L’Osservatorio permanente sulla Legalità Costituzionale invita alla segnalazione e alla collaborazione

In data 14 settembre 2020, l’Osservatorio permanente sulla legalità costituzionale ha presentato un analitico esposto al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, volto ad evidenziare plurimi profili di criticità – alla luce della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) – delle misure adottate dalle autorità italiane a far tempo dal marzo 2020 nell’ambito della pandemia COVID-19. In particolare, si sottolineava come, con le misure in questione, le autorità italiane avessero violato o comunque limitato numerosi diritti protetti dalla Convenzione pur senza aver invocato deroghe ai sensi dell’art. 15 CEDU.

Nella sua risposta dell’8 ottobre 2020, il Consiglio d’Europa (per il tramite del Gabinetto privato del Segretario Generale), ha confermato che «l’Italia non ha fatto uso delle sue prerogative ai sensi dell’art. 15 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nel contesto del COVID-19», ribadendo che per gli Stati contraenti che non esercitano la facoltà di deroga «la Convenzione si applica pienamente e la sua attuazione è assicurata dalle giurisdizioni interne e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo».

La CEDU è, dunque, pienamente vigente ed applicabile in Italia; come tale essa è fonte diretta di diritti e libertà in capo a tutti i soggetti del nostro ordinamento e può essere invocata innanzi alle giurisdizioni italiane anche nei processi aventi ad oggetto (in via diretta o mediata) le misure adottate dalle autorità italiane nell’ambito della pandemia COVID-19.

L’Osservatorio permanente sulla legalità costituzionale ricorda che la Corte europea dei diritti dell’uomo non può essere adita prima dell’esaurimento dei rimedi interni eventualmente disponibili in sede nazionale ed entro sei mesi dalla decisione definitiva (o dalla cessazione della violazione, in caso di assenza di rimedi interni effettivi).

L’Osservatorio permanente sulla legalità costituzionale invita, quindi, avvocati, attivisti e semplici cittadini – i quali abbiano agito in giudizio (o intendano agire in giudizio) a fronte delle violazioni e/o limitazioni dei diritti fondamentali poste in essere nell’ambito della pandemia COVID-19 – a informarlo di tali iniziative onde poter favorire sinergie ed eventualmente offrire il proprio supporto tecnico-giuridico.

Le comunicazioni dovranno essere inviate a osservatorio@comitatorodota.org

Osservatorio - invito

5 commenti su “L’Osservatorio permanente sulla Legalità Costituzionale invita alla segnalazione e alla collaborazione”

  1. Mi pare che a fronte della esemplare sentenza del giudice di pace di Frosinone, che richiama pronunce inequivocabili della corte costituzionale, si tratti di codificare le azioni in una denuncia penale per attentato alla costituzione e per alto tradimento, considerando che sono stati violati numerosi altri diritti oltre a quelli inviolabili, che “non sono nelle disponibilità dell’esecutivo”, come il diritto al lavoro e il diritto stesso alla salute, leso dall’imposizione di una nocumentosa fascia sugli organi della respirazione.

  2. Sandro Paradisi

    Buongiorno vorrei cortesemente sapere se è possibile partecipare ad azioni collettive già in atto o come promuoverne di nuove tramite il vostro supporto tecnico-legale.
    Ringraziando anticipatamente porgo i miei saluti

    1. Certo Giorgia, la notizia giornalistica non è nostra notizia, quindi possiamo confermare che si tratta di una notizia errata! Il CdE ha solo confermato che l’italia non ha comunicato alla Cedu la sospensione dei diritti (facolatativo). Ciò permette ai cittadini, dopo l’iter interno nazionale, di rivolgersi alla Corte di Strasburgo.

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