TUTTA COLPA DEI COMUNI ITALIANI, QUELLI PICCOLI OVVIAMENTE

. Comunicato Stampa

Abbiamo scoperto che occorre impedire a tutti i costi che la gestione delle risorse idriche da parte di un piccolo comune italiano blocchi i fondi del PNRR!

Questa incredibile nefandezza è contenuta nella relazione tecnica a corredo della bozza del cosiddetto decreto Semplificazioni proposto dal Governo in carica.

Nella bozza di Decreto “Disposizioni urgenti in materia di transizione ecologica”,all’art. 19 viene espressamente abrogata la lettera b) del comma 2-bis dell’articolo 147 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: 

“1. La lettera b) del comma 2-bis dell’articolo 147 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è abrogata. Le gestioni salvaguardate ai sensi della disposizione di cui al periodo precedente confluiscono nella gestione unica entro un anno dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.”

Le motivazioni nella relazione :

[…] L’abrogazione della lett. b) del comma 2 bis dell’articolo 147 del d.lgs. n. 152 del 2006 si rende altresì necessaria per accelerare l’attuazione del servizio idrico integrato, anche al fine di superare le procedure d’infrazione sulle acque reflue, accedere ai finanziamenti che verranno resi disponibili dal PNRR, che richiede l’esistenza di un gestore affidabile in grado di realizzare gli interventi nel rispetto delle tempistiche imposte dallo stesso. Inoltre, il superamento della frammentazione delle gestioni consentirà di accedere ai finanziamenti nell’ambito dalla Politica di Coesione 2021 – 2027 […].

Ce lo chiede l’Europa!

Ma è vero? In realtà l’Europa ci chiede ben altro. La Direttiva 2000/60 parla di Piani di Gestione delle risorse, di politiche pubbliche; non si occupa, cioè, solo di quel 15% del ciclo idrico integrato per uso civile che tanto interessa le imprese quotate. Anzi. L’Europa sottolinea le caratteristiche di non commerciabilità della risorsa idrica.

Inoltre l’Europa, in verità, ci chiede da tempo di non incorrere nelle procedure di infrazione che invece per i gestori del servizio idrico Italiano più noti, non sembrano essere un problema considerati i buchi di bilancio che puntualmente sono costretti a sanare le famiglie italiane con aumenti di tariffe, spesso arbitrarie e che non hanno nulla a che vedere con l’efficienza e la qualità del servizio ai quali si fa riferimento.

A 10 anni dal Referendum che respinse il tentativo di imporre la privatizzazione delle gestioni idriche costruite faticosamente con DENARO PUBBLICO, si manovra per espropriare le comunità delle loro risorse più importanti, anche a costo di rendersi ridicoli come in questa circostanza.

Cui Prodest? A chi Giova?

Per chi non avesse ancora ben chiaro il concetto, stiamo parlando delle gestioni idriche delle quali TUTTI MA PROPRIO TUTTI si dovrebbero occupare e preoccupare, considerato che è esattamente dai Comuni, che questa proposta penalizza, che arrivano SEMPRE le risorse idriche che approvvigionano le AREE METROPOLITANE!

Inoltre, le risorse di cui dispongono sono estremamente importanti dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Dunque strategiche e decisamente appetibili per le multinazionali già presenti all’interno dei grandi gestori nazionali pubblici e privati.

E poi…

Ma davvero si ha il coraggio di citare in una bozza di decreto chiamato SEMPLIFICAZIONE i piccoli Comuni italiani?

Togliendo l’autonomia del servizio idrico a 107 Comuni Italiani si “semplifica” il Paese? 

Ma come, le aree interne non vanno valorizzate anche alla luce di quanto emerso prepotentemente in tutti i salotti buoni, durante la pandemia?

Come fa Arera ad equiparare la gestione del piccolo Comune a quella di Acea SPA per esempio, imponendo per l’uno e per l’altro lo stesso percorso regolatorio!?

Personaggi illustri del passato sostenevano che non sono le domande che imbarazzano, ma spesso le risposte; consapevoli che risposte non arriveranno, al presente comunicato di PROTESTA, aggiungiamo una PROPOSTA che ne contiene qualcuna. 

L’osservatorio Gocce d’Acqua, guidato dal Dott. Gerardino Castaldi, da sempre al fianco degli Enti pubblici per la competenza in materia regolatoria, ha redatto una relazione tecnica puntuale e dettagliata che alleghiamo e che precede la PROPOSTA DI EMENDAMENTO all’articolo che si intende abrogare.

La modifica di questa proposta di decreto legge si rende urgente così come un serio confronto sull’intera questione della gestione delle risorse idriche nel nostro Paese.

Roma, 18 maggio 2021

Generazione Future, Soc. Coop. Stefano Rodotà

Osservatorio Gocce D’acqua

Associazione Paese dell’Acqua

Qui per leggere/scaricare il documento dell’Osservatorio Gocce d’ Acqua

https://generazionifuture.org/wp-content/uploads/Relazione-tecnica-pro-gestioni-comunali.pdf

1 commento su “TUTTA COLPA DEI COMUNI ITALIANI, QUELLI PICCOLI OVVIAMENTE”

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