DELL’OPPORTUNITÀ DI ADERIRE ALL’INIZIATIVA REFERENDARIA

Il presidente di Generazioni Future, Ugo Mattei, si rivolge direttamente agli azionisti per chiedere loro di esprimersi in merito all’adesione della società cooperativa all’iniziativa referendaria in questione. Stiamo inviando una mail ai nostri azionisti perché esprimano la loro preferenza, Ci sarà tempo fino al 20 settembre (controllate nelle vostre caselle di posta, eventualmente anche nelle spam. Se siete azionisti e non trovate la mail scrivete a comunicazione@generazionifuture.org. Grazie infinite per l’attenzione).

Miei cari Azionisti,

come a Voi ben noto, all’indomani dell’inizio dello stato di emergenza, dichiarato a seguito del diffondersi pandemico del virus COVID 19, questa Presidenza ha ritenuto dovere imprescindibile della nostra organizzazione assumere un ruolo di monitoraggio critico su quella che ho da subito considerato una gestione abusiva della emergenza da parte del Governo italiano dell’epoca. Generazioni Future Rodotà ha così dato vita a un Osservatorio Permanente sulla legalità Costituzionale, diretto dall’allora Vicepresidente Alberto Lucarelli, da qualche tempo dimissionario dalla carica per motivi personali.

Nell’ambito di quell’organismo, che ha prodotto diversi studi e ha tentato più volte di interloquire con le più alte cariche dello Stato, ho avuto modo di studiare questioni come il declino della gerarchia delle fonti, l’abuso del concetto di consenso informato, lo stravolgimento del principio lavoristico laddove si utilizza la perdita del lavoro come sanzione, un numero impressionante di limitazioni alla privacy e, in ultimo, l’estensione di una politica del diritto fondata sulla condizionalità applicata ad alcuni fra i più importanti diritti fondamentali della persona in virtù di una lettura strumentale e tiranna dell’ art. 32 Cost.

Oltre al lavoro svolto nell’ambito dell’Osservatorio, in diversi approfondimenti personali di natura scientifica (un po’ ritardati in alcune pubblicazioni dalla mia candidatura a Sindaco di Torino) ho cercato di denunciare lo strutturale processo di sostituzione del diritto come meccanismo legittimo di controllo sociale con la tecnologia informatica la quale è molto meno costosa e parimenti (se non più) efficace. La tecnologia informatica, tuttavia, si fonda su una struttura di esclusione di fatto attraverso la quale, online, il gestore della piattaforma può condizionare (estorcere) il consenso al fine di ottenere comportamenti e dati dall’utente. 

Il criterio coercitivo del prendere o lasciare, perfezionato dal capitalismo delle piattaforme, diviene prassi politica. Oggi infatti Il Green Pass esporta la logica di fatto della condizionalità anche alla nostra vita quotidiana, non solo come lavoratori “ricattati” dal padrone, ma anche come cittadini “ricattati” dallo Stato. Così come portare la Costituzione in fabbrica aveva consentito negli anni settanta l’emancipazione da questa subordinazione, oggi è ancora tramite la Costituzione e l’alfabetizzazione costituzionale diffusa che si può ripartire. Il referendum è il modo attraverso cui i cittadini possono prendere la parola.

A causa dell’avvelenamento del clima politico e della paura che il COVID ha fatto sperimentare al nostro corpo sociale, la scelta di questa Presidenza ha provocato alcuni dissensi un una minoranza dei nostri soci i quali non hanno condiviso l’imprescindibilità dell’impegno per una organizzazione che porta il nome di Stefano Rodotà a favore del più rigoroso rispetto della legalità costituzionale e dei diritti fondamentali della persona presente e futura, cifra essenziale della stessa idea dei beni comuni.

Stefano Rodotà, da sempre studioso attento e preoccupato della trasformazione tecnologica del capitalismo, spesso ammoniva che la democrazia non è principio di maggioranza ma principio di minoranza. Essa è un sistema rispettoso prima di tutto e imprescindibilmente della dignità di ogni singolo essere umano per quanto portatore di una visione idiosincratica o minoritaria.

In questi giorni, mio malgrado, mi sono trovato a difendere queste idee. Più il sistema di potere insiste ed estorce, più la mia personale resistenza nei confronti del green pass, strumento insopportabile di ricatto volto al controllo tecnologico, diviene importante per molti cittadini. Come professore e come giurista sento forte l’imperativo di continuare il mio magistero critico, in modo pensante e razionale, senza cadere nella trappola delle opposte tifoserie. Ritengo questo sia lo stile di Generazioni Future Rodotà di cui vado fiero. Conferma questo approccio il documento pubblicato di recente dalla Segreteria Politica, che precisa il ruolo della Cooperativa come non fazioso, ma aggregante, agli scopi previsti dallo statuto.

A causa del mio ruolo accademico e politico, un comitato di colleghi e studenti universitari no green pass mi ha sottoposto due limpidi quesiti referendari per proporre, nel residuo brevissimo tempo possibile, ossia entro fine ottobre 2021, un referendum abrogativo dei provvedimenti che impongono il certificato verde. Ho accettato e ritengo che l’operazione vada sostenuta in modo convinto da tutti quanti sono disposti a battersi per la legalità costituzionale come valore. 

Ho quindi investito la Segreteria Politica di Generazioni Future, la quale ha ritenuto necessario un passaggio di coinvolgimento diretto dei nostri Azionisti, in modo da dare alla mia partecipazione come Garante del Comitato Referendario una copertura di tutta la nostra organizzazione in questa operazione referendaria del dissenso come bene comune.  In virtù di una tempistica strettissima ho dunque preparato questa lettera che porto all’attenzione dei nostri azionisti come proposta presidenziale sulla base di un emergenziale silenzio assenso.

Quanti non condividono l’impegno di Generazioni Future in questa vertenza possono significarlo con una lettera entro il 20 di settembre PV e, se maggioranza, non ci faremo in alcun modo coinvolgere se non a titolo personale. Prego in ogni caso, e indipendentemente dall’esito della votazione tutti quanti invece si riconoscono in questa politica, di procurarsi una PEC e/o di cominciare a immaginare un impegno diretto nella raccolta firme di questo importante referendum.

In solidarietà e amicizia

Ugo Mattei

153 commenti su “DELL’OPPORTUNITÀ DI ADERIRE ALL’INIZIATIVA REFERENDARIA”

    1. Credo che se la Costituzione fosse stata fatta rispettare non saremmo arrivati a questa demenziale distorsione dello stato di diritto. E’ nella Costituzione stessa la facoltà di cassare norme che sono in palese violazione dei diritti in essa sanciti, ma in questo caso si va ben oltre, andando a privare dei diritti naturali della persona. Ben venga un impegno attivo di Generazioni Future e per parte mia cercherò di diffondere più possibile. Ad maiora.

    2. Buongiorno io ho le mie riserve nell’aderire all’iniziativa perché facendo una statistica tra tutte le persone con cui mi confronto credo ci sia purtroppo la possibilità oggi che la maggioranza sia a favore della certificazione verde ma faccio un altro mestiere e preciso che questa è solamente una mia opinione personale. 

      Ho un enorme stima per il prof. Mattei ma non seguirò nessuno solo per fede cieca se invece dietro c’è una strategia che sfugge al quadro generale della mia comprensione attuale vorrei che mi fosse condivisa.

  1. idealmente sono d’accordo con questa proposta. L’unico dubbio è se il referendum abrogativo non avesse il consenso sufficiente, come si va a finire? Si valida ancora di più il GP. Mi preoccupa il livello di disattenzione per non dire di addormentamento della gente che sceglie il GP come sinonimo di libertà, di chi sceglie la strada di minor resistenza. Comunque approvo l’iniziativa e mi rendo disponibile.

      1. Infatti…. fa pensare il fatto che siano corsi tutti a prentarsi il vaccino : sarà rassegnazione in attesa della riscossa ?
        Potrebbe fallire ( referendum Giustizia Giusta -non riesco a firmarlo: In COMUNE A MILANO sportello 72 NON AVEVANO IL FOGLIO – settimana scorsa…..! ).
        E’ unico ed ultimo strumento di Democrazia, dobbiamo farlo FUNZIONARE, come funziona in Svizzera, da sempre.
        Altrimenti 😀 leggetevi un bel libro di vecchia fantascienza ….. e proiettatevi nel futuro che ci avete scelto. ciao!

    1. D’altronde, risulta indispensabile una qualunque presa di posizione, o un cenno di inizio coordinato verso questa dittatura. La tua considerazione è oltremodo legittima, ma è altrettanto tangibile il fatto che se nulla verrà fatto….il procedere di questi atteggiamenti verso il popolo, da parte di un Governo ormai irrazionale, sarà equiparabile a una discesa a ruota libera e senza freni…fino allo schianto !

  2. Condivido la posizione e la soluzione del Prof. Mattei. Ringrazio Lui e le persone in prima linea per il lavoro che svolgono.

  3. SONO ASSOLUTAMENTE CONTRARIO E RITENGO QUESTA INIZIATIVA UNA VERA E PROPRIA AZIONE DI RETROGUARDIA CULTURALE E POLITICA E UNA MANIFESTAZIONE PURTROPPO MOLTO CHIARA DI INCOMPRENSIONE COSTITUZIONALE,IN RELAZIONE AI SU VALORI FONDANTI. nON LO APPOGGERO’

    1. Rosario a parte il fatto che postare commenti in maiuscolo sul web equivale ad urlare (il che già di per sè evidenzia una tendenza prevaricatoria), ci spieghi cortesemente cosa intendi con: “… azione di retroguardia culturale e politica …” ???

      1. Non sono Rosario. Già contestare il fatto che ha usato maiuscole (e questo non si fa nel web: ma chi l’ha detto) è negazione di riflessione. Ed infatti al posto di riflettere sulla affermazione di “una vera e propria retroguardia culturale” col maiuscolo, chi non riflette chiede di spiegare.
        Detto che non sono Rosario e che quello che segue è il mio pensiero:
        Siete sicuri che la pandemia esiste e che il referendum è democratico perché la mole di abusi di un governo golpista e mondialista è pure essa democratica?
        Siete sicuri che Rodotà avrebbe avallato acriticamente questa democraticità?
        Poi, sig. Web master, perché cancelli ciò che uno scrive? Come dice Socrate a Meleto, se sbaglio dimmelo prima in privato, potrei darti pure ragione, e non portarmi davanti al giudice (ovvero a te) per ottenere la condanna (la cicuta come la cancellazione).
        Ora legga qui, riveduto, ciò che ha cancellato e legga alla fine che un giudice di Pace di Frosinone ha fatto ricorso alla corte Costituzionale (in esame il 22 c. m) perché l’emergenzialità di cui ho scritto nel commento cancellato è possibile solo in uno stato di guerra … lo stesso che pensa Agamben e, forse, chi pensa che certe azioni sono retroguardia culturale (https://www.facebook.com/genge.moscarda.378/posts/386348413216352).
        La dialettica è alla base della democrazia.
        O ve lo devo inviare cucinato e via pec?

        1. Io ho già votato sì al referendum. Purtroppo devo ammettere che dopo aver riflettuto vorrei annullare la mia risposta e rispondere no. È troppo pericoloso. Hanno in mano tutti i mezzi di comunicazione di massa ed è impossibile vincere. Inoltre convaliderebbe questa linea intrapresa. Un vero e proprio suicidio. Non so come annullare la mia risposta e dire no al referendum. Grazie

          1. carlo giuseppe cantalupi

            anch’io la penso cosi’. la maggior parte del popolo italiano a me sembra favorevole al green pass e ai vaccini. Purtroppo il livello di consapevolezza e quindi la responsabilita’ e’ ai minimi storici. Se ci fosse il tempo si potrebbe commissionare un sondaggio per avere un’idea piu’ oggettiva, per quel che conta un sondaggio. Secondo me sarebbe un autogol. troppo rischioso. Piuttosto insisterei sulla tutela delle minoranze e su iniziative volte ad aumentare la consapevolezza, tramite la critica e informazioni che il msm tace. Conferenze, volantinaggi nei mercati rionali, manifesti, locandine e assemblee nelle universita’ . Quando i tempi saranno piu’ maturi e che la possibilita’ di vittoria fosse reale, allora si potrebbe fare. Non ora.

          2. come anullare?
            vai nel luogo dove hai firmato e ne chiedi la cancellazione.
            Se il luogo è il comune di residenza è semplice.
            Se è un banchetto chiedi all’orgnizzazione organizzatrice e ne chiedi la cancellazione.

        2. O “saccente beppe pal”, a dire il vero è la tua una negazione di riflessione: la riflessione che dovresti fare tu, è se avevi o meno il diritto di offendermi così gratuitamente in modo più o meno esplicito. Evidentemente questo diritto non ce l’hai, ma capisco che essere così tracotanti è molto facile nel tempo di Internet, stando dietro ad un computer e protetti dall’anonimato. Questo è un tempo in cui anche un agnellino si sente un leone quando usa certi “toni” sul web. Incontriamoci, parliamone di persona, chissà che che forse non diventiamo pure amici.

          1. egregio Valerio,
            solo chi manca di buona fede trova in una critica, dove manco ella è nominato, una offesa.
            Ma poi dov’è l’offesa? Descrivila e se convincente le chiederò scusa. O forse sa solo ticchettare sulla tastiera?

            saluti

      2. Io non sono in accordo per quanto scritto,anzi vorrei che ogni cosa importante venisse sottoposta ai cittadini con referendum,il problema di cui ho un po diciamo riserva è che ci sono molti addormentati e che possa ritorcersi contro ,comunque valutata ogni cosa anche piccola che possa diventare in nostro favore di cui Ugo Mattei saprà ,sono in d’accordo

  4. Barbara Mastracchio

    Alcuni sostengono la contrarietà al Green Pass in quanto vi scorgono un ipocrita obbligo vaccinale, che vedrebbero invece con favore. Non sono favorevole al GP e ancora meno, beninteso, all’obbligo vaccinale. Se questo è lo spirito con cui si approccia il problema, approvo l’iniziativa.

    1. In pratica c’è gente che vorrebbe in GP tutta la vita? L’hanno capito questo? Non sarà qualcosa di temporaneo. E quando gli scadrà? Si sono posti la domanda?

  5. I QUESITI DEL REFERENDUM,

    «Volete che sia abrogato il decreto-legge 10 settembre 2021, n.
    122 (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in
    ambito scolastico, della formazione superiore e
    socio-sanitario-assistenziale)?
    Volete che sia abrogato il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52
    (Misure urgenti per la graduale ripresa delle attivita’ economiche e
    sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione
    dell’epidemia da COVID-19) convertito con modificazioni dalla legge
    17 giugno 2021, n. 87, limitatamente all’art. 9 (Certificazioni verdi
    COVID-19) e successive modifiche ed integrazioni?
    Volete che sia abrogato il decreto-legge 23 luglio 2021, n.
    105 (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da
    COVID-19 per l’esercizio in sicurezza di attivita’ sociali ed
    economiche)?
    Volete che sia abrogato il decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111
    (Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attivita’
    scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti)?

    1. Problema. il referendum non potrà tenersi, nel migliore dei casi, prima del 2022. Lo stato di emergenza dovrebbe cessare il 31/12/2021. E’ chiaro che troveranno un pretesto per prorogarlo, ma a quel punto le vecchie leggi contro cui si sono raccolte le firme non esisteranno più e quindi sarà venuta meno la materia del contendere. Quindi si dovrà raccogliere di nuovo le firme contro le nuove leggi (versione 2.0), che dichiarano una nuova emergenza, solo per scoprire che anche queste sono scadute e sono state sostituiti dalle leggi versione 3.0, e così via all’infinito. Avete pensato a un modo per bloccare questo loop?

      1. Condivido queste affermazioni. Inoltre considerando che in passato i risultati di almeno un referendum (privatizzazione acqua) sono stati completamente ignorati, così come tutte le manifestazioni, le petizioni e i ricorsi e considerando che c’è una significativa possibilità che non si vinca il referendum e che questo darebbe ancora più forza al GP, non penso che sia la soluzione. Sarei felice di sbagliarmi.

        1. ….e se invece facessimo tutti uno sforzo ed una corsa frenetica. La sottoscrizione online forse può aiutare.
          Ci sarà ostruzionismo sicuramente, in Comune a Milano tanto per cominciare, nel Municipi, dove si può sottoscrivere SOLO su appuntamento; ma SE questa corsa frenetica **entro il 30 settembre** riuscisse, farà storia, e saremo davvero di esempio e monito per tutta Europa! Che sia la nostra ultima occasione ?

      2. La questione è complessa e molto rischiosa, ma non è di questo che dobbiamo preoccuparci. Se 500.000 persone chiedono un referendum su una norma, che nel frattempo viene sostituita da una sostanzialmente uguale o addirittura aggravata, le corti hanno il potere di trasporre il quesito referendario sulle nuove norme.
        Resta la speranza che il 31 dicembre non venga prorogato proprio un bel nulla e che non siamo governati da pazzi, ma solo da centralisti autoritari.
        Ho cultura politica sufficiente per capire che il referendum presenta molti rischi – prima di tutto quello del suo fallimento organizzativo per mancanza di competenze a gestirlo – ma l’iniziativa ha un significato e chi in politica non rischia, è come se non facesse nulla.
        Darò il mio personale appoggio al prof. Ugo Mattei.

        1. Sono assolutamente d’accordo con questa visione…il problema non è vincere o perdere (anche se mi auguro che almeno si riescano a trovare le firme per indire il referendum). Il problema è non stare seduti in poltrona a guardare e/o pontificare come stanno facendo tanti intellettuali da salotto.
          Il referendum sul divorzio suscitava dubbi analoghi, essendo un paese con una forte maggioranza cattolica. Eppure…
          Gli ostacoli sono tanti, di tipo giuridico e amministrativo, ma c’è altra scelta? Abbiamo un’altra possibilità di intervento? Nel 2022 la situazione potrebbe essere ancora peggiore, i provvedimenti inaspriti. Ci mangeremmo le mani per non aver almeno tentato.

      3. GRAZIE. Note tecniche da considerare attentamente, mi rimetto ai giuristi di Generazioni Future.
        Cosa ci insegna la Svizzera a riguardo? (Oltre al fatto che hanno avuto più cura di noi degli strumenti di Democrazia in passato ?)

    2. In questo elenco manca la legge 28 maggio 2021 n 76 ,Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici.
      Vorrei la libertà di scelta per tutti e quindi aggiungerei anche la legge 31 luglio 2017 n 119, ( conversione in legge con modificazioni del dl 7 giugno 2017 n 73 recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale)
      L unico dubbio è quello di non riuscire a raggiungere il consenso. Trovo che siamo in pochi e ho paura che possa essere una strategia che non porti ad alcuna modifica della attuale situazione. Comunque darò il mio contributo.

  6. Sono favorevole all’iniziativa referendaria, ognuno deve essere libero di esprimere la propria opinione anche di dissenso all’interno di dinamiche di limitazioni e restrizioni che evidenziano contraddizioni palesi per la salute delle persone.

  7. Sottoscrivo ogni parola della lettera di Ugo Mattei e sono disponibile a dare il mio contributo per la raccolta firme. La situazione che stiamo vivendo diventa di giorno in giorno più drammatica, forse il referendum non è risolutivo ma va comunque nella giusta direzione e la raccolta firma può essere occasione di coinvolgimento sociale sul territorio. La libertà e la dignità della persona sono beni comuni per eccellenza, ringrazio perciò Ugo per l’iniziativa.

  8. Assolutamente favorevole al referendum, in quanto ritengo debba decadere questa forma di Apartheid. A maggior ragione visto che il Green pass è stato introdotto come ricatto e temo una deriva pesante fino ad un controllo totalitario in stile cinese basato sul credito sociale. Non posso non vederne le similitudini. Altresì i contagi a carico dei vaccinati dotati di green pass è un fatto e se è stato scaturito per creare dei luoghi sicuri ha già pietosamente fallito (vedasi ospedale chiuso a Roma).

  9. Ho parlato con alcuni conoscenti e la principale obiezione al referendum è che siamo sicuramente in minoranza nel paese e se l’iniziativa fallisse, sarebbe un boomerang cavalcato dal governo e dai virologi da salotto; questa è la paura principale

    1. Buongiorno. Il pensiero dell’effetto di ritorno negativo non deve portare a paralizzare l’azione.
      Codesto ragionamento teme il risultato del referendum, che potrebbe vedere la maggioranza dei cittadini esprimersi a favore del mantenimento della legge sul pass, ma ció significa temere l’in sè dell’espressione popolare, cioé temere la democrazia.

      1. Si teme che, per contrastare qualcosa che è tutt’altro che democratico, è violento, è subdolo, è il risultato finale di una politica sotterranea che non è iniziata l’altro ieri e che ci ha visto tutti soccombenti seppur implicitamente complici in un sistema sostanzialmente mafioso, non sia abbastanza avvalerci di strumenti democratici, per la loro inefficacia e insopportabile lentezza, di fronte all’efficacia ed alla velocità di chi invece sta abusando del proprio potere e stupra ogni giorno libertà individuali e collettive, e parlo indipendentemente da qualsiasi norma costituzionale, trattati ecc.
        E, non sono provocatorio, si teme proprio la democrazia, con i suoi disumani limiti……

    2. Sottoscrivo quanto dice Dan,
      La “cattiveria” che c’è in giro su questo argomento la vedo ogni sabato alle manifestazioni e la gente che ci lancia uova o ci guarda schifata non riusciremo mai a risvegliarla dal torpore mentale indotto dalla paura, prima di tutto, e poi dai media …. ai media forse possiamo arrivare con un referendum ma alla paura è veramente difficile fare breccia.
      Sarebbe un pò come far togliere le mascherine perchè inutili (ormai più d’un medico ed infermiere contagiato ha mostrato questa inutilità…. al di la di ricerche scientifiche …. ) da un certo giorno in poi …. temo che più del 50 % avrebbe dubbi e manterrebbe la stessa … forse per più di un anno …. semprechè non ci fossero recrudescenze di qualche altro virus.

  10. Sono certamente d’accordo con le premesse della lettera che costituiscono l’essenza, a mio parere, della missione di GF.
    Devo tuttavia confessare che trovo sopravvalutata la questione del Green Pass e il dibattito che ne consegue. La trovo una misura transitoria, emergenziale, forse discutibile sotto il profilo costituzionale, ma secondaria rispetto a priorità che il nostro paese deve affrontare: crescente diseguaglianza sociale, elevata disoccupazione giovanile, sistema scolastico obsoleto, mancanza di trasparenza della PA, per citarne alcune che dovrebbero essere al centro delle politiche di gestione dei beni comuni.
    Tra i servizi pubblici che hanno retto l’impatto, il nostro deprecato sistema sanitario ha tenuto, forte di processi organizzativi e competenze del personale ritenuti tra i migliori al mondo, ma danneggiato costantemente da corruzione, scarso coordinamento e lottizzazione.
    Ho figli minorenni e come molti sono preoccupato delle possibili conseguenze future di un vaccino a sperimentazione ridotta, ma lo trovo comunque il minore dei mali rispetto a quello che aspetta loro se non affrontiamo profonde trasformazioni strutturali.
    In sintesi, non vedo la necessità di impegnarci sull’abolizione del Green Pass, mi sembra una presa di posizione politica di breve respiro, “secondaria” rispetto a tematiche che possono più fortemente condizionare le nostre generazioni future.

  11. Claudio Piermattei

    Ad ognuno di noi compete in un frangente drammaticissimo come l’attuale ” dismettere ogni comodità o presunta tale ” per porre in essere ogni sforzo, piccolo o grande primariamente al fine di dare esempio a se’ stessi prima e agli altri poi come la Comunità Vera vada difesa.

  12. SI
    SI
    SI
    Nel caso di NO almeno cambino l’art 1 della costituzione con un laconico
    L’italia è una repubblica “democratica” fondata sul lavoro con green pass.

    Si demanda ad un ente esterno la scelta di far lavorare o meno una persona, quindi può scegliere la vita o la morte di un individuo
    (se questo non puo’ lavorare che fa? dov’e’ la sua dignità?)

    Forse bisogna ricordare che il vaccino non blocca la possibilità di infettarsi (anzi).
    Forse bisogna ricordare anche che i tamponi pcr non sono attendibili.
    Tecnicamente la data di scadenza del termine è registrata nel green pass quindi se uno si infetta puo’ comunque infettare tranquillamente gli altri pur avendo il gp “verde”.
    Il green pass è fatto apposta per far continuare questa follia a tempo indeterminato.

  13. Un referendum è sempre un momento di espressione popolare e per ciò stesso da accogliere in modo convinto e positivo. In particolare questi quesiti sono molto importanti poichè pongono alla popolazione questioni su argomenti che incidono sulle libertà e diritti costituzionalmente sanciti. Tentare o anche solo avere il sospetto che questi possano essere posti in discussione è materia che deve essere sottoposta al parere del soggetto che ha la sovranità costituzionale. Sono favorevole. Grazie

  14. Totalmente favorevole al referendum sia pur con poche speranze nei suoi possibili effetti concreti. L’intero sistema è ormai palesemente e dichiaratamente compromesso e quindi dubito fortemente che ogni azione pur legittima e legale possa sortire effetti virtuosi.

  15. Sono del tutto e con ogni energia a favore del referendum, e ringrazio di cuore per l’iniziativa, di per sé assai più che virtuosa.
    Chi fosse contrario sarebbe del resto, a mio parere, contrario innanzitutto all’idea e/o al concetto stesso di «bene comune»

  16. Più che favorevole all’ iniziativa referendaria, se posso essere utile per eventuali banchetti di raccolta firme sono disponibile.

    1. Ciao, ritengo che il diritto alla salute sia un dovere,a cui deve assolvere chi governa,ma lo è altrettanto il diritto al lavoro,che come ben sappiamo in Italia ormai comincia a scarzeggiare,ma estorcere il mantenimento del posto di lavoro,che è l unico sistema che hanno creato per poter vivere e sostenere la famiglia, a suon decretini è qualcosa di vile e squallido,che solo chi ha interessi propri sarebbe arrivato a pensare,ma è ancor più squallido vedere e ascoltare quei fantomatici professoroni cambiare le loro stesse versioni sulla questione, nonostante il giuramento fatto,ed è deprimente come gli italiani stanno assecondando tutto ciò senza porsi il benché minimo dubbio sul dove ci porterà questo lassismo e questa rassegnazione.Detto ciò credo che data l’altissima adesione alla campagna vaccinale,e ancor peggio alla fiducia riposta in questi signori che dirigono i lavori,a loro volta burattini di poteri occulti,il referendum sarebbe l’ultimo colpo mortale alla democrazia, perché sicuramente gli italiani chiamati ad esprimere il proprio parere darebbero ulteriore conferma che ormai il popolo non è più libero.

  17. In linea di principio sarei favorevole al referendum ma considerata la macchina propagandistica che sta travolgendo la stragrande maggioranza della popolazione ritengo che il risultato sarebbe una sconfitta e che questa di fatto darebbe al greenpass la inscrollabilità. Sarebbe il popolo stesso a decretare il definitivo tramonto del Diritto ed il passaggio al controllo sociale mediante la tecnologia. Inevitabilmente strumento delle elite dittatoriali.
    No al referendum.

    1. Non so se ho titolo a parlare in questo parlamento. Ma provo. Se c è una cosa che l “elite” sa fare, è prevedere il gentile percorso dei nuovi potenziali schiavi. Attenzione. La gente è veramente distratta ed impaurita dai media. Perdere al referendum spalacherebbe la porte alle abominevoli bestie anche oltralpe. Che osservano incuriosite gli esiti del prescelto campi di battaglia, la nostra Italia.
      Condivido lo spirito ed il fervore in tutto e per tutto. Ma consiglio estrema prudenza.

    2. Buongiorno. Penso si debba sempre sostenere una campagna referendaria, consentendo agli strumenti costituzionali di partecipazione di essere messi in funzione. Per dissentire sui contenuti, laddove non si condividano, avremo il voto nel merito

  18. Ringrazio personalmente per l’iniziativa, che mi auguro porti risultati concreti ed efficaci di fronte a questo stupro della nostra costituzione e dignità come cittadino.

  19. Annalisa Buccieri

    Condivido pienamente la lettera e l’intera azione portata avanti dal Prof. Mattei; considero il green pass un orrore assoluto, prevedibile conseguenza dell’orrore che ci accompagna ormai da troppo tempo. Tuttavia, come altri, temo, e anche molto, l’effetto boomerang, perché non confido in un risultato favorevole all’abrogazione..

    1. Totalmente d’accordo..
      ma i promotori possono non esserne consapevoli? Non motivano il tentativo di tentare comunque questa strada? O l’unica ragione è: “proviamoci, che non si sa mai?”

  20. È un atto ed è lecito. In questo deserto di iniziative è doveroso segnalare formalmente il proprio dissenso. Se fosse una sconfitta sarà comunque la testimonianza di un’opposizione responsabile e qualificata. Se ci sarà ancora Storia, le generazioni future sapranno che non di tutti dovranno vergognarsi

  21. Tiziana.Giannessi

    Io sono un po’ pessimista a riguardo di un eventuale risultato del referendum in quanto sono riusciti a creare una frattura all’interno della popolazione fomentando un un clima di odio e insofferenza nei confronti di chi non si adegua al sistema. Inoltre non essendo una cosa così immediata cercheranno in tutti i modi di non lasciarcelo fare. Fatta questa considerazione personale credo sia doveroso cercare di fermare questa deriva democratica con ogni mezzo perché quello che il futuro ci prospetta non è certo roseo. Non sarà facile ma non abbiamo tante altre soluzioni perciò sono favorevole. Vorrei aggiungere una cosa che mi sta molto a cuore ci sono tanti gruppi che lavorano anche molto bene ma finché non ci decidiamo a metterci tutti insieme non potremo mai avere la forza dirompente che ci occorre.

    1. Grazie, Tiziana.
      In particolare per rammentarci che il referendum è un momento aggregante soprattutto per minoranze sparpagliate come siamo.
      E il principio qui in ballo è ancora più basilare dell’acqua bene comune…

      Io temo invece che CE LO FARANNO FARE e abuseranno come non mai dello strapotere mediatico per vincerlo e poi sbandierare la presunta INVESTITURA POPOLARE ALLE LORO NEFANDEZZE…

      1. dipende molto da noi, da come sapremo spiegare le ragioni della necessità di far cadere questa norma divisiva e irragionevole, che mina i fondamenti dell’ordinamento andando a colpire direttamente il lavoro

  22. Ciao. Ritengo doveroso x ogni cittadino, unico e irripetibile, che abbia rispetto x le future generazioni di ogni forma di vita, e che, come in maniera precisa e articolata ha espresso Ugo Mattei, chieda in forza della nostra costituzione l’eliminazione di tutti i DPCM emanati da questi due ultimi governi sciagurati, nazisti, guerrafondai, servili e promotori di disgregazione dei popoli. Dobbiamo prima di tutto riaggregarci tutti tralasciando le differenziazioni minori x un futuro migliore. Loro hanno dichiarato guerra ai popoli e i popoli devono ribellarsi con determinazione o soccombere.
    Io sono con voi, non so ancora come.

  23. Ritengo che il GP non sia legittimo e quindi vada contestata la legittimità, non con un referendum, che molto probabilmente non avrebbe il consenso sufficiente, cosa che porterebbe a legittimare ancor di più il GP.
    Ancora prima è da contestare un sistema diagnostico scientificamente fasullo e falsiificabile, quello dei tamponi.
    Si deve andare alla radice, affrontare un impegno di raccolta firme e di referendum così gravoso distoglierebbe forza ed attenzione verso altre forme di dissenso e di ripristino delle verità che vadano al nocciolo della questione.

  24. Dopo aver scritto si mi sono sorti dei dubbi leggendo i vari commenti:
    la forma con la quale è stato formulato il green pass è il decreto legge, non una legge ordinaria o mi sbaglio?
    Ha senso usare lo strumento del referendum contro un qualcosa che non è abrogabile con un referendum???
    o mi sbaglio di nuovo?
    Un decreto legge deve essere convertito in legge dopo 60 gg poi scade…
    Quindi il referendum è per l’eventuale conversione in legge del decreto??

  25. Lo considero atto dovuto a prescindere dal rischio di un esito negativo perchè è fondamentale la testimonianza di dignità umana e giuridica a favore delle generazioni future. Il green pass nulla ha a che vedere con questioni sanitarie ed epidemiologiche ma elemento di inaccettabile discriminazione sociale e violentissimo grimaldello di scardinamento dei valori costituzionali. Pretendere di fare una battaglia, in questo caso essenziale alla dignità umana, solo con la presunzione di averla già vinta in partenza significa soltanto un suicidio morale. Grazie Ugo, mi impegno con tutte le mie forze

  26. Ieri mi sono confrontata con un amico giurista a cui ho parlato dell’iniziativa. Mi ha spiegato che i tempi sono troppo lunghi. Bisognerebbe raccogliere almeno 500.000 firme entro 90 gg. La richiesta va inoltrata alla Corte di cassazione tra 1° gennaio e il 30 settembre di ogni anno. La Cassazione prende in esame le richieste del referendum ed entro il 15 dicembre de ve verificare se la richiesta è conforme alla legge: che le firme siano 500, che siano state raccolte in 90 gg, che siano autentiche…Se la cassazione dà il via libera, resta da superare l’ostacolo maggiore, il giudizio della Corte costituzionale che decide sulla ammissibiltà del referendum. Dopo il aprere favorevole della Corte costituzionale, il Governo può scegliere una domenica fra il 15 aprile e il 15 ggiugno. Quest’anno è stata scelta domenica 21 maggio. Nel caso ci siano elezioni politiche anticipate, il referendum viene riviato a 365 gg dopo le elezioni. Quindi mi rimangio quanto detto prima, non sono più a favore davanti a dei tempi così lunghi. Qui bisogna contrastare con rapidità ciò che potrebbe diventare consuetudine

  27. Nel più assordante silenzio delle istituzioni democratiche piegate all’unico potere mondiale, ben venga questa iniziativa che tenta di difendere quello che rimane della nostra democrazia, per la quale i miei cari hanno sofferto e combattuto.

  28. Angelo Fasani. Non mi sembra il caso di perdere (sul green pass quasi ci scommetterei) una battaglia per il rispetto della Costituzione su tale questione.

  29. Pubblico il commento di una persona con cui mi sono confrontato e che trovo possa essere importante base di discussione…………
    Referendum, una mossa disperata e piena di rischi.
    Immagino che molti di voi siano favorevoli al referendum per abrogare il green pass. Ma riflettiamo un attimo: sfidare una democrazia plebiscitaria proprio sul fattore del numero potrebbe essere un azzardo! Una malaugurata vittoria del no renderebbe il green pass da misura provvisoria a prassi per almeno i prossimi cinque anni. Oltre il 31/12 non è più possibile prorogare lo stato di emergenza, se non di qualche settimana. A questo punto il referendum gli permetterebbe di proseguire oltre questo limite, togliendo al governo le castagne dal fuoco! Non avrebbero neppure più bisogno dell’emergenza! Non dimentichiamo che nel 2014 abbiamo preso l’impegno di guidare il mondo nelle strategie (cioè obblighi) vaccinali nel mondo. In questo modo apriremmo la strada per fare altrettanto negli altri paesi, e la vita da noi diventerebbe un inferno! Altra domanda: quando si voterà? Alle porte dell’inverno! Cioè quando le misure restrittive staranno già per scadere di suo, e le persone saranno convinte dai media che si stanno ammalando per colpa dei no vax che non vogliono il pass! Andranno in massa a votare no! A questo punto il referendum sembra una mossa ben premeditata dagli architetti del regime per portare a termine il progetto di schiavizzare per sempre il popolo italiano. La cosa più triste è che lo faranno con la nostra collaborazione, presi come siamo dalla disperazione e dalla ricerca di una qualunque azione di contrasto che ci liberi dall’impotenza. Ma è una strada con un enorme rischio di non ritorno, e pochissime prospettive di riuscita!
    La Consulta avrebbe il dovere di rigettare il quesito referendario, trattandosi di una misura provvisoria per di più già in scadenza. Se non lo farà, avremo la riprova che il tutto fa parte del copione. Che dire?

    1. i referendum sono ammessi anche contro atti aventi forza di legge. In termini di valutazione dei rischi, semmai, isponderei al commentatore: quid iuris se la Consulta avallasse l’intera sequenza normativa emergenziale?
      Quella che lei riporta, anzi è controdialettica che non giova alla cittadinanza perché è volta a frenarne l’iniziativa a svantaggio della democrazia, che ha invece bisogno di provarsi in tutte le sue forme

  30. Giovanni Marucci

    È vero! Sono d’accordo con te Dottor Salmaso.
    Loro, al momento, hanno tutto in mano e la sfacciata e manifesta insolenza del loro agire mostra che si sentono padroni della vita e della morte.
    Questo referendum (incluse le opposizioni e ricorsi nei confronti del gp e stato di emergenza sanitario) ci farà definitivamente capire se lo stato di diritto ha ancora vita (seppur flebile) e prima ancora se l’Italia è popolata da Uomini consapevoli di sé.
    Diversamente sarà l’ultima verifica per farci capire che di questi tempi il diritto non è uno strumento di difesa e occorrerà agire diversamente.
    Torniamo ad essere una Comunità umana perché solo di questa hanno paura i potenti e solo questa ci permetterà di sopravvivere ed essere quel “piccolo resto”.
    Approvo l’iniziativa.

  31. Sono daccordo ad eliminare il GP, ma visti i tempi stretti ……., però potrebbe essere qualcosa di utile se lo volessero estendere ancora, o peggio di renderlo permanente.
    La cosa che più mi da fastidio è che siamo in balia di un Governo non eletto dal Popolo compreso il capo che è stato scelto dalle Elite, non c’è niente di più antidemocratico.
    Io nel mio piccolo proporrei ( ma dovrebbe già essere così a tutela dei cittadini ):
    Visto che in questo periodo non si fa altro che parlare di Green Pass ( mezzo subdolo per limitare la libertà ed entrare nel mondo della dittatura ),
    e visto che tanto piace ai nostri politici di questa maggiornaza allargata, proporrei per loro a tutela dei cittadini il
    ” GREEN PASS POLITICO ” ( Valido per tutte le cariche politiche/pubbliche: Camera, Senato, Regioni, Comuni, Enti Pubblici ed a tutte le Partecipate Pubbliche ), dove viene sancito che può svolgere questa attività solo coloro che ne sono in possesso e che hanno questi requisiti:

    1) Nessuna condanna
    2) Nessun processo in corso
    3) Nessun conflitto di interessi sia diretto che indiretto anche successivo all’elezione.
    4) non avere più di un incarico politico.
    5) non più di 3 mandati, perchè la politica non deve essere un mestiere.
    6) svolgere solo questa attività ( finche si è in carica, vedi Renzi che si fa i ca..i suoi in Arabia Saudita ).

    In mancanza di tali requisiti non potrà svolgere la fua funzione politica da subito e non avrà diritto ad alcun compenso.

  32. In seguito ai molti dubbi sollevati oggi da molti utenti dei canali Telegram riguardo la seria possibilità che il referendum si trasformi in un boomerang che potrebbe legittimare del tutto una norma ancora transitoria e provvisoria, soprattutto a fronte dell’elevata possibilità che la stragrande maggioranza degli italiani voti NO, chiederei all’avvocato Mattei di esprimersi su questo aspetto, qui sul sito, o con un video fruibile da tutti.
    Grazie.

    1. Buongiorno, condivido quanto scritto da Fabrizio Padoan.
      In linea di principio sono favorevole ai referendum, anche come mezzo fondamentale di espressione della volontà di un popolo. Purtroppo, però, ci troviamo in una situazione in cui i mezzi di informazione condizionano pesantemente il pensiero della maggioranza delle persone. Inoltre, anche sui canali alternativi girano post che invitano a non partecipare per non rischiare di rafforzare il sistema in caso di esito negativo. I dubbi quindi aumentano.
      Ieri ho scritto una email alla redazione chiedendo informazioni in merito a tutto ciò.
      Giro la richiesta anche qui confidando in una lettera o un video da parte di Ugo Mattei che possa chiarire i dubbi esposti dagli azionisti e indicare che cosa potrebbe succedere e le eventuali possibilità che ci rimarrebbero in caso di esito negativo.
      Grazie mille.

  33. Condivido lo spirito dell’iniziativa ma il tempo è veramente troppo poco e l’effetto boomerang di una eventuale sconfitta legittimerebbe il GP come volontà popolare, un rischio troppo grande per me.
    Ci sono diverse cause collettive in atto, e altre verranno sicuramente dopo quest’ultima novità, alle quali anch’io ho aderito, spero nell’esito positivo di almeno una di queste.
    Non approvo l’iniziativa ma solo per questi motivi, se si farà comunque andrò a dare il mio voto contro l’infame GP.

  34. Io temo che la maggioranza della popolazione sia favorevole all’utilizzo del GP, pertanto presumo che indire un referendum adesso sia pericoloso, l’esito potrebbe essere disastroso. Il popolo italiano in passato ha già dimostrato di essere molto ignorante e superficiale per quanto riguarda la difesa dei propri diritti (vedasi l’ultimo referendum sul taglio dei parlamentari).
    Il gregge purtroppo è la nostra rovina. Ma se facessimo un referendum per mandare a casa (anzi, in prigione a vita) questo Governo criminale? Possibile che non esistano strumenti giuridici per condannare questi traditori della patria? Saluti.

    1. Per il cambio della rappresentanza si passa dal voto politico. Questo direbbe la regola della democrazia.
      Sarebbe bene passarci per il tramite di una legge elettorale costituzionalmente legittima, che sia espressione reale di rappresentatività popolare e non attraverso un sistema interamente rivolto a garantire la governabilità a ogni costo.
      Il conflitto è un momento importante della cultura democratica che si ispirata a principi liberali ed è bene soprattutto se ha ad oggetto la dialettica politica nella sua funzione legislativa che, ricordiamocelo, spetta al Parlamento e non al Governo, in via ordinaria

  35. Pur condividendo completamente lo spirito dell’iniziativa ritengo sia un grave errore tattico dare l’opportunità ai media di fomentare ulteriormente la campagna di polarizzazione della comunità, per ottenere un risultato, credo purtroppo scontato, boomerang.
    Oltre alla necessaria battaglia sul piano giuridico, dovremmo concentrare le energie per coinvolgere due grandi gruppi di cittadini che, lontani da ogni forma di coscienza civile, non rispondono logiche diverse dal proprio stretto interesse personale:
    a) chi dubita della narrazione ufficiale ma non osa disobbedire: il crescente peggioramento della situazione economica e sociale potrebbe spingerli a prendere necessariamente posizione.
    b) chi vive nel terrore della narrazione del virus-killer e aderisce all’ipnosi collettiva del governo-buono che vuole il bene dei suoi cittadini: questo sarà il primo autunno-inverno con alta percentuale di vac.ti tra la popolazione e se, come probabile, si assisterà ad alti tassi di infezione, saranno gli interventi di cura domiciliare tanto osteggiati a fare la differenza, magari con notizia diretta dal vicino di casa e quindi maggiore attendibilità rispetto al verbo televisivo. Queste persone potrebbero cambiare “credo”, proprio perché toccati nel loro punto debole.
    È una guerra a tutto campo, la disparità di forze in prima analisi parrebbe schiacciante, ma non limitiamoci alle risposte convenzionali, cerchiamo soluzioni fuori dagli schemi, siamo creativi, potremmo trovare energie insospettate. Siamo qui, ora, tocca a noi

    1. Buongiorno. Penso si debba sempre sostenere una campagna referendaria, consentendo agli strumenti costituzionali di partecipazione di essere messi in funzione. Per dissentire sui contenuti, laddove non si condividano, avremo il voto nel merito.
      Il pensiero dell’effetto di ritorno negativo non deve portare a paralizzare l’azione.
      Codesto ragionamento teme il risultato del referendum, che potrebbe vedere la maggioranza dei cittadini esprimersi a favore del mantenimento della legge sul pass, ma ció significa temere l’in sè dell’espressione popolare, cioé temere la democrazia.
      I referendum sono ammessi anche contro atti aventi forza di legge. In termini di valutazione dei rischi, semmai, occorrerebbe chiedere agli scettici: quid iuris se la Consulta avallasse l’intera sequenza normativa emergenziale?
      Quella che lei riporta è, anzi, controdialettica, che non giova alla cittadinanza perché è volta a frenarne l’iniziativa a svantaggio della democrazia, che ha invece bisogno di provarsi in tutte le sue forme.
      Dipende molto da noi, da come sapremo spiegare le ragioni della necessità di far cadere questa norma divisiva e irragionevole, che mina i fondamenti dell’ordinamento andando a colpire direttamente il lavoro.
      Primum facere, deinde philosophari

  36. Sono molto contrario a questo referendum, calato dall’alto, senza una discussione tra tutti i gruppi. La Consulta avrebbe il dovere di rigettare il quesito referendario, trattandosi di una misura provvisoria per di più già in scadenza.

  37. Buongiorno anche se precedentemente ho dato la mia opinione in accordo con questa proposta, riflettendo ho veramente il timore che possa ritorcersi contro. Non ho assolutamente fiducia nei cittadini.
    Noi dovremmo avere più visibilità all interno della comunicazione convenzionale. Le nostre sole forze non sono sufficienti per portare ad un risveglio consapevole.

  38. Leonardo Larotonda

    Buongiorno,
    dopo aver letto la lettera di Ugo Mattei e commenti.
    In due anni di movimenti legali di illustri Avvocati, Costituzionalisti, Professori, Magistrati, Virologi Manifestazioni ecc.
    non siamo ancora riusciti a fermare la macchina dello stato che continua indisturbato a imporci con furbizia e raggiri il G.P. che porta all’obbligo del Vaccino senza pietà.
    I nostri politici e la magistratura si sono nascosti in silenzio dietro le quinte senza dare nessun cenno.
    Quindi NO al Referendum altrimenti perdiamo mesi di tempo con il rischio di peggiorare la situazione.
    Ringrazio Ugo Mattei della proposta ma, dobbiamo fare qualcosa di legale che con molta rapidità ci riporti LIBERI sulla Costituzione.
    Dobbiamo trovare il modo di UNIRE tutti i gruppi sparsi in Italiani ………………
    Messaggio
    La Vita ha 4 Sensi: Amare, Soffrire, Lottare e Vincere.
    Chi Ama Soffre, chi Soffre Lotta.
    Chi Lotta Vince.
    Ama molto, Soffri poco.
    Lotta tanto, Vinci Sempre !!!!!!
    di Oriana Fallaci

    Grazie a tutti e Lunga Vita.

  39. Gian Sandro Simonini

    Il referendum è uno strumento democratico ma in un regime che fa carta straccia perfino della Costituzione temo sia un boomerang. Come qualcuno ha osservato:
    “Coi media al 99% nelle loro mani è un suicidio. E poi se il voto è telematico, be’ allora brogli a tutto spiano………….
    votare su un provvedimento che è palesemente incostituzionale significa dargli la possibilità di legittimazione; nel senso appunto che se perdi poi sei costretto ad accettarlo”.
    In parole povere trovo rischioso e anche un po’ ingenuo sedersi a giocare, rispettando le regole, a un tavolo dove si sa già che l’altro giocatore è un baro.

    1. sarebbe meglio non dare indicazioni errate, peraltro copiate e incollate da messaggini che circolano on line! la parola boomerang è, dopo #fedez e #resilienza, la più gettonata nelle ultime dieci ore. Ne ricaverei un paio di conclusioni..

  40. RICHIEDO LA VISIONE E LA RISPOSTA DI MATTEI A QUESTO MANIFESTO CHE STA CIRCOLANDO POICHÉ HA SOLLEVATO MOLTI DUBBI CIRCA LA VALIDITÀ DEL REFERENDUM E NESSUNO ANDREBBE A VOTARE! GRAZIE

    *Referendum, una mossa disperata e piena di rischi.*
    Immagino che molti di voi siano favorevoli al referendum per abrogare il green pass. Ma riflettiamo un attimo: sfidare una democrazia plebiscitaria proprio sul fattore del numero potrebbe essere un azzardo! Una malaugurata vittoria del no renderebbe il green pass da misura provvisoria a prassi per almeno i prossimi cinque anni. Oltre il 31/12 non è più possibile prorogare lo stato di emergenza, se non di qualche settimana. A questo punto il referendum gli permetterebbe di proseguire oltre questo limite, togliendo al governo le castagne dal fuoco! Non avrebbero neppure più bisogno dell’emergenza! Non dimentichiamo che nel 2014 abbiamo preso l’impegno di guidare il mondo nelle strategie (cioè obblighi) vaccinali. In questo modo apriremmo la strada per fare altrettanto negli altri paesi, e la vita da noi diventerebbe un inferno! Altra domanda: quando si voterà? Alle porte dell’inverno! Cioè quando le misure restrittive staranno già per scadere di suo, e le persone saranno convinte dai media che si stanno ammalando per colpa dei no vax che non vogliono il pass! Andranno in massa a votare no! A questo punto il referendum sembra una mossa ben premeditata dagli architetti del regime per portare a termine il progetto di schiavizzare per sempre il popolo italiano. La cosa più triste è che lo faranno con la nostra collaborazione, presi come siamo dalla disperazione e dalla ricerca di una qualunque azione di contrasto che ci liberi dall’impotenza. Ma è una strada con un enorme rischio di non ritorno, e pochissime prospettive di riuscita!
    La Consulta avrebbe il dovere di rigettare il quesito referendario, trattandosi di una misura provvisoria per di più già in scadenza. Se non lo farà, avremo la riprova che il tutto fa parte del copione. Che dire? Buon nuovo ventennio a tutti. Chi ha la possibilità prepari le valigie e si tenga pronto per la fuga.

  41. Sono completamente d’accordo col prof Mattei, tuttavia mi chiedo se una vittoria di questo referendum non costringa questo governo miope a spinge ancora di più sull’obbligo vaccinale. Se l’obbligo passasse sarebbe ancora peggio per molte persone ed alcune categorie che oggi possono sopperire con un tampone ogni 48 ore si troverebbero a doversi vaccinare per conservare il lavoro. Apocalitticamente si dovrebbe poi pensare ad un secondo referendum contro l’obbligo vaccinale……..

  42. sono pienamente contrario a questo referendum, per me è una grande distrazione di massa, si dice che ostacola le libertà personali iscritte nella costituzione. Una grande ipocrisia perchè la carta è stata e viene continuamente calpestata da grandi interessi che usano politici fantocci a cui basta avere il posto sicuro con tutto quello che ne segue e dividere la popolazione per far continuare a mungere gli italiani. Abbiamo inique e alta % di tasse su cittadini e piccoli/medi imprenditori, appropriazione indebita dello stato su beni sudati, programmi scolastici preparati x inebetire i ragazzi alla faccia della libertà con professori che si dichiarano no vax, no green pass perchè vogliono essere liberi ed allora x coerenza di libertà dovrebbero insegnare altro, lottare x una gioventù libera. Abbiamo l’egoismo di lobby nordiste verso il sud con tassi di disoccupazione e miseria elevati. Sul recovery l’Ue aveva chiesto al governo grossa parte investimenti progettuali al sud il governo draghi ha ribaltato, al sud aumenterà la miseria, è questa libertà? E’ scritto in costituzione la divisione fra centronord e sud con il 34% abitanti? Così si parla di green pass e poco dell’inquinamento, tasse, incendi dolosi, ecc. Svegliatevi uniamoci su un fronte unico x battaglie che danno vero fastidio al potere!

  43. Le istituzioni dello stato sono occupate da una masnada di lanzichenecchi prezzolati che sta distruggendo il tessuto economico e sociale del Paese. Ma ha in mano tutto l’apparato mediatico di comunicazione. Cosa fa una Resistenza sotto occupazione? Fa saltare ponti, strade, ferrovie ecc. per impedire al nemico di muoversi agevolmente. A mio parere similarmente si dovrebbe operare sul piano giuridico, mettendo dei granelli di sabbia tra gli ingranaggi dello Stato. Io non ho le competenze giuridiche e potrei dire delle emerite fesserie. Ma a detta di alcuni esperti che ho sentito, si dovrebbero istituire referendum abrogativi ad es. per la legge che istituisce la Protezione Civile (poi se ne farà una migliore) o l’istituto giuridico del DPCM (che mi sembra relativamente recente). Puntare all’abolizione del GP, oltre ai ristretti tempi tecnici, potrebbe generare un pericoloso effetto boomerang in caso di sconfitta (molto probabile considerando la massa di lobotomizzati presente nel Paese). Non penso che al movimento manchino le competenze necessarie per identificare questi punti deboli.

    1. A sostegno, cito parole non mie: “Ma riflettiamo un attimo: sfidare una democrazia plebiscitaria proprio sul fattore del numero potrebbe essere un azzardo! Una malaugurata vittoria del no renderebbe il green pass da misura provvisoria a prassi per almeno i prossimi cinque anni. Oltre il 31/12 non è più possibile prorogare lo stato di emergenza, se non di qualche settimana. A questo punto il referendum gli permetterebbe di proseguire oltre questo limite, togliendo al governo le castagne dal fuoco! Non avrebbero neppure più bisogno dell’emergenza! Non dimentichiamo che nel 2014 abbiamo preso l’impegno di guidare il mondo nelle strategie (cioè obblighi) vaccinali. In questo modo apriremmo la strada per fare altrettanto negli altri paesi, e la vita da noi diventerebbe un inferno! Altra domanda: quando si voterà? Alle porte dell’inverno! Cioè quando le misure restrittive staranno già per scadere di suo, e le persone saranno convinte dai media che si stanno ammalando per colpa dei no vax che non vogliono il pass! Andranno in massa a votare no! A questo punto il referendum sembra una mossa ben premeditata dagli architetti del regime per portare a termine il progetto di schiavizzare per sempre il popolo italiano. La cosa più triste è che lo faranno con la nostra collaborazione, presi come siamo dalla disperazione e dalla ricerca di una qualunque azione di contrasto che ci liberi dall’impotenza. Ma è una strada con un enorme rischio di non ritorno, e pochissime prospettive di riuscita!
      La Consulta avrebbe il dovere di rigettare il quesito referendario, trattandosi di una misura provvisoria per di più già in scadenza. Se non lo farà, avremo la riprova che il tutto fa parte del copione.”

      1. Io non credo che lo stato di emergenza finirà a dicembre. Verrà prorogato, le misure restrittive saranno ancora più forti (green pass sui mezzi locali, supermercati etc.) e verrà data la colpa ai “no-vax” che – secondo loro – saranno causa del mancato raggiungimento dell’obiettivo di sconfiggere il covid (che peraltro ci porteremo a lungo dietro perchè è un virus che continuerà a mutare, con varianti più o meno pericolose, più o meno contagiose).
        Naturalmente nessuno di noi ha la palla di cristallo, ma non mostrare che c’è una forte volontà di opporsi, temo farà inasprire ancor più la politica, che sentirà di poter avere gioco facile su una popolazione troppo debole per avviare proteste fattive, concrete, incisive.
        Non c’è solo il referendum…ci sono le tante denunce presentate ai vari tribunali, alla Corte Costituzionale…opporsi su molti fronti potrebbe alla fine sortire un qualche effetto….speriamo.

    2. Sono d’accordo con quanto scritto da Riccardo e dai pensieri contrari al referendum. Una lotta e una resistenza sono fondamentali, occorre scegliere i punti strategici e lavorare con astuzia su quelli.
      Purtroppo l’opinione pubblica in questo momento è ancora incentrata sulla gestione pandemica, sui numeri che raccontano in TV e nei giornali.
      Pertanto anche io mi esprimo contro il referendum verso il GP.

  44. Io ho subito d’impulso appoggiato l’iniziativa, poi ho un po’ ragionato e ho pensato che abrogare una cosa illegale con un referendum non abbia senso perchè il referendum dovrebbe far decidere su 2 cose lecite, non illegali, inoltre possiamo concedere ai politici un piatto succulento, loro se ne tirano fuori e ci viene imposto per scelta del popolo, sono, inoltre, preoccupata per i possibili brogli, che possono, purtroppo, sempre accadere

  45. Gianpaolo Paticchio

    Il referendum deve servire soprattutto a riprenderci la parola e a riportare il tema della democrazia in una cornice politica e non più sanitaria, quindi a esclusivo appannaggio di governi e agenzie con le spalle coperte dal main-stream. Un referendum ci serve per reimpossessarci del discorso politico e sui diritti, a riportare la discussione nelle strade, tra le persone, a sottrarla almeno in parte al monopolio mediatico dell’opinione . Con la campagna referendaria potremmo smitizzare il discorso su vaccini, obblighi, presunti atti d’amore, e reindirizzare l’attenzione sulla limitazione dei diritti e sui rischi della sorveglianza digitale. Anche se, il referendum non dovesse portare agli esiti sperati, avremo almeno riattivato il pensiero, la discussione, le pratiche democratiche.

  46. Ritengo che il green pass sia un abuso che danneggia i lavoratori più deboli oltre ad essere una formula che non salvaguarda la salute di nessuno.

  47. Voterò per sostenere questa iniziativa referendaria. Trovo anche che per molti sarà troppo complesso votare online, forse sarebbe utile pubblicare i luoghi dove si potrà fisicamente andare ad apporre le firme. Sto diffondendo le informazioni sul referendum e sono tanti che mi chiedono dove poter andare.
    Trovo sacrosanta questa iniziativa, anche solo per verificare il pensiero della maggioranza. Almeno, anche dovesse andar male, sarà chiaro il pensiero dei più e sapremo meglio se il problema di questa democrazia malata sta nei politici che riescono a manovrare la massa in vario modo o soltanto nella paura che hanno le persone di opporsi ad un sistema permeato di illegale autoritarismo o ancora, nell’indifferenza alla politica che sembra oggi aver permeato la vita degli individui.
    Credo siano finiti i tempi delle proteste più “veementi”, le persone di una certa età come me sono stanche, i giovani si sono visti raramente nelle manifestazioni degli ultimi vent’anni.
    Così almeno sarà un modo per capire veramente come la pensano tanti (visto che il referendum sulla cannabis sta andando a gonfie vele, evidentemente non c’è il problema a partecipare a queste iniziative) a me è utile saperlo per capire meglio la situazione che stiamo vivendo, oltre ad avere la possibilità di utilizzare uno strumento di opposizione ferma che sia legittimo e legale.
    Mi dispiace non aver potuto dare l’assenso ad una mia partecipazione attiva, ma non essendo più giovane, avverto ormai molto la fatica fisica, e anche la stanchezza di tante battaglie passate finite nel nulla, cosa che ci ha portato a questo stato di cose. Ma non trovo comunque che sia motivo per arrendersi e contribuisco come posso.

  48. Buonasera, temo che un referendum sul green pass potrebbe essere un errore. Già in passato i referendum sono stati “aggirati” dal governo in maniera semplicissima e truffaldina. Quindi preferisco di NO al referendum

  49. Ovviamente concordo con l’iniziativa, pero’ credo sia opportuno fare delle scelte strategiche, per vari motivi. Inoltre, non avendo nessuna fiducia nel sistema giuridico attuale (nel senso di come viene applicato), ho il sospetto che qualunque nobile e lodevole azione fatta in piena democrazia, venga usata come boomerang nei confronti di persone come noi. Ultima riflessione e’ che il problema, per quanto possano essere i politici, e’ la totale ignoranza del popolo italiano. Per questo utilizzo la parola “tattica”.
    Sono comunque al vostro fianco per queste lodevoli iniziative

    renzo Giannini

  50. Credo che la vaccinazione e l’estensione del Green Pass siano misure estreme e sicuramente limitative del libero arbitrio. Ma se consideriamo la pandemia da Covid 19 ancora in corso, l’adozione di misure straordinarie per arginarla da parte delle autorita’ pubbliche rientra nel principio di precauzione, con l’unica condizione che esse siano temporanee e proporzionate al rischio. In tal caso la pretesa di difendere il libero arbitrio, che in questo caso si applica a dei privilegi e non ha nulla a che fare con i diritti umani, e men che meno con il bene comune costituito dalla salute della società in cui viviamo, è insostenibile. E sono sinceramente stupito che una organizzazione che si chiama Generazioni Future lo stia facendo. Se volete proporre un referendum di questo tipo dovete prima negare l’esistenza di una emergenza sanitaria, documentando ciò in maniera solida e inconfutabile.

  51. Salve, tra i tanti dubbi sul da farsi, credo che il referendum possa essere una modalità per portare in campo le ragioni dello stato di diritto ( così gravemente calpestato) e una possibilità di ” contarci” , perché mi sembra di notare, ancora una volta, anche in questo gruppo, la forte propensione alla divisione più che alla costruzione. È chiaro che è possibile che non si arrivi a votarlo, il referendum, ma credo che una raccolta firme che dovesse risultare numericamente importante, penso potrebbe avere un peso nelle decisioni in divenire, anche perche, personalmente, non credo sia proprio tutto già scritto, ma che alcuni capitoli potrebbero essere ” influenzati” da quanta opposizione troveranno. Credo sia utile precisare, visto che molti hanno scritto che non si ” fidano ” di votare online, non è di votare che si parla, ma è la raccolta firme che potrà svolgersi anche online, oltre che ai banchetti. Comunque io voterò per il referendum, anche perché di proposte costruttive e alternative non ne ho viste .
    PS.
    Sono profondamente deluso nel avere letto in questo gruppo che” chi si appresta a promuovere il referendum sarebbe, in qualche modo, in combutta con il sistema” , ora che qualcuno all’esterno possa fare concetture fa parte del dibattito, ma dentro a questo gruppo, in qui tutti hanno letto la lettera che Mattei a inviato a tutti i soci della cooperativa, mi trovo in difficoltà a capire queste affermazioni che trovo incompatibili con la visione di Generazioni Future.

  52. Le domande che mi faccio sono tante. Sono o non sono state approvate le cure domiciliari che saranno in vigore dal 1 ottobre 2021? Questo dovrebbe si o no mettere in secondo piano la necessità dei vaccini? Lo stato di emergenza scade il 31 dicembre 2021 (salvo proroghe)? Perché dunque l’odiato lasciapassare dovrebbe avere validità oltre tale scadenza?

  53. Buongiorno, per come la penso sinceramente ,non credo che azioni del genere siano una possibilità di cambiare la deriva che hanno messo in atto.
    Anche la piazza non è lo strumento idoneo. Era sufficiente negare da subito e continuare a farlo , ogni regola che hanno voluto imporre evitando di ricevere l’assenso che ha permesso loro di avanzare un punto dopo l’altro, il piano d’agenda prefissatosi.

  54. Condivido pienamente il referendum.
    Penso che le minoranze debbano dar voce al loro dissenso e abbiano l’obbligo di mettersi in gioco per arrestare questa deriva antidemocratica. Il nostro compito sarà quello di divulgare il nostro pensiero.
    Un abbraccio a Ugo Mattei per essere in prima linea a sostenere il pensiero democratico e un grazie a tutti i collaboratori.

  55. Se posso, siccome credo di conoscere le difficoltà organizzative di una operazione del genere, vi invito caldamente a chiedere l’aiuto e la consulenza di coloro che hanno organizzato i siti di raccolta firme SPID per l’eutanasia legale e per la legalizzazione della cannabis. Raccogliamo i fondi necessari e facciamoci aiutare. Un saluto.

  56. Dopo giorni di riflessione e ricerca di opinioni di avv. e altri oltre che del caro Ugo, sono sempre propensa per il no.
    Credo che come già in passato i referendum non vengono presi in considerazione e che ci venga data la possibilità solo per farci pensare di avere qualche diritto. Come dice la Torres il recinto del governo è chiuso dobbiamo agire fuori da questo.
    Voglio credere che presto l’uomo si risvegli e che riprenda in mano la sua vita. La vera vita.
    Grazie 🙏🏻

    1. non ho capito: che suggerisce, quindi? di aspettare che qualcosa risvegli i poteri sopiti, come in dragon ball?
      “agire fuori da questo” che significa? tenendo conto che il referendum è il luogo della democrazia, insieme al Parlamento e a poco altro, in teoria..

  57. Saverio Pertoldi

    Condivido le preoccupazioni sull’esito del referendum che sarebbe pesantemente condizionato dal monopolio mediatico, ma vorrei proporre anche un altro punto di vista a prescindere dagli aspetti tecnici (giuridici) di fattibilità, tempistiche ecc.
    Parto da una considerazione: da un anno e mezzo assistiamo ad una crescente imposizione liberticida sanitaria, giuridica, economica e culturale utilizzando il metodo della rana bollita. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il dominio dei mezzi di informazione. Tanto è stato fatto da Byoblu e da numerosi altri validi blogger, ma ancora insufficiente a contrastare l’informazione mainstream. Credo che un referendum sull’argomento (non importa la legge specifica da abrogare) costringa i media a trasmettere dei dibattiti fra le parti, cosa che finora è sempre stata furbescamente evitata. Non conosco quali e quanti spazi mediatici la legge garantisca alle parti in caso di consultazione referendaria, ma sicuramente i media televisivi non potrebbero sottrarsi completamente dal pubblicare anche gli interventi “scomodi” come hanno sempre fatto. Il referendum potrebbe diventare un’occasione per aprire una breccia nel muro di omertà su cui si basa il potere che ci sta tenendo in pugno.
    “Se al referendum dovessero vincere i No i nostri governanti avrebbero il pretesto per un inasprimento liberticida…”: piuttosto della rana bollita preferisco un intervento repentino che stimoli l’indignazione di massa. Possiamo forse ipotizzare che senza referendum non andrebbero ad inasprire ancora le norme liberticide? Non hanno sicuramente bisogno di vincere un referendum per farlo.
    Infine una considerazione spirituale: stiamo vivendo un pesante oscuramento delle coscienze, mentre lo sviluppo della coscienza è la vera fonte evolutiva dell’Uomo. Quindi qualunque occasione per ampliare la coscienza è buona! …e il dibattito pubblico di massa sul referendum, seppur ostacolato nei tempi e nei modi, sarebbe una opportunità preziosa.
    Non si tratta di schierarsi pro o contro il referendum; ci sono sicuramente validi motivi per essere contro, ma le opportunità sopra esposte mi fanno propendere per il Si.
    Un caro saluto.

  58. Approvo iniziativa di appoggiare referendum.
    Andrebbe dato risalto anche all’aspetto che se dei decreti legge sono incostituzionali, rimangono incostituzionali a prescindere dal raggiungimento delle firme, dal giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale e dall’eventuale esito del voto finale.
    Il referendum e’ solo uno degli strumenti, che non va in contrasto con i ricorsi dei singoli o collettivi nei tribunali contro questi decreti legge.

  59. Ho ricevuto un commento al Referendum che fa più o meno così…interessante “visione”…

    Il REFERENDUM è una trappola ????? di Barbara Vetrano
    Referendum, una mossa disperata e piena di rischi.
    Immagino che molti di voi siano favorevoli al referendum per abrogare il green pass. Ma riflettiamo un attimo: sfidare una democrazia plebiscitaria proprio sul fattore del numero potrebbe essere un azzardo! Una malaugurata vittoria del no renderebbe il green pass da misura provvisoria a prassi per almeno i prossimi cinque anni. Oltre il 31/12 non è più possibile prorogare lo stato di emergenza, se non di qualche settimana. A questo punto il referendum gli permetterebbe di proseguire oltre questo limite, togliendo al governo le castagne dal fuoco! Non avrebbero neppure più bisogno dell’emergenza! Non dimentichiamo che nel 2014 abbiamo preso l’impegno di guidare il mondo nelle strategie (cioè obblighi) vaccinali nel mondo. In questo modo apriremmo la strada per fare altrettanto negli altri paesi, e la vita da noi diventerebbe un inferno! Altra domanda: quando si voterà? Alle porte dell’inverno! Cioè quando le misure restrittive staranno già per scadere di suo, e le persone saranno convinte dai media che si stanno ammalando per colpa dei no vax che non vogliono il pass! Andranno in massa a votare no! A questo punto il referendum sembra una mossa ben premeditata dagli architetti del regime per portare a termine il progetto di schiavizzare per sempre il popolo italiano. La cosa più triste è che lo faranno con la nostra collaborazione, presi come siamo dalla disperazione e dalla ricerca di una qualunque azione di contrasto che ci liberi dall’impotenza. Ma è una strada con un enorme rischio di non ritorno, e pochissime prospettive di riuscita!
    La Consulta avrebbe il dovere di rigettare il quesito referendario, trattandosi di una misura provvisoria per di più già in scadenza. Se non lo farà, avremo la riprova che il tutto fa parte del copione. Che dire? Buon nuovo ventennio a tutti. Chi ha la possibilità prepari le valigie e si tenga pronto per la fuga.

    1. Anche qui, come sotto. MI sfugge, per mia assoluta ignoranza, quale sia il meccanismo legislativo secondo cui, perso il referendum, automaticamente la normativa non abrogata dovrebbe restare necessariamente in vigore per i 5 anni successivi. Potreste spiegarmi, per favore?

  60. condivido totalmente l’impegno proposto come segno tangibile di contrasto a questa deriva dittatoriale e priva di fondamenti oggettivi.
    Non sono affatto esperto di giurisprudenza per cui mi ha preoccupato l’argomentazione secondo cui si tenterebbe di abrogare una disposizione transitoria che al momento della effettiva accettazione del questio potrebbe essere già decaduta vanificando la raccolta delle firme e costringendoci ad inseguire un nuovo provvedimento.
    In questo senso la strategia governativa è molto efficace: prima che si riesca ad avere in mano “carte” in grado di fermare un atto legislativo questo è già stato sostituito da un “aggiornamento” e non si può fermare una linea politica o ideologica con questo metodo.

    Se qualcuno più esperto volesse dare il suo contributo su questo punto ne sarei davvero grato
    Grazie
    Renato Fassino

  61. Finalmente, bravi.
    Sarà l’unica occasione in cui il Popolo potrà esprimersi su questa gestione Allucinante di una Emergenza inesistente,ve comunque non più esistente.
    Tutti quelli che patiscono gli effetti delle restrizioni, del Merda pass, delle chiusure e delle menomazioni da vaccino verranno a votare il referendum. Chi credeva di aver risolto il suo problema con 1 o 2 punturine questo autunno avrà già capito che lo costringeranno a iniettarsi veleno ogni 6 mesi. Ci sono ottime possibilità. L’argomentazione di chi sconsiglia di firmare per paura di perdere il Referendum è chiaramente diffusa da CHI VUOLE IL GREEN PASS, cioè i servi della Dittatura. Se perdiamo rimane ciò che già c’è. Se vinciamo la Dittatura casca a ruota con l’esito del referendum. E sarà un tonfo poderoso. Avanti tutta

  62. Immagino che molti siano favorevoli al referendum per abrogare il GP. Ma riflettendo: sfidare una democrazia plebiscitaria proprio sul numero dei consensi potrebbe essere un azzardo. Una vittoria del NO renderebbe il GP da misura provvisoria ad obbligo per i prossimi 5 anni. Oltre il 31/12/2021 non sarà più possibile prorogare lo stato di emergenza, mentre il referendum permetterebbe di andare oltre questo limite, togliendo al governo il problema non avendo neppure più necessità dell’emergenza.

  63. Buongiorno,
    non sono azionista di Generazioni Future, anche se non escludo di diventarlo a breve, ma mi permetto di dire una mia opinione, o meglio, porre qualche domanda.
    Ho letto le motivazioni sia contro che a favore dell’iniziativa referendaria, e ancora ho dubbi, ma propendo per il sì al referendum.
    Però c’è da dire una cosa: qui non si tratta di fare o meno una iniziativa referendaria ex novo, l’iniziativa c’è già e già ha cominciato la raccolta di firme.
    Quindi si tratta solo di aderire o meno, come Generazioni Future, all’iniziativa già esistente. E dei cui garanti già fa parte Ugo Mattei.
    Stante così le cose mi sembra che Generazioni Future debba aderire, sia perché si favorirebbe la raccolta di firme, che ormai c’è, e l’eventuale sconfitta del referendum ci sarebbe comunque, anzi peggio se Generazione Future non aderisce.
    Sia perché vedrei strano che Generazioni Future prendesse le distanze dal presidente Mattei in questa iniziativa.

  64. Difficile dare un parere positivo sul referendum.
    E’ molto facile la sconfitta a mio parere. Il rafforzare delle tifoserie da parte dei media di regime farebbe in modo che le persone più incattivite, organizzate dal regime, accorrano in massa a votare contro. I vaccinati convinti saranno in numero maggiore degli amanti della libertà e del dititto.
    Senza poi considerare che, abrogato questo provvedimento, ne potranno confezionare un altro simile, ma sotto diverso cappello.
    No, non cedo sia da fare.

  65. Buongiorno,
    sono azionista di Generazioni Future e ho dato il mio consenso per l’adesione al referendum.
    Tuttavia, visto che il successo di questa iniziativa non è affatto scontato come molti prima di me hanno rilevato,
    credo sia necessario un piano “B” per non disperdere l’aggregazione popolare che sicuramente si creerà a seguito di questa iniziativa. Se infatti come da più parti sottolineato è la frammentazione anti g.p. il nostro punto debole, il referendum
    avrà sicuramente carattere catalizzante e questo sarà a mio avviso il suo miglior lascito in quanto tutte le future azioni potranno
    fare affidamento su questa nascente piattaforma.
    Piano B in caso di esito negativo?
    In una giornata simbolo per il nostro Paese, riempire le principali piazze d’Italia e tutti conteporaneamente bruciare i certificati elettorali (di ghandiana memoria) quale rifiuto e non riconoscimento di questa carrozzone corrotto e abusivo di non eletti e poi, nuova Costituente. Un bel menù, difficile da realizzare ma veramente gustoso!

  66. No, non sono del tutto d’accordo perché rischia di essere un’arma a doppio taglio. Il referendum potrebbe rivelarsi controproducente visto che c’è anche la possibilità che vinca il “no all’abrogazione delle normative sul green pass”.
    Io ovviamente voterei “sì all’abrogazione delle normative sul green pass” perché sono contraria a questo strumento discriminatorio e di controllo delle masse, ma c’è tanta gente esaltata dal suo utilizzo che non vuole l’abrogazione di quelle normative! Potremmo tirarci la classica zappa sui piedi.
    Quindi io non aderirò a questa nobile, ma pericolosissima iniziativa.
    Bisogna trovare invece un modo efficace per far cessare definitivamente lo stato di emergenza il 31 dicembre 2021 e fare in modo che non venga più prolungato.
    Al momento io conosco solo la disobbedienza civile, le manifestazioni e i ricorsi. Ho ritirato mia figlia di quasi 16 anni da scuola e ho optato per l’istruzione parentale con supporto didattico a distanza. Così ha iniziato la 3^ liceo a casa e le ho evitato 5/6 ore al giorno per 6 giorni alla settimana di mascherina e di discriminazioni, perché è l’unica a non essere vaccinata tra i suoi compagni di classe!

    1. Per me la questione e la situazione al momento non è troppo chiara, ma sono d’accordo che il momento cruciale sarà quando finirà lo stato di emergenza, e vedremo cosa avverà.
      Sul referendum ho anche io dubbi, ma penso alla fine che è comunque un modo per far aprire un minimo di dibattito sui media e far sentire opinioni ora poco rappresentate.
      Già adesso vedo che danno la notizia del referendum, non possono far finta di niente perché sarebbero accusati di faziosità.
      La mia paura però è che il dibattito si radicalizzi ulteriormente, scatenando ancora di più le posizioni più estreme e gasando di più gli estremismi progreen pass. Ma d’altra parte la battaglia ideologica può far parte del percorso di un referendum.
      Ma veramente non riesco ad avere idee definitive.

  67. Come mi capita da quando sono diventato azionista di Generazioni Future, mi trovo perfettamente allineato alle posizioni del professore Ugo Mattei. Anzi, devo assolutamente alle sue idee la mia adesione a questa società cooperativa di mutuo soccorso. Mi permetto solo un commento nei confronti dei dubbiosi (dei contrari penso abbiano un’idea, a mio personalissimo parere, alquanto discutibile di certe norme costituzionali; ma pazienza…): le battaglie politiche vanno combattute. Evitarle, equivale a perderle comunque. Tutte le perplessità circa eventuali reazioni della compagine di governo (e con questo non intendo solo governo e relativa maggioranza di sostegno, ma anche tutte le altre forze di appoggio quali mass media, parti sociali, organizzazioni professionali, etc…) non hanno molto senso. E’ chiaro che le tenteranno tutte per bloccare l’iniziativa. Anche avendo consapevolezza di un’eventuale (ma non scontata) maggioranza favorevole al lasciapassare covid-19. Perché il passaggio referendario darebbe a tutta la questione “gestione della pandemia e della campagna vaccinale” un margine di incertezza che, chi governa in questo momento, secondo me eviterebbe volentieri. E’ chiaro che avremo tantissimi contro. E allora in alternativa cosa si potrebbe fare? Anche perdendo il referendum, alla fine non cambierebbe nulla rispetto ad oggi: coloro che hanno introdotto queste abominevoli norme anticostituzionali, lo hanno fatto presupponendo con arroganza (lo si deduce da certe sconcertanti dichiarazioni) di avere il consenso della quasi totalità degli italiani. Bene, invece, hanno fatto alcuni prima di me a far notare che comunque dovesse andare, durante la campagna referendaria i principali mezzi di informazione sarebbero costretti quantomeno a ridurre parecchio la loro palese e smaccata faziosità.
    La guerra contro il lasciapassare discriminatorio deve essere fatta di battaglie portate su più piani e con molteplici strategie e promotori. Lo strumento referendario, ritengo, rientri assolutamente in questo quadro. Tra l’altro questo strumento avrebbe il grande pregio di riportare (almeno per un certo periodo di tempo) la discussione in un ambito che non è quello mistificatorio ed ingannevole della angusta contrapposizione tra provax e novax, voluto ed alimentato dal governo stesso, ma nel suo autentico ambito costituzionale, a causa del violento strappo operato dal governo Draghi, tramite i suoi ultimi decreti. La lotta contro il “greenpass” deve essere un patrimonio di tutti coloro che hanno a cuore il primo bene comune, la Costituzione, comunque la pensino su vaccini e terapie farmacologiche. Se non si comprende questa cosa, allora si è praticamente rimasti fermi al ventennio fascista.

    1. La ringrazio, Alessandro Giuseppe, per il suo intervento, che mi trova d’accordo, e mi aiuta a chiarire dei dubbi.
      Io non sono azionista di Generazioni Future, che conosco da poco, e da poco più di 24 ore conosco l’iniziativa del Referendum, su cui ho cominciato a pensare: e non potevo non considerare l’obiezione che il referendum potrebbe essere un ‘zappa sui piedi’.

      Tuttavia, sia rileggendo ciò che a scritto Ugo Mattei sopra, in particolare ‘il dissenso come bene comune’ e ‘il ripartire dalla Costituzione’, sia quello che scrive Lei e altri qui, e anche leggendo i maggiori giornali, mi sono fatta la convinzione che il Referendum sia la strada migliore.
      Sia perché aprirebbe uno spazio per un dibattito più equilibrato sulla questione, sia perché, come sottolinea Lei, per una questione di metodo oltre che di merito: riportare, tramite uno strumento costituzionale, il dibattito nell’ambito suo proprio, la Costituzione e il rispetto delle leggi, sottraendolo al quotidiano deleterio prendersi a pesci in faccia tra novax e provax fanatici.

      E la speranza, nel caso l’iniziativa referendaria andasse in porto, di un dibattito sui media che dovrebbe avere spazi obbligati, e dove non sarebbe più consentito scegliersi l’interlocutore da intervistare, o zittire chi dice cose non gradite.

  68. Domenico Orlandi

    Non condivido l’idea che il G.P. oggi venga utilizzato come meccanismo legittimo di “controllo sociale”, ma strumento per l’obbligo vaccinale, obbligo che questo governo non vuole assumersi, per cui promuovere un referendum, svilendo su un tema divisivo uno strumento di lotta democratica, è sbagliato. Condivido l’analisi del prof. Ugo Mattei sull’uso della tecnologia informatica da parte del Potere e dell’esigenza che questa deve diventare la nuova frontiera per i diritti civili e non comprendo, in veste di candidato sindaco, come possa scivolare nella trappola della radicalizzazione.

  69. Sulla malafede di Mattei ho qualche dubbio, però il suo fermarsi ad lettura solo giuridica degli eventi collegati al Green pass lo porta a muoversi in un alveo che finisce per non fare vera opposizione perché non coglie la sostanza vera dell’emergenza democratica, emergenza che si definisce del tutto con l’attuale imposizione del vaccino ricorrendo a un ricatto che attacca il diritto costituzionale al lavoro, il ché mette quindi in dubbio anche la totale attenzione alla Costituzione che lui sembra voler rivendicare. Inoltre il fatto di volerne riaffermare astrattamente il ruolo senza mettere in conto l’abrogazione del decreto sull’obbligo per i sanitari, concorre e conferma la poca attenzione che si ha riguardo l’impatto sociale dei provvedimenti del governo.

  70. Sono perfettamente d’accordo con il nostro presidente, per altro trovo che se dovessimo perderlo avremmo la conferma di cosa vogliono gli italiani .

  71. anche se in ritardo vorrei dire che io concordo con la linea di pensiero che non vuole dare un assistenza indiretta ai “vaccinazisti” che in questo momento tengono soggiogata la (purtroppo ignara) maggioranza della popolazione.
    la questione è che in questo modo, per fare un paragone forte, è come chiedere se da oggi in poi l’omicidio possa ritenersi lecito e se la popolazione (opportunamente indottrinata) rispondesse si, legittimare un tale abominio.
    il greenpass e l’omicidio non vanno sottoposti a referendum, vanno contro principi universali che devono essere comunque, prima o poi, terminata la follia, ribaditi e riaffermati.

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