MANIFESTO PER LA DICHIARAZIONE DI EMERGENZA GIURIDICA

Siamo di fronte a un’emergenza giuridica nazionale e questa, come le altre, va dichiarata, e qui si dichiara!

Grande assente del dibattito d’attualità concernente il Covid-19 è stato il dialogo giuridico. Relegato in angolo, il diritto ha subito il positivismo del legislatore dell’emergenza.  Con profondo rispetto civico e senso delle Istituzioni, molti tra giuristi e operatori del diritto hanno sin qui taciuto di fronte agli orrori cui quotidianamente si assisteva nella fase della cosiddetta prima emergenza. Gli abominii giuridici possono riassumersi uno actu: il 09 marzo 2020 si è posto fine allo Stato di diritto, rinunciando alla tripartizione dei poteri.

Nell’emergenza, il legislatore si è congiunto col Governo e il sistema regolatorio adottato ha messo fuori gioco anche il potere giudiziario. Nessuna tutela effettiva è, infatti, concessa ai diritti nel regime giuridico attualmente sussistente nel Paese. Il processo di amministrativizzazione del diritto, in uno alla totalizzante tecnicalità societaria che lo stesso è costretto a rincorrere, in termini positivi, si è esasperato nell’emergenza sanitaria.

La decisione politica è divenuta decisione tecnica, delegata e rimessa alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico; organo, questo, che sfugge del tutto ai criteri di rappresentatività, che connotano e devono connotare i sistemi democratici. L’atto normativo poggia su presupposti tecnici e viene attuato per il tramite di atti amministrativi altrettanto espressivi di discrezionalità-tecnica. Ingiustificatamente, il giudice adito è quello della legittimità amministrativa, anziché quello dei diritti soggettivi.  L’attenzione rimediale si sposta dal soggetto all’oggetto e la giurisdizione perde il suo connotato di soggettività, sostanziandosi in un “sindacato-non sindacato” dell’attività amministrativa. Il carattere fedifrago di questa tutela, offerta dal legislatore dell’emergenza, si rivela nello svuotamento integrale che la interessa di fronte alla riserva di scienza. La competenza tecnica che le Corti rinunciano aprioristicamente a valutare individua l’abominevole giustificazione della paralisi giudiziaria attuale. La scelta politico-amministrativa non viene indagata con pieno accesso al fatto, ma il giudice si paralizza di fronte alla scienza che ritiene insondabile, facendo strali della migliore giurisprudenza amministrativa, ottenuta e raggiunta con anni di fatica teorica e operativa. Laddove non si rinunci agli strumenti processuali che lo consentono e si valuti addentro la tecnica su cui poggiano le scelte amministrative e politiche, la bontà delle stesse non è realmente revocabile in dubbio. Il contesto sociale, specialmente dell’informazione, fa insopportabilmente eco -in senso acritico adesivo- alle scelte compiute dal governo legislatore.   Chi dubita e compie analisi critica è sottoposto all’onta mediatica e sociale. Molti, per necessità di quieto vivere o per indole, rinunciano a pensare o per lo meno a esternalizzare quel che pensano, con sacrificio dell’interesse generale a coltivare la miglior società possibile. La censura dilaga, mascherata, col sacrificio ulteriore dei diritti di opinione e di manifestazione libera del pensiero. Essa assolve un ruolo servente al controllo intrusivo in cui si estrinseca la proposta giuridica dell’emergenza, che tutto giustifica e tollera in suo nome. Negli ultimi due anni non si è affrontato né in termini sostanziali né in termini procedurali l’impatto della pandemia e del suo governo sul sistema di diritto e sull’impianto normativo nazionale. Tale rinuncia all’osservazione giuridica e la devoluzione alle Corti dell’individuazione di tecniche di tutela appropriate ha spinto verso un diritto sempre più assimilabile a quello dei sistemi di common-law, senza che di essi il nostro ordinamento abbia la forma e la struttura. Tanto ha privato di ogni garanzia il diritto soggettivo, che trova la maggiore protezione nell’esercizio proprio del potere legislativo. Serve e sarebbe servito predisporre un regime giuridico dell’emergenza, che non può improvvisarsi all’impronta, lasciandone la conformazione agli operatori tecnici, cui spetta il merito di aver tentato di garantire comunque tutela alle posizioni giuridiche soggettive lese o messe a rischio dal diritto emergenziale attraverso gli strumenti presussistenti.

Si è mancato di predisporre una impalcatura giuridica dell’emergenza.  Un diritto dell’emergenza si può formare nei canali del diritto vivente solo se essi si sovrappongono a binari predeterminati dalla legge, la sola che, in armonia reale col dettato costituzionale, può individuare le rime di garanzia cui i diritti non possono rinunciare in alcuna circostanza fattuale. Mentre perfino la guerra ha il proprio rito, coi propri giudici e le proprie leggi prevedibili e conoscibili, il legislatore dell’emergenza ha mancato di fornire un tappeto giuridico alla straordinarietà, dove l’ordinario regime di tutela si è mostrato del tutto inadeguato.

Siffatta inadeguatezza è fisiologica e dunque ben poteva prevedersi e avrebbe dovuto, anzi, essere prevista; con una deficienza che assume forse caratteri globali. E’ ora il tempo di recuperare l’analisi fin qui mancata circa la regolazione degli assetti giuridici nell’emergenza, sul presupposto che questa si va protraendo potenzialmente senza termine e che la tendenza contingente volge verso l’introduzione definitiva di un nuovo sistema, specie delle fonti. Lo sviluppo del ragionamento critico-analitico, in termini di difesa dei diritti, non può che muovere principalmente dalla presa d’atto della assenza di un giudice naturale precostituito per legge, terzo e imparziale, deputato a conoscere il diritto dell’emergenza. L’avvenuta distrazione da questo giudice integra una delle più gravi vulnerazioni subite dal diritto, dalla Costituzione e dai cittadini e chiede a gran voce di individuare una soluzione urgente. L’apice predigiuzievole di tale assetto si raggiunge al cospetto del lavoro, ove il sovvertimento dei paradigmi tradizionali del ragionamento giuridico si rivela maggiormente. Più che del diritto al lavoro si fa qui riferimento al sostrato fondativo della Repubblica. La messa in contropartita del lavoro con obblighi indiretti consente di squalificare dal linguaggio comune l’aggettivo gentile, spesso affiancato al termine “spinta”, per intendere la ragione delle scelte governative in merito a trattamenti oggi sanitari, ma che ben possono essere assunti a indici sintomatici di una possibile legiferazione praticata in modi analoghi su altre materie. Assistere in silenzio a questa mortificazione eticizzante dello Stato significa abiurare al proprio ruolo di cittadini, prima e ancora più che a quello di operatori e conoscitori del diritto. I gravi toni moraleggianti dei poteri, politico e giudiziario, ammoniscono del termine dell’acclive verso cui velocemente s’inclina. Intimità e res publica devono attenere e attengono a sfere distinte, in alcun modo sovrapponibili. Va difeso, quindi, il il carattere rigido della Costituzione dall’avvento di una costituzione materiale, fondata sul diritto emergenziale; va difeso l’impianto di civil law del nostro ordinamento, oggi più che mai irrinunciabile. L’interesse generale va misurato con riguardo alle generazioni future e illuminato al faro delle decisioni politiche degli ultimi anni, che hanno condotto ad aggravare grandemente lo stato di emergenza sanitaria, spesso fondandolo. La decisione pubblica va revocata alla mano pubblica, sostanzialmente oltreché formalmente, e rimessa ai decisori secondo criteri di effettiva rappresentatività cui si lega unicamente un modello di legge elettorale proporzionale. 

La scusa della governabilità è bandita! Altrettanto, la spinta alla resa amministrativa del diritto va arrestata con urgenza. Il carattere regolatorio primario delle leggi speciali non può entrare in urto con il diritto costituzionale. La settorializzazione della società, che scompone il diritto nella sua facie positiva entro specializzazioni tecniche, atte a riporre ancora in capo all’esecutivo il potere, non deve inibire il ruolo dei principii, orientativi delle condotte e delle scelte plurilivello. 

Il tempo ci attinge in una nuova fase costituente, dove il giurista è chiamato al proprio ruolo di partecipazione alla costruzione d’un quadro regolatorio innovativo, ma rispettoso dei diritti costituzionali e dei principi democratici, fondativi dello Stato di Diritto; un neo-ordinamento che non integri uno scivolamento regressivo rispetto alle conquiste liberali, ottenute col sacrificio sconcertante della guerra. Appare ormai ingenuo pensare che un diritto così nutrito, quale è quello dell’emergenza, possa costituire una finestra cronologicamente limitata e che tale assetto possa tornare nei gangli previi, conosciuti. Sempre di più si va costituendo un corpus juris emergenziale, parallelo al diritto ordinario, costituito dal blocco di norme nazionali speciali e dal profluvio di norme regionali e comunali, altrettanto adottate negli ultimi due anni. Ciò sembra ormai dare nuovo argomento al sospetto di volatilizzazione delle forme giuridiche pregresse, declinando il diritto verso un ignoto pur visibile già oggi. A questo scopo, preso atto dell’errore sin qui commesso dalla categoria dei giuristi difensivi, i quali hanno agito meritoriamente ma in modo non coordinato, discusso né valutato di concerto, si rende necessario uno strumento di reazione organizzata al declino delle istituzioni democratiche. 

Nasce oggi la costituenda rete nazionale di coordinamento giuridico, che si prefigge il ruolo di armonizzare la risposta giuridica nelle Corti, mettendo in moto un meccanismo di resistenza giuridica partecipata quanto più diffusamente possibile. Auspichiamo una larga adesione di tutti quegli operatori del diritto, accademici e attivi come difensori o giudicanti, che sentendosi chiamati a far parte di un momento storico di grande responsabilità civile vogliano collaborare nello studio di soluzioni concrete, nonché a diffondere un’analisi giuridica oggettiva e imparziale dello stato attuale dell’ordinamento italiano, che sia unicamente improntata al rispetto e alla definitiva attuazione della Costituzione.

51 commenti su “MANIFESTO PER LA DICHIARAZIONE DI EMERGENZA GIURIDICA”

    1. Grazie per lo sforzo e la lucidità, si, anche io dire… Ma mi chiedo, perché invece di lasciare i giovani manifestanti sotto la gragnuola dei manganelli, non istituiamo anche in Italia – come in Inghilterra- il palco da cui a ciascuno sia consentito parlare, che sia luogo protetto, zona franca, per riaffermazione del principio della libertà (di parola, di espressione etc.).
      Mi metto comunque a disposizione
      Grazie
      Simonetta Lux

  1. ho appena fatto l’iscrizione come azionista. Questo perché Lo confesso: mi sento come la rana che di fronte al pericolo rimane completamente paralizzata.

    Così mi dà tanto sollievo conoscere l’impegno che state profondendo a difesa di diritti naturali che sono stati conquistati e affermati dopo secoli di dolori e battaglie e rivendicazioni, non ultima la guerra di neanche un secolo fa.

    Consentire ad un gruppo di folli di fare del nostro corpo quello che vogliono, vuol dire ricascare nelle ere più buie e cattive dell’evoluzione umana.
    Vuol dire consentire loro di farti abortire a loro piacimento, o di costringerti ad una gravidanza a loro piacimento, o a rinunciare alla tua vita sempre secondo loro calcoli.

    Per renderci conto di queste conseguenze non ci vuole chissà quale capacità di leggere il futuro.
    Sono arrivati all’obbligo di farci subire l’inoculazione di questa sostanza sperimentale, nonostante abbia già ampiamente dimostrato la sua pericolosità.

    Sullo stesso bugiardino di Pfizer sono riportati, tra gli effetti avversi, miocarditi e pericarditi, indicandoli come rari, cioè 1 ogni 10.000 persone.
    Quindi sono già pronti a sacrificare almeno 6.000 persone sane, facendole morire o riducendole a gravissimi invalidi per tutta la vita.

    Per di più, nulla stanno facendo per individuare reali cure, e quelle che, loro malgrado, sono state individuate, applicate e hanno dimostrato di funzionare appieno, le hanno sistematicamente affossate, screditate, financo vietate.

    Io sono a vostra completa disposizione per partecipare a qualunque azione che favorisca il risveglio. Ho bisogno di sperare che ciò possa avvenire molto presto.

  2. La speranza è sempre l’ultima a morire è vero…ma anche in questo caso la volontà deve essere attiva ancora prima della speranza. Non possiamo affidare il nostro futuro al caso….i risultati clamorosi nella storia non sono mai dipesi dal “caso” ma dallo sforzo cisciente, dalla determinazione delle persone che ne erano coinvolte. Il nostro compito di oggi è più che mai quello di informare e di risvegliare la coscienza opacizzata di molte persone intorno a noi….effetto sasso gettato nello stagno insomma….

    1. D’accordo con la linea operativa di fondo e le valutazioni a supporto: magari, queste ultime, da contenere in una prosa più “attica” e precipitante in un manifesto asciutto, incisivo e meno ripetitivo.
      Resto a disposizione

  3. E se agli appelli non rispondesse nessuno degli accademici ?
    Che facciamo?
    Facciamo un altro appello all’appello?
    Bisogna trainare le persone con una forza costruttiva e pratica.
    Per esempio un’azione legale a nome della commissione nei confronti di chi applica norme emanate per dl senza forza di legge.
    diffidando da subito confindustria, conf commercio ecc a non applicare i disegni di legge in mancanza di un palese vuoto normativo.
    O è meglio stare zitti e farsi calpestare dignità e vita?

  4. Fabrizio Padoan

    Vorrei dire al Prof. Mattei ed ai suoi collaboratori, in qualità di amministratore di uno dei molti gruppi che popolano il social Telegram, che la mia grande stima ed il privilegio di poter assistere alla ri-nascita del CNL, sto cercando di veicolarli al meglio delle mie piccole possibilità; e vorrei dare già sin d’ora la mia disponibilità riguardo eventuali future necessità di collaborazione pratica sul territorio. Grazie.

  5. Quello che stanno facendo allo stato di diritto è semplicemente folle.
    Mai e poi mai mi sarei aspettata un’involuzione così. Ho sempre dato per scontato – sbagliando – che la democrazia in Italia fosse eterna o almeno durasse per un tempo pressochè infinito.
    Invece non è così.
    Dobbiamo lottare tutti quanti, ciascuno nel proprio ambito e dando l’esempio ad altri che, spaventati e rassegnati a questo stato di cose, non sanno cosa fare.
    Mi chiedo: se esistono insegnanti, poliziotti, medici e militari che hanno detto no a questa estorsione di Stato, vuoi che non esistano giuristi altrettanto “risvegliati”?

    1. Bisogna avere fiducia che le consapevolezze singole e collettive arrivino a un processo di maturazione, con dei tempi naturali che forse non dipendono completamente da noi, ma che certamente daranno una certa svolta a questa tragicità.
      Le resistenze e le difese dei diritti si espanderanno sempre più, è nella natura della conservazione del nostro spirito sano, oltre che una reazione compensativa al potere tracotante. Forza lavoratori, forza giuristi, forza italiani, vinceremo.

      P.S.
      Sarebbe cosa gradita conoscere la paternità degli interventi scritti pubblicati dalla redazione. GRAZIE Prof. Mattei.

  6. Aderisco. Mi riconosco nella analisi esposta. Mi occupo di diritto amministrativo da trent’anni e mi ero accorto del grave deficit di tutela insorto post dichiarazione di emergenza. Manca nella classe politica una idea salda di democrazia e legalità.

  7. Sabato, nel suo intervento, il giurista Mattei ha giustamente ricordato i vili attacchi subiti dal giornale di Torino.
    Tutto mi sarei aspettato tranne che oggi su quel giornale ci fosse un articolo del sig Cacciari.
    Prontamente rilanciato da altra testata di nonno Mario online : Open.
    Alla faccia della comunità d’intenti!
    Prima crepa dentro commissione DUPRE o semplicemente tale commissione è solo l’ennesima facciata dello stesso male?
    Anche perché a fatti stiamo a zero.
    In compenso ci sono persone molto meno famose e molto meno “imparate ” che alle chiacchiere fanno seguire azioni .
    Per cui in bocca al lupo a tutti
    Ps
    Ho comprato il suddetto giornale ,che poi è finito prontamente nella stufa, per leggere l’articolo in questione.
    Senza parole …

    1. Ci sono sfumature diverse ed è normale in un gruppo di persone neocostituite. Non vedo crepe e sinceramente non ne capirei il senso.
      Credo in loro. Sono gli unici che stanno creando un contenitore politico alternativo. Altre strade (concrete) non ne vedo.

      1. Mi pare che sia andato ben oltre una sfumatura: “Chi può vada a vaccinarsi. Chi non è d’accordo ci vada lo stesso, perché queste sono le leggi e finchè non si ha la forza di cambiarle, bisogna rispettarle”. Quindi una legge, qualunque essa sia, anche quella che calpesta diritti e dignità, va rispettata. In questa cornice si assolve tutto allora. Si asssolvono coloro che “rispettavano” la legge sull’apartheid, si assolvono gerarchi vari che hanno “rispettato leggi e ordini” e via elencando, accettando nel presente storture e sorprusi fintanto che la legge, nei corsi e ricorsi storici, verrà cambiata o annullata.
        Non mi pare esattamente la posizione di un Ugo Mattei, o sbaglio?

        1. E’ vero. E’ notizia fresca di oggi.
          Non sono d’accordo su ciò che dice: non berrò la cicuta come Socrate.
          Dispiace per questa grave crepa tra Mattei e Cacciari. Non so che dire.

          1. Tanti nodi dovranno venire al pettine, la caduta di oggi per me allontana ovviamente da un a questo punto sedicente CLN (non mi risulta i partigiani applicassero le leggi di Salò).
            Mattei è molto preparato e sembra determinato. Degli apostoli sappiamo. Non sarà facile, ma non possiamo fare a meno di un Giurista, e di alto valore erudito ed etico, come Mattei pare essere ancora, suo barbuto (ex)sodale a parte (o apartheid?), nel tacere continuo e terribile di ogni laureato in Legge, come se li avessero davvero pagati o minacciati uno ad uno.

  8. Analisi impeccabile
    Purtroppo si vive in un clima di Aventino
    Sì è nel giusto ma inattivi
    Occorre la stessa lucida capacità e lo stesso puntuale studio applicato alla predisposizione di azioni da attuare subito

  9. Ci fornite uno studio legale serio e competente che con prezzi ragionevoli ci permetta di resistere imougnando questi vergognosi provvedimenti?
    Grazie per il vostro impegno

  10. Non possiamo più stare zitti.
    Questa truffa si è basata sui test e le PCR che non possono e non hanno mai potuto in alcun modo differenziare l’influenza dal virus del quale ci hanno raccontato fino ad oggi.
    Erano già state fatte le denunce verso ignoti a tal proposito a Maggio e 2020 e nei mesi successivi, a seguito delle dimostrazioni scientifiche del dottor Stefano Scoglio e altri pochi valorosi uomini di scienza.
    Oggi abbiamo le conferme anche dagli organi internazionali, come il CDC.

    Tutto ciò si tramuta nel fatto che i dati che fino ad oggi hanno validato tutte le persone come positive o morte da Covid_19, sono FALSI.

    Quindi risulta senza più alcun dubbio che tutti i procedimenti attuati fino ad oggi, gli obblighi, le relative restrizioni e le pesanti limitazioni delle libertà, i pass, sono basati sul nulla!

    La più grande truffa mai realizzata fino ad oggi ai danni fisici, economici e morali di tutti i cittadini del pianeta.

    Dobbiamo chiedere l’immediata cancellazione di tutte le restrizioni e di tutti gli illegittimi obblighi imposti fino ad oggi.
    Io chiedo giustizia e voglio essere risarcito.

  11. Vorrei sottolineare un’altro degli arbitri che si vedono in questo momento, quella relativa ai certificati di esenzione al vaccino, dove anche lì diritti fondamentali come quelli al lavoro o alla circolazione possono essere dati e tolti ad arbitrio, da circolari del Ministero.
    Senza nemmeno un atto che abbia forza di legge, alla faccia dell ‘riserva di legge’ .

    Forse non tutti sanno che i certificati di esenzione alla vaccinazione (ci sono ad esempio 25.000 esentati nella scuola e 25.000 esentati nella sanità), pur quando hanno valore perpetuo dal punto di vista medico, vengono fatti valere dal Ministero solo per un mese, e la loro validità viene prorogata di mese in mese da una nuova circolare del Ministero.
    Quindi un atto medico perpetuo (una esenzione per una patologia perpetua) viene confermato o fatto decadere dal Ministero di mese in mese, con un atto amministrativo discrezionale: il mese dopo può darsi che al Ministero si svegliano di cattivo umore, e tolgono il lavoro e la libertà di circolazione a migliaia di persone non rinnovando la validità del certificato.
    Possibile che la validità un atto medico debbe essere decisa dallo Stato?
    I medici chi sono? Subordinati dello Stato?

  12. Ultim’ora, da La Repubblica: “Lo sciaquone rumoroso viola i diritti umani”

    “Questa è una storia di diritti dell’uomo. E di sciacquoni.
    L’accostamento potrà apparire azzardato, se non addirittura offensivo, ma così non la pensano i giudici della Cassazione i quali, ritrovandosi a decidere su una di quelle tipiche beghe di vicinato, non hanno esitato a riconoscere in quello scarico del wc murato in una parete divisoria assi sottile, una lesione al “diritto al rispetto della propria vita privata e familiare” che “è uno dei diritti protetti dalla Convenzione Europea dei diritti umani”.

    Invece impedire a cittadini di usare i mezzi pubblici e l’obbligo di vaccinazione, no?
    Speriamo in magistrati che prima o poi si pronuncino.

    1. Esulta il CTS che era già nella tazza, e non potendosi tirare lo sciacquone lesivo dei diritti umani non potrà essere appositamente scaricato dove è il suo posto più sensato…
      Facezie a parte, George, i Masistrati sono magistralmente imboscatissimi, forse insieme ai cinghiali con la peste africana per indagare sulla pandemia suina anziché sulla ipnosi globale umana…
      Mattei: una visita personale alla Corte Europea dei Diritti Umani gliela paghiamo noi se si offre di andare a vedere cosa stiano facendo quei figuri cortigiani a parte disquisire sulle segretarie e sugli introiti da mazzette di Bourla…

  13. Buongiorno,
    a titolo informativo attiro la Vs. attenzione sulle seguenti righe:
    “Con riferimento al contesto italiano, Amnesty International Italia continua a sollecitare il governo ad ancorare i propri interventi ai principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione. Qualsiasi politica di salute pubblica, inoltre, deve essere basata sull’evidenza scientifica più aggiornata e verificabile, motivata da comprovate ragioni oggettive e accompagnata da metodi di comunicazione chiari e trasparenti.”
    “Lo stato di emergenza nazionale in vigore in Italia da quasi due anni e che è stato recentemente prorogato fino al 31 marzo 2022 dal decreto-legge 221/2021, non è previsto dalla Costituzione ma trova fondamento giuridico nel decreto legislativo 1/2018, in cui si prevede che il Consiglio dei ministri possa deliberare lo stato di emergenza di rilevanza nazionale al verificarsi di determinati eventi, in deroga a qualsiasi disposizione vigente. Amnesty International Italia sollecita il governo a riconsiderare attentamente se prorogare la misura oltre il 31 marzo 2022, in quanto tutte le misure di carattere emergenziale devono rispondere ai principi di necessità, temporaneità e proporzionalità.”
    dal sito di A.Int. comunicato del 14/01/22

  14. Pro memoria per democratici e liberali:
    “Quando i nazisti presero i comunisti, io non dissi nulla perché non ero comunista. Quando rinchiusero i socialdemocratici io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico. Quando presero i sindacalisti, io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi presero gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.
    A scanso di equivoci desidero precisare che con questa citazione non si vuole fare nessuna equiparazione tra le categorie citate e le categorie socio-politiche attuali ma solo richiamare l’attenzione sul comportamento di “allora” da parte di scienziati, giuristi ed intellettuali vari.

  15. Condivo tutto. Però oltre agli appelli e alle sottoscrizioni (agli appelli) che pure sono importantissimi, si dovrebbe agire anche concretamente per le vie legali:
    che tipo di reazione legale (ricorso, denuncia, o altro che non so…) si potrebbe mettere in atto contro l’ammenda per l’obbligo vaccinale, per esempio? E’ legittimo ? non mi risulta esista per altre questioni che riguardano la salute, sarebbe la prima volta che chi non si cura viene sanzionato. Vogliamo avallare questa deriva allucinante?
    E come possono osare di tramettere i dati sanitari (dati ultra sensibili) ad altri senza il mio consenso? Dobbiamo dedurne che la privacy è solo una buffonata?
    Una risposta, per favore.
    E per favore, dato che è una iniziativa di giuristi, azioni CONCRETE, con legali e tribunali, oltre che con le piazze…
    Grazie

    1. Frattini ha fermato la sentenza del TAR contro il Ministero della Sanità (che impose e impone “tachipirina e vigile attesa” come unico protocollo, causando in 2 anni imprecisate decine di migliaia di morti per infiammazione causata dall’interazione del paracetamolo con l’infezione in corso).
      Norimberga non basterebbe, e invece anche da qui nulla parte, nulla viene impugnato, denunciato, nonostante il livello giuridico dei fondatori del CLN.
      Cosa dobbiamo pensare, noi stessi che qui ci confrontiamo ma non abbiamo strumenti per agire legalmente? Agire illegalmente? Come italiani si è campioni della seconda che ho detto, ma a questo bisogna arrivare? E se ci si deve arrivare, invece che fare gli scarafaggi “che passano dalla finestra se chiudono la porta” non si dovrebbe fare i Partigiani Rivoluzionari come da sigla del Comitato di Mattei? Gestori di questo sito, fateci sapere di azioni concrete, anche in forma di denuncia legale al Governo, ricorsi alle Corti Costituzionali, ma non protraete questo assurdo silenzio, GRAZIE.

  16. Buongiorno. Vorrei scrivere poche righe (contenenti motivazioni che ritengo possano fare la differenza per questa “contesa” all’Aja in particolare, e che nessuno ha, pare, toccato in esposizioni Denunce, Querele e simili) con la certezza di essere letto dal Dr. Ugo Mattei.
    Ringrazio intanto per il CLN. Andrea Gori

  17. C’è tanto scontento (tanta rabbia) e voglia di agire. Concordiamo tra tutti (io aderisco al Comitato valdostano per la tutela dei diritti umani e costituzionali), singoli e gruppi, delle azioni comuni e facciamo qualcosa!… prima di trovarci a dover scegliere tra chinare la testa e qualcosa di simile al campo di concentramento. Facciamo presto!
    Loredana

    1. Mattei e CLN le invocazioni di azione siano ascoltate, non siamo “utenti social”, siamo umani in seria difficoltà che necessitano un autorevole coordinamento, e lei Mattei ha gettato il sasso, necessarissimo, del nuovo Partigianesimo, ma ora deve dirci qualcosa da questo sito e ovunque…

  18. Vedo nell’obbligo di green-pass per accedere all’ufficio postale per il ritiro della pensione un significativo ulteriore salto di qualità. Oramai è un’escalation, che magari subirà temporanei arresti o rallentamenti, per poi riprendere vigore a fronte di nuove immancabili emergenze.

  19. CHIEDO (a tutti) di concentrarsi solo sull’argomento che può allargare la platea noGP. Farlo è fondamentale.

    Stiamo TUTTI rischiando di PERDERE PER SEMPRE la SOVRANITÀ CORPORALE, di conseguenza non avrà più alcun senso la proprietà privata.
    Nessun altro argomento !!!

    SE perderemo il diritto di decidere del nostro corpo, sarà aperta la porta ad OGNI ABUSO (Basteranno i media a ricreare il PERICOLO di qualcosa per imporre trattamenti medici).

    Che ciò avvenga NON È INTERESSE DI NESSUNO

    SUL MIO CORPO DECIDO IO, SEMPRE E COMUNQUE !

    1. Andrea il suo cognome è molto nobile, e come Pietro dobbiamo a un secolo di distanza dover rivedere le stesse aberranti deviazioni del Potere dai più basilari criteri umanistici.
      Le misure in arrivo sono soltanto PUNITIVE e DISCRIMINATORIE, private ormai di ogni anche inventata giustificazione sanitaria, e anzi promulgate proprio con manifesta volontà di “eliminare il renitente”. L’aggressione biologica è LA PIU’ INFAME DELLE PRATICHE MILITARI, e nessuno la frena.
      Il CLN intanto tace, non agisce, neppure commenta queste invocazioni. Mattei, o chi per lui gestore di questo sito: MANIFESTATEVI E AGIAMO, e subito, grazie.

    2. Quando è stata varato il famigerato obbligo vaccinale, come ha ricordato Giorgio Agamben, l’articolo delativo della nostra Cosatituzione non è stato interamente citato, Il governo ha volujtamento non citato laddove si dice: “Il nostro coirpo è inviolabile e la salute personale non è sacrificabile alla tutela delkla salute pubblica”

  20. In quanto ultracinquantenne, oggi mi sono recato presso un hub vaccinale, di Roma, per sottopormi all’obbligatoria vaccinazione anti Covid. Ho compilato e consegnato la modulistica di consenso alla vaccinazione rifiutandomi di firmarlo così come predisposto. Ho altresì presentato modulistica alternativa sostituendo il consenso con riferimento all’obbligo introdotto dal decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1. Il personale medico ha rifiutato di somministrarmi il farmaco/vaccino. Prima di lasciare l’hub ho chiamato la polizia per presentare un esposto dichiarando che non ho potuto vaccinarmi poiché non ho voluto dichiarare il falso. Attenderò che il governo predisponga la modulistica corretta.

    1. Giampaolo Lei è un vero Uomo. Altrettanto si dimostrino (sta diventando una patetica supplica) al CLN finalmente AGENDO. Proclamare qualcosa di alto come il CLN e poi latitare dai fatti e dal proprio stesso sito è molto poco etico…

  21. Grazie per lo sforzo e la lucidità, si, anche io dire… Ma mi chiedo, perché invece di lasciare i giovani manifestanti sotto la gragnuola dei manganelli, non istituiamo anche in Italia – come in Inghilterra- il palco da cui a ciascuno sia consentito parlare, che sia luogo protetto, zona franca, per riaffermazione del principio della libertà (di parola, di espressione etc.).
    Mi metto comunque a disposizione
    Grazie
    Simonetta Lux

  22. Grazie per lo sforzo che state facendo, purtroppo penso che in questo momento storico italiano difficilmente riusciremo da soli ad uscire da questa situazione. Quindi a mio parere é’ necessario un aiuto esterno. Noi siamo membri dell’Europa e della NATO, per cui abbiamo il dovere di denunciare a loro il nostro stato attuale di totalitarismo fornendogli le opportune documentazioni ed esigendo loro un rapido intervento affinché venga bandito . Quindi se non ascoltati , dato che l’Italia è una nazione strategicamente appetibile per i vari blocchi , minacciare di chiedere aiuto, anche militare qualora sia necessario, altrove, denunciando di fatto il colpo di stato subito.

    1. Purtroppo invece direi estinto il CLN, nel mese più importante incapace persino di degnare di minima attenzione e risposta i qui presenti Partigiani isolati e abbandonati a se stessi. Resistenza ciascuno per sé, e so siamo bravissimi in ciò, ma avevo davvero creduto in Mattei, io miscredente per natura, e per natura non modificabile in sostanza. Senza ecamotage e privo di dogumenda sarò un paria con una luce tanta, e risplendendo come Libertà sa fare me ne andrò da questo mondo davvero infame.
      La bella che è prigioniera ha un nome che fa paura: Libertà Libertà Libertà!

  23. Magari il GP fosse solo schedatura mod. Cina !!!

    Il GP È la *DEFINITIVA* PERDITA del DIRITTO di DECIDERE del NOSTRO CORPO (di conseguenza non avrà più alcun senso la proprietà privata ! e sarà aperta la porta ad OGNI ABUSO, più che altro *iniezioni sperimentali* !).
    Senza il GP non si potrà vivere ! (no scuola, no lavoro, no cibo, no acqua, no assistenza medica, nessuna pratica amministrativa ! dovremo SOTTOSTARE A TUTTE le SPERIMENTAZIONI, con le quali otterranno ciò che vogliono ! OVVERO: sterilizzazione, depopolamento graduale, controllo totale (anche biologico) transumanesimo sperimentale. Questo è il PROGRAMMA GLOBALE dell’elite finanziaria del pianeta.
    ☝️☝️☝️di ciò dobbiamo avere piena coscienza e diffonderla…

    Siamo ormai abituati a “demandare” ad altri la maggior parte delle decisioni che CI riguardano. Ma un conto è SCEGLIERE SE demandare interventi sul proprio corpo, un conto è ESSERENE OBBLIGATI (altrimenti non vivi più…).

    Altri argomenti correlati:
    – NON c’è più il Diritto, inutile comprovarlo. Provate a fare tutte le azioni che vi pare ! SE, SE lo capirete sarà tardi.
    Sono TUTTI COLLUSI e agiscono in sinergia (devo elencare chi ?)
    – rimane comunque ASSODATO che decideranno altri per ciascuno di noi soprattutto in ambito medico (medici venduti e corrotti, sostenuti da altri “referenziatissimi” in TV, che ben coadiuvati utilizzano ogni mezzo possibile, mentre i migliori saranno sospesi, radiati, soppressi con infarti etc…).

    Hanno “creato” un virus in laboratorio P4 (in Stati che non hanno ratificato gli accordi internazionali attinenti ! …e non c’è solo Wuhan… !!!); lo hanno liberato (nel modo più opportuno); hanno “creato” i presupposti per 138K di decessi incenerendo i cadaveri (prove) vietando le autopsie (poi, a giochi fatti, la fuga di notizie da 2 primari di Pneumologia H Vigevano ha svelato il motivo dei decessi (strage programmata) e dopo 1,5 mesi OMS ha “scoperto” la stessa cosa !!!; hanno “manipolato” i dati; hanno creato e mantenuto il terrore e lo “stato di emergenza” col battage main-stream continuo; hanno messo le fazioni siV/siGP e noV/noGP una contro l’altra.

    Concludo: se non opponiamo la piena CONSAPEVOLEZZA di quale sia il PROGETTO GLOBALE e la DIFFONDIAMO, lo compiranno (nel mentre, TUTTI, anche i dissidenti, ci distraiamo da soli e col loro aiuto).

    Se non ci concentriamo su detto argomento base, ne prendiamo piena coscienza e lo diffondiamo senza polemizzare otterremo solo di procrastinare di poco (1 o 2 anni) il compimento del Progetto…
    (NB: Zio Bill “teme” il ritorno del vaiolo… e se non avremo ben chiaro il concetto “sul mio corpo decido io” sarà la fine)

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