La Mozione della Presidenza – Prima Assemblea Generazioni Future

PRIMA ASSEMBLEA DELLE SOCIE E DEI SOCI
Generazioni Future, Società Cooperativa di mutuo soccorso “Stefano Rodotà”
Sabato 27 Marzo 2021 – ore 10:00

Convocazione dell’Assemblea: https://generazionifuture.org/prima-assemblea-di-generazioni-future-27-marzo-2021-ore-1000/

MOZIONE DELLA PRESIDENZA

. Il contesto

La situazione politica nazionale si è paralizzata in una postura miope, bigotta e acritica. I partiti sono ai piedi della finanza in modo anche simbolico, con un Presidente del Consiglio che semplicemente tira dritto, con un atteggiamento ancora autoritario, lasciando che “ai suoi piedi” gli esponenti di una classe politica in somma parte incompetente ingaggino piccole risse prive di senso.

La leadership del solo partito “di opposizione” da destra, viene cooptata nell’Aspen Institute, il più rispettabile fra i tanti think tanks atlantisti che circoscrivono l’agibilità politica italiana.

E’ verosimile che questo quadro porti a una ristrutturazione del potere in chiave presidenziale ed autoritaria allo scadere del mandato presidenziale di Mattarella, con Draghi al Colle, e solo allora elezioni. Quello che ne sarà l’esito finale, l’allineamento dell’Italia come colonia atlantica sarà garantito, così come un’ulteriore spostamento verso politiche oligarchiche ed autoritarie disposte a reprimere le proteste che seguiranno la prevedibile macelleria sociale col “metodo forte”.

Questo quadro è in completo contrasto, teorico e di prassi, nei confronti di qualsiasi politica fondata sui beni comuni. A prescindere dalle privatizzazioni del settore pubblico, di cui Draghi è stato uno dei principali artefici fin dal 1992, pretendendo nei fatti la restituzione con interessi del denaro del Piano Marshall, la ristrutturazione politica in atto è strutturalmente avversa ai beni comuni.

Infatti il disegno verticistico/finanziario volto a riprodurre anche per il nostro paese un assetto istituzionale più agevolmente controllabile dall’asse finanziaria Wall Street/City of London, di cui Draghi è espressione, si pone agli antipodi di quel grande disegno di diffusione del potere e inclusione degli esclusi (al fine di creare intelligenza ecologica di lungo periodo) che è stato la cifra del Comitato Rodotà e che sta nel DNA della nostra Cooperativa.

La ristrutturazione in corso non è diversa nello spirito (sebbene sia ancor più pericolosa) di quella messa in campo nel 2011 con il Governo Monti in risposta al referendum sui beni comuni. Un anno di pandemia, pur con gli abusi e le improvvisazioni del Governo Conte, aveva tuttavia mostrato in modo inaspettato che la politica può imporre la propria volontà sui pilastri della finanza, un tabù per il capitalismo. Libertà di impresa e proprietà privata sono state limitate attraverso le chiusure, i blocchi dei licenziamenti, la sospensione degli sfratti, e i sussidi di varia natura. Queste possibilità del politico minano la fede nella naturalità e immodificabilità dell’ordine economico costituito, proprio come il referendum del 2011 lo fece per la naturalità delle privatizzazioni.

Ebbene questa evocazione può aprire pericolosi desideri di cittadinanza e partecipazione che le oligarchie non possono tollerare. Draghi rappresenta la restaurazione del Leviatano economico-finanziario  come solo gestore dell’emergenza. La regia della trasformazione deve restare nelle mani del capitale con le sue soluzioni tecnologiche “naturali” e indiscutibili proprio come le istituzioni fondamentali del capitalismo globale.

Per contrastare questa deriva occorre un deciso cambio di passo e la ricerca di modalità rinnovate di azione che consentano un coinvolgimento più diretto dei territori nella nostra azione e la conseguente trasformazione della Cooperativa in una organizzazione politica olistica di ampie dimensioni.

. Generazioni Future: il presente e il futuro

Già nei due anni di vita del Comitato Rodotà avevamo indicato come i beni comuni fossero il solo modo di porre un freno, e forse anche un inversione di rotta, ad un processo sociale di progressiva concentrazione di risorse e potere dalle conseguenze ecologiche catastrofiche.  Abbiamo osservato come la strategia del potere costituito sia il “divide et impera” che strumentalizza la paura per costruire opposte tifoserie. Tale strategia è evidentissima e serve a trasformare il cittadino in consumatore o addirittura in merce o in paziente.

Per contrastare questa strategia Generazioni Future si propone come una nuova soggettività politica che unisca e non divida, che valorizzi e faccia sintesi fra i diversi, proprio per superare il pietoso spettacolo dei battibecchi e degli insulti che va in onda ogni sera.

Con le nostre limitate energie  e sempre utilizzando la forza della ragione, in questi mesi siamo intervenuti in tutti i più spinosi ambiti della contesa politica, valorizzando le prospettive di tutti al fine di raggiungere quella visione critica di sintesi che ci permetta di svilupparci fino a poter diventare una organizzazione di massa.

Siamo intervenuti sulla illegalità diffusa dalla logica dei DPCM e da quella del “prendere o lasciare” che accompagna il nostro diritto ad esempio quello del lavoro e della privacy, della libertà di informazione, di movimento, e molte altre questioni ancora tramite l’Osservatorio per la Legalità Costituzionale. Abbiamo svolto azione giuridica a tutela delle generazioni future e per il pieno riconoscimento del principio di precauzione, in ambito di inquinamento elettromagnetico; e da ultimo anche nella spinosa materia vaccinale, oggetto di opposte tifoserie, valorizzando l’obbligo di informazione, trasparenza, tutela e consenso informato. Siamo intervenuti con spirito di servizio a tutela del diritto all’istruzione facilitando la nascita del gruppo scuola bene comune; abbiamo provato a dare contributi concreti per ovviare alla disperazione diffusa ed esacerbata dalla pandemia attraverso le politiche del cibo bene comune.

Per creare il senso critico e l’apertura mentale necessaria per andare oltre le contrapposizioni divisive, artatamente enfatizzate dalla strategia del divide et impera, abbiamo continuato a lavorare alla campagna di eco alfabetizzazione, mai interrottasi, sopratutto con il Forum Tramandare e con la pubblicazione sul nostro sito di notizie ed informazioni che stimolassero la riflessione e il pensiero critico.

Nel corso del nostro cammino ci siamo resi conto di come sia difficile superare il settarismo e l’identitarismo, la tendenza, esasperata dall’attuale sistema delle “eco-chambers”, di parlare  solo con chi la pensa già come noi. Abbiamo fatto innumerevoli sforzi di inclusione e dialogo con tutte le realtà, anche le più identitarie, e abbiamo lavorato, e continuiamo a lavorare, alla costruzione di una Rete per i beni comuni, che leghi fra loro organizzazioni diversissime.

Abbiamo fatto sforzi enormi per immaginare una comunicazione capace di semplificare temi, per loro natura complessi come i beni comuni e la soggettivizzazione delle generazioni future, senza mai scadere nella propaganda facile. Per questo dobbiamo ringraziare il nostro gruppo comunicazione.

Siamo giunti a questo appuntamento in un buon numero ma è ovvio che per reinventare la politica, restituendole una dimensione olistica, servono numeri ben diversi di consapevolezza e protagonismo, e su questo dobbiamo lavorare molto per moltiplicare la nostra base.

Oggi facciamo un altro passo avanti nel nostro cammino, dandoci per la prima volta un’organizzazione più strutturata, che tuttavia non frustri in alcun modo il protagonismo e l’iniziativa di ogni persona azionista. Sarà un’organizzazione ancora provvisoria che sperimenteremo fino alla fine del 2021, quando anche questa Presidenza, come già ora il Segretario Luigi De Giacomo, si farà da parte. In quella data scadrà anche l’intero CdA, ad eccezione delle due persone che eleggeremo oggi e di Giuseppe Mastruzzo, eletto dall’Assemblea dei Soci per garantire continuità nel lavoro di Tesoreria.

In questi mesi l’obiettivo deve essere quello minimale di decuplicare i nostri azionisti attraverso l’impegno di prossimità di ciascuno di noi, ma sopratutto sviluppando una identità politica più definita e riconoscibile, adatta alla drammaticità della fase che stiamo vivendo.

Più volte abbiamo ripetuto, nelle lotte per i beni comuni, che “chi dorme in democrazia si sveglia in dittatura”. Ecco, purtroppo, non ho timore di dire che il disimpegno politico e la cittadinanza ridotta a merce ci hanno portato ad una condizione, anche se non di dittatura conclamata, certamente di un regime molto pericoloso per la democrazia.

Il “rinvio” delle elezioni amministrative, accettato dai più come normale prassi in epoca pandemica, è un episodio di enorme gravità politica. I consigli comunali sono eletti per cinque anni e dopo la data di scadenza essi non hanno alcuna legittimità, e costituiscono soltanto un inutile costo ed una foglia di fico per la sospensione della democrazia. Credo che questa mozione, in attesa di un più articolato documento dell’Osservatorio permanente per la Legalità Costituzionale, che sta svolgendo un lavoro importantissimo, non possa che includere un invito alle dimissioni di tutti i consiglieri comunali e le giunte in scadenza, o quanto meno la devoluzione di stipendi illegittimi al sostegno di chi è in difficoltà per la crisi  pandemica. Quegli emolumenti sono, non differentemente dai guadagni osceni di Amazon e delle piattaforme, nonchè dei grandi gruppi di distribuzione che si avvantaggiano della chiusura delle piccole attività, dei profitti “da pandemia” che, proprio come i profitti da guerra, andrebbero restituiti nella loro componente ingiustificata.

Le condizioni attuali richiedono un impegno concreto e visibile di militanza competente e con la schiena dritta, per i beni comuni e per le generazioni future. Abbiamo provato a stimolare, per tornare in piazza e ai banchetti, un referendum sulla sanità, ma non abbiamo avuto la forza di dargli concretezza, nei tentativi di confronto portati avanti, e abbiamo avuto l’umiltà e il buon senso di non tentarlo da soli.

La partecipazione politica tuttavia sopratutto in fasi drammatiche come la presente, ha bisogno di obiettivi diretti e concreti. Solo nella concretezza di campagne comuni, non specialistiche, capaci di coinvolgere tutte le persone stimolandole a pensare i cambiamenti necessari nel proprio territorio e a immaginare insieme le condizioni per poterlo fare, alla luce del ripensamento radicale che la teoria e la prassi dei beni comuni illuminano, si può estendere l’impegno e la militanza.

. Futura: Torino e Castelfidardo

Per questo a Torino, questo vostro Presidente ha deciso di lanciare direttamente la sfida di una lista Futura per le elezioni amministrative. Una lista per i beni comuni che sia essa stessa un bene comune, da curare e far crescere insieme in modo radicalmente trasversale nella composizione sociale e nelle alleanze, determinate e valutate unicamente alla luce delle condizioni locali, per unire i diversi in un progetto trasformativo del territorio in nome dei beni comuni e della lotta alla concentrazione del potere nelle mani delle oligarchie.

Una lista che sia non solo partecipazione a un appuntamento elettorale ma processo condiviso di ecoalfabetizzazione concreta, produzione di intelligenza collettiva benicomunista, collegata alle concrete necessità del territorio.

E’ stata una decisione oggi condivisa, anche con entusiasmo, dalla nascente organizzazione territoriale di Generazioni Future Piemonte, che, convintamente, riteniamo essere una percorribile modalità concreta di lotta e mobilitazione sui territori al fine ultimo di generare concretezza politica e allargare così consenso e base sociale per la visione dei beni comuni e per l’ampliamento della nostra organizzazione nazionale.  Almeno un’altra realtà, Castelfidardo, sta percorrendo una tale strada creando una locale lista Futura aperta a ogni alleanza locale con la sola discriminante antifascista. Liste “Futura” che, anche se separate formalmente da Generazioni Future, si ispirano al nostro percorso, lo interpretano secondo le condizioni e con alleanze locali e operano per rendere concreta ed operativa la nostra lotta allargando di conseguenza la nostra base azionaria. Riteniamo che queste esperienze civiche fatte da nostri azionisti e militanti vadano incoraggiate e sostenute senza riserve come una importante strategia per rendere conoscibile diffuso il nostro operare. E’ evidente che l’impegno eventuale di alcuni territori in esperienze civiche costituisce una delle modalità di lotta per i beni comuni, che ha senso solamente nella misura in cui sia condotta insieme alle altre modalità fin qui sperimentate.

. L’ assetto provvisorio proposto

Abbiamo raccolto le disponibilità e contato sulle forze che, concretamente, si sono mobilitate in questi mesi: abbiamo ritenuto di fare una proposta di presidenza per i mesi a venire che tenga conto delle disponibilità immediatamente richieste all’azionariato, dei talenti accertati e delle necessità di creare le condizioni, nel nostro processo in divenire, per una futura organizzazione di massa volta a trasformare capitale in eccesso in beni comuni. In ogni contesto, libera da condizionamenti autoritari e neoliberali, insomma una vera e potente cooperativa delfino con persone, diverse nei tratti e nella sensibilità, ma  stabilmente collegate e capaci di mobilitarsi per i beni comuni e le generazioni future, definendo insieme le modalità.

La proposta di Presidenza prevede per l’Assemblea, che non è stato possibile organizzare in presenza essendo venuta meno l’accessibilità del Teatro Odeon a Firenze, causa pandemia, un voto per i candidati selezionati tra i curricula arrivati, e che ringraziamo tutte e tutti, per il completamento del CdA in vigenza: ciascuno potrà esprimere due preferenze sulle candidature, e verranno eletti i due più votati (di cui avete già ricevuto i curricula con questa comunicazione a mezzo email).

Non voteremo invece sulla segreteria politica, o meglio essa sarà approvata qualora questa mozione di presidenza venga approvata, e agirà con la piena copertura di questa Presidenza, elaborando la linea delle priorità della nostra organizzazione e perseguendo l’obiettivo di trasformarla dal nascente soggetto attuale ad un’organizzazione di massa.

Sono in corso i primi lavori per una revisione statutaria, per un regolamento generale, per la segreteria operativa e per i dipartimenti previsti nell’attuale statuto. La nostra proposta è che la nuova Segreteria politica possa agire in contatto con tutti i dipartimenti che nei prossimi mesi si organizzeranno per funzioni, con le persone referenti di ciascuno di esse, (es: dipartimento eco-alfabetizzazione con funzioni,ad esempio scuola, tramandare, arte, ciascuna con una persona di riferimento), e che potrà contare sulla segreteria organizzativa e sul gruppo comunicazione (che a sua volta animerà il dipartimento relativo). Particolarmente importante sarà il suo ruolo nello stimolare la nascita di nuove organizzazioni territoriali, nonchè di mantenere i contatti istituzionali, un lavoro in corso da molti mesi per una legge sui beni comuni, magari delegando chi fin qui sta già operando.

Tenuto conto delle disponibilità ricevute, e dei percorsi fin qui già condotti, indichiamo perciò, in partenza, una composizione ridotta di cinque membri qui indicati con a fianco il territorio di appartenenza:  Alessandra Camaiani (Toscana); Federico di Pasqua (Lazio), Claudio Mezzavilla (Piemonte), Giusi Vanadia (Sicilia); Sheila Morganti (Marche).

Alla guida della segreteria politica, ci saranno due coordinatori, con ruolo anche di portavoce nazionale, nelle persone di Alessandra Camaiani e Federico Di Pasqua.

La segreteria politica potrà delegare singole funzioni, eventualmente cooptare nuovi membri fino a un massimo ipotizzato in 15 persone, sulla base degli allargamenti territoriali in corso, e dovrà provare a scongiurare ogni burocratizzazione dei processi mantenendo tuttavia un ordinato funzionamento.

Nel selezionare questo gruppo, e nel ringraziare non solo quanti abbiamo pensato di chiamare a farne parte ma anche tutti coloro che si sono messi a disposizione per questa e le tante altre funzioni essenziali per il funzionamento del nostro organismo, non abbiamo avuto alcuna difficoltà a riflettere nella prassi le considerazioni avanzate dal gruppo transtematico di genere.

Entro il mese di giugno si terrà una Assemblea straordinaria (che vorremmo assolutamente in presenza) che avrà come scopo di operare i cambiamenti statutari che i gruppi di lavoro proporranno ed eventualmente votare  su altre scelte organizzative regolamentari  o scelte fra diversi candidati che la segreteria politica, sentiti tutti i gruppo di lavoro, proporrà a questa presidenza che ne farà sintesi.

L’obiettivo è la moltiplicazione numerica degli azionisti e la continuazioni  ed il potenziamento delle vertenze territoriali in cui il nostro apporto sarà richiesto o proattivamente proposto da noi.

Torino/Napoli 21 marzo 2021

Ugo Mattei
Alberto Lucarelli

 

QUI PER SCARICARE IL PDF DELLA MOZIONE: https://generazionifuture.org/wp-content/uploads/mozione-della-presidenza-assemblea-27-marzo-2021.pdf

2 commenti su “La Mozione della Presidenza – Prima Assemblea Generazioni Future”

  1. Approvo. Pensare mondialmente, organizzarsi nazionalmente, agire territorialmente. Cercare di fare proseliti tra i giovani e le donne, i soggetti storicamente e attualmente più colpiti, discriminati e sottopagati in ambito lavorativo e di carriere, quantomeno nel nostro Paese. Lungimiranza, pazienza e gioia siano sempre con noi.

  2. Buonasera,
    tutto condiviso e approvato in pieno!
    L’unica pregiudiziale e che, alla “sola discriminante antifascista”, piacerebbe vedere aggiunta anche quella anticomunista! Non foss’altro per ciò che a ben guardare, abbiamo potuto valutare con l’avvento degli ultimi anni di governo, ove comunismo non ha più alcun connotato con ciò che avrebbe dovuto rappresentare il comune senso d’origine!

    Forse si dovrebbe forgiare un nuovo e più adeguato termine, per dare un vero valore alla terminologia con cui si condivide l’amore per la politica vera!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su