MAURIZIO BOLOGNETTI: giornalista in sciopero della fame contro il regime

Dalle ore 23:59 del 06 giugno, Maurizio Bolognetti, giornalista e scrittore, collaboratore di Radio Radicale, Segretario dell’Associazione Radicali Lucani, ha ripreso lo sciopero della fame. Il motivo della sua lotta è, sin dal principio, la garanzia del pluralismo scientifico e delle opinioni. Troppo spesso si assiste all’annientamento del dissenso in pubbliche platee: luoghi preposti al dibattito, che dovrebbero favorire la dialettica, come i sistemi di informazione nazionali, negano ogni confronto. Anziché promuovere uno scambio proficuo tra opinioni, nell’interesse generale, per la costruzione di un pensiero critico e quindi incrementare il valore culturale della riflessione civica, ogni lettura alternativa a quella omologata (che taluni definirebbero “di sistema”) viene messa a tacere mediante veri e propri atti di censura. Per tali ragioni, Bolognetti, che da giornalista si sente investito di una funzione sociale importante, si accinge a superare il ventesimo giorno di sciopero della fame ad oltranza (azione nonviolenta, gioverà sottolinearlo, iniziata il 6 giugno). Nonostante i medici gli suggeriscano di interromperlo, a beneficio della sua salute, Egli non può tollerare quanto vede accadere e, in omaggio alla propria dignità professionale e umana, non demorde e combatte, ritenendo che solo la lotta nonviolenta possa assumere un significato tangibile ai predetti scopi, dando la veste di un grido acuto all’assordante silenzio in cui sono relegate le varie realtà particolari, come le definiva Pasolini, cioè i pensieri e le opinioni non omologate. Il digiuno di Bolognetti mira a garantire ai cittadini il diritto all’informazione trasversale, affinché, nel rispetto del loro diritto alla libera formazione di sé, essi possano scegliere come sviluppare le proprie opinioni. In particolare, l’azione del giornalista prende le mosse dalla mala gestione in materia di Covid, ove la narrativa scientifica sanitaria sconfessa ogni lettura alternativa della patologia e delle terapie praticabili, a detrimento anche della libertà di autodeterminazione delle cure, sancita dalla Costituzione all’art.32. Bolognetti afferma: “Questi 17 mesi di emergenza sanitaria sono ormai accompagnati da una conclamata emergenza democratica, che vive nel reiterato attentato ai diritti politici del cittadino (art. 294 c.p.)”. Fin dall’avvio della vicenda epidemiologica, non c’è stato alcun dibattito pubblico intorno alle origini della patologia, alle modalità per trattarla, alle prospettive di sviluppo dell’epidemia. Più di recente, anche la questione della vaccinazione è stata oggetto di una diffusione acritica dal punto di vista scientifico, giungendo a interessare perfino i bambini, soggetti a basso rischio di contagio, come dimostrato dagli andamenti epidemiologici fino ad oggi monitorati. Alcun confronto è stato offerto ai cittadini, che si sono visti negare ogni diritto all’informazione pluralista, come dimostrano le gravi vicende di censura che hanno colpito le poche voci spintesi nella ricerca di una conoscenza e di una cultura democratiche. Sulla scorta di una assunta verità scientifica, benedetta non si sa bene da quale demiurgo, si è squalificata ogni opinione altrettanto scientifica e si è castigato il dissenso con un’opera terrificante, dal punto di vista liberale e democratico, la cui maggiore estensione negativa è stata la proposta di legge sulle cosiddette fake-news. Come noto, però, le scienze molli, quale è la medicina, difficilmente sfuggono all’opinabilità delle teorie e degli approcci: tutti, ove tecnici, a parità di certezza o di incertezza scientifica, sono degni di rispetto e considerazione. Pertanto, risultano irragionevoli, ben prima che intollerabili, le prolusioni di verità assoluta che sgorgano da certe bocche. Ma ben più importanti appaiono i diritti fondamentali che fronteggiano la scienza e la tecnica; si tratta del diritto dell’individuo all’informazione piena e trasversale, alla scelta libera, all’autodeterminazione, alla libertà personale. Tutti questi diritti sono sì sacrificabili, occorrendo rifiutare un approccio che riconosca in alcuni dei “diritti tiranni”, nelle parole della Corte Costituzionale, ma il sacrificio ne è costituzionalmente legittimo solo in forza di un ragionevole e proporzionato bilanciamento. Bilanciamento che passa per il confronto e che deve avvenire oltre che nelle sedi istituzionali anche tra la collettività, senza che la struttura sociale del diritto possa essere immolata sull’altare di un’acculturazione omologata,che distruggendo le varie realtà particolari, le varie identità, toglie realtà ai vari modi di essere uomini e che, perciò, elimina ultimamente la democrazia stessa. Senza rischio di esagerazione. Per tutte queste ragioni, Generazioni Future, da sempre impegnata per una società civile che si snodi in contesti d’attuazione dei valori costituzionali, unica bussola cui orientare gli andamenti sociali, è vicina a Maurizio Bolognetti e ne sostiene la lotta, con l’occasione invitando tutti a riflettere, senza rinunciare mai alla fatica locupletativa della critica e del dubbio.

 

Firenze, 26/06/2021

5 commenti su “MAURIZIO BOLOGNETTI: giornalista in sciopero della fame contro il regime”

  1. Ci fossero uomini come il giornalista purtroppo troppo pochi. Però un eroe morto non può più combattere. Abbiamo bisogno di persone vive che sappiano portarci fuori da questo incubo.

  2. Mi associo a Silvana, Maurizio ha il mio cuore, tutto il mio sostegno morale, ma lo vogliamo in salute, c’è bisogno di una carica di uomini come lui, per incoraggiare alla determinazione ed alla Resistenza…..

  3. Secondo me , se tutti i sanitari che ricevono la lettera con l obbligo si riunissero davanti alla prefettura di ogni città , sdraiati per terra con cartelli che spieghino di iniziare tutti lo sciopero della fame… tanto se ti sospendono non puoi mangiare!!! Forse l opinione pubblica o i media li vedrebbero per forza per strada.

  4. Sinceramente io ho letto molte opinioni a favore e contro i vaccini, malgrado la dittatoriale censura di cui parlate, ed ho deciso da che parte stare in piena autodeterminazione! E mi sono vaccinata cosciente di correre anche qualche rischio…
    Ma anche se esco di casa a piedi per andare a comprare il giornale corro il rischio di essere investita e non tornare…e quindi?
    O la vostra autodeterminazione significa che dovete per forza essere dalla parte della ragione?
    Rispetto, come sempre ho rispettato Marco Pannella, il giornalista in sciopero ma penso anch’io che sarebbe più utile da vivo alla vostra causa.
    Grazie

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