segreteria Politica che dovrà essere composta da Consiglieri di Amministrazione eletti, si è creato un minimo di struttura per l’organizzazione territoriale che non può più esser tollerata se centrifuga, si è dato vita al c.d. apicale doppio nella forma dell’istituzione di una Presidenza tandem presidente/vicepresidente necessariamente di diverso genere, si è tolta la comproprietà azionaria che complicava inutilmente l’organizzazione. L’organizzazione generale è stata mantenuta sui cinque dipartimenti riservando tuttavia la possibilità di istituire progetti speciali affidati a soci specifici. In prospettiva, si vorrà rivitalizzare il Comitato Scientifico, a oggi nei fatti inattivo. Sopratutto sarà essenziale dare linfa al Dipartimento Economico tenuto in stand by in questi due anni per attendere gli sviluppi della Rete per i Beni Comuni ed evitare la duplicazione di funzioni. 

Tuttavia, dopo due anni ho ritenuto di non toccare statutariamente i rapporti con la Rete per i beni comuni, sebbene senza l’impulso di Generazioni Future non sarebbe mai esistita ma che ne è entità diversa e indipendente. Così come la coop GF non può essere strumento della Rete da essa in alcun modo limitato, non possiamo a nostra volta considerare la Rete come entità strumentale alla Coop. Quindi, proprio al fine di evitare reciproche strumentalizzazioni, lo statuto non cita la Coop così come non cita Futura o altre realtà che, pur portatrici di tracce di DNA comune, è meglio lasciar sviluppare senza vincoli statutari nel quadro di ordinari rapporti di solidarietà e di coinvolgimento reciproco.  In Statuto si menziona semplicemente la possibilità per la Coop di partecipare, nei modi e nelle forme che saranno definiti, a iniziative organizzative e istituzionali di cui si condividono gli obiettivi.

La presente è la mozione che accompagna lo Statuto per il voto assembleare del 18. Come sempre ogni socio può proporre emendamenti specifici alla mozione e al testo statutario entro la mezzanotte del primo dicembre pv. Entro quella del 10 dicembre possono invece essere presentate mozioni generali contrapposte da far votare all’Assemblea. Mozioni di tal tipo devono essere accompagnate da una lista di almeno 12 firmatari, sei per ciascun genere. Possono essere presentate altresì da almeno 12 soci di generi opposti ordini del giorno e raccomandazioni da discutere e votare qualora ammesse dalla Presidenza. Contro ogni decisione della Presidenza è ammesso ricorso al Comitato dei Garanti, cui non parteciperà il Presidente.   

Airali presso Chieri, 12 novembre 2021

Il Presidente

Ugo Mattei

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5 commenti su “Proposta modifiche statutarie Assemblea Straordinaria del 18 dicembre”

  1. giovanni annibale

    “I Replicanti sono come ogni altra macchina: possono essere un vantaggio o un rischio! Se sono un vantaggio, non sono un problema mio.”
….
“Peccato però che lei non vivrà! Sempre che questo sia vivere…”
….
“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.”
..
    “Io non so perché mi salvò la vita, forse in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto l’avesse mai amata… Non solo la sua vita: la vita di chiunque, la mia vita. …. Non ho potuto far altro che restare lì e guardarlo morire.”
..
    ..
    Lugubre, piovosa Los Angeles, in piena crisi climatica, coi droni volanti, la colonizzazione della galassia di Blade Runner viene persino superata nell’immaginario dalle vicende del Covid di questo anno che s’incrociano in una trama ancor più distopica e agghiacciante della storia raccontata dal visionario P. K Dick.

    Mancano oggi gli atti eroici, i pensieri edificanti del pur cinico protagonista e un luogo dove fuggire da questo mondo di follia, che non sia l’altra sponda della disperazione.
    Trovo confortanti le parole del Presidente Mattei che rinnovano speranze offuscate di verità, bellezza, giustizia e coraggio e in sintonia con i messaggi di Monsignor Carlo Maria Viganò e, in particolare il suo ultimo appello per un’alleanza mondiale antiglobalista internazionale, che raccolga tutti coloro che, a prescindere dalle loro fedi e appartenenze ideologiche, non hanno intenzione di diventare schiavi di un potere senza volto, che non sono disposti a cancellare la propria identità, la propria individualità e i valori umani.
    Un caro saluto
    Giovanni Annibale

  2. Desidero fortemente dare il mio contributo a questa iniziativa, limitandomi al momento all’aspetto dell’antiglobalismo;
    ritengo che tanta competenza che ammiro e da cui mi sento rappresentata rischia di rimanere lettera morta se non si traduce nella creazione di azioni che ne esprimano la volontà di crescita in concreto..

    Rimango attenta e pronta a cogliere il primo segnale che vada in questo senso .
    Grazie a tutti coloro che si impegnano dedicando tempo e sensibilità. A presto spero

  3. Maurizio Montanaro

    Un grazie di cuore a tutti coloro che stanno dedicando il loro impegno, il loro talento e la loro umanità a questo importante progetto

  4. faccio pervenire le mie osservazioni alle
    modifiche dello statuto proposto.
    Art. 5 scopi della Cooperativa:
    – la promozione e la formazione di cittadinanza attiva politicamente
    consapevole anche attraverso ecoalfabetizzazione e sperimentazione di
    forme organizzative innovative, informate a principi di accesso e
    democrazia dei beni comuni; la promozione e la formazione di
    cittadinanza attiva politicamente consapevole anche attraverso
    eco-alfabetizzazione e sperimentazione di forme organizzative
    innovative informate a principi di accesso e democrazia dei beni
    comuni. Cassare i termini politicamente consapevole. Inserire dopo
    ecoalfebattizozione: promozione e salvaguardia dei beni comuni, quali
    patrimonio collettivo e sperimentare nuove forme di partecipazione e
    gestione dei beni comuni, cassando i termini democrazia dei beni
    comuni.
    sul secondo comma:
    la costituzione e la gestione, nell’ interesse dei propri soci e delle
    generazioni future, di una infrastruttura
    materiale e digitale (d’ora in avanti l’“Infrastruttura”) volta a
    garantire l’effettività di processi partecipativi e di
    della sovranità popolare dentro e fuori dal territorio nazionale,
    favorendo gli indispensabili processi
    culturali di alfabetizzazione ecologica necessari per il significativo
    esercizio della democrazia diretta.
    cassare i termini esercizio della sovranità popolare dentro e fuori il
    territorio nazionale nel terzo rigo sostituendolo con i termini di
    partecipazione democratica dei soci e dei cittadini delle comunità.
    Inserire dopo i termini alfabetizzazione ecologica e dei beni comuni,
    cassando i termini esercizio della democrazia diretta con il termine
    partecipazione democratica dei cittadini.

    L’attività cooperativa, il cui fine precipuo è la generazione di
    capitale da trasformare in azione per i beni comuni,
    sarà organizzata in cinque (cinque) dipartimenti.
    cassare il dipartimento politico sostituendolo con il Dipartimento di
    progettazione strategica per i beni comuni ed ecoambientali.
    Inserire un dipartimento politico in una struttura cooperativa di
    finalità economica e non partitica. Mi sa di vecchia concezione del
    Bolscevismo sovietico., che ho conosciuto stando per qualche periodo
    nella ex URSS. Siamo in una democrazia liberale e possibilmente
    socialdemocratica e non sovietizzata.
    mi riprometto di essere presente nell’incontro della prossima
    assemblea per poter confrontarmi con lei caro Presidente Mattei.
    cordialità
    Nino Gulisano

  5. Queste parole andrebbero lette ed assorbite dalla mia generazione. Sono nato nel 1985. Solo se le forze buone e sane della mia generazione prendessero la parola forse potremmo avere una chance di migliorare la nostra situazione negli anni a venire. Se no, temo di no.

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