Tutela della salute dei bambini, elettrosmog e principio di precauzione. Ci sarà pure un giudice a Strasburgo!

Le frontiere transnazionali della lotta per l’ecologia del diritto saranno sotto gli occhi della cultura giuridica di tutto il mondo. Entro aprile 2021 Generazioni Future si costituirà in giudizio davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La difesa dall’inquinamento elettromagnetico deve avere un pieno ed effettivo accertamento giudiziario

di UGO MATTEI

 

⚈ La battaglia giudiziaria condotta dai genitori di Frossasco contro l’installazione di una super antenna davanti alle aule scolastiche dei propri figli l’abbiamo raccontata nei tre articoli precedenti su Italia Libera lunedì 30 novembremartedì 8 e lunedì 14 dicembre. Esauriti i rimedi nazionali (almeno quelli ottenibili in tempi ragionevoli), le generazioni future hanno ora sei mesi per ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) di Strasburgo.

Questa Corte, istituita nel 1950 tramite un Trattato promosso dal Consiglio d’Europa, ha il compito di vigilare sul rispetto della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo entrata in vigore nel 1953. Il Trattato internazionale è oggi sottoscritto da tutti i 47 Stati membri del Consiglio d’Europa (la grande Europa dei diritti), ventisette dei quali sono membri dell’Unione Europea (la piccola Europa dell’economia), e fissa dunque parametri normativi vincolanti in tutto il continente.

Si tratta di materia giuridica assai complessa. Fortunatamente anche in questa fase del giudizio le generazioni future di Frossasco possono contare su un’assistenza tecnica di grande valore. Siamo ora assistiti infatti (come sempre pro bono) dal prof. Pasquale de Sena, uno dei più importanti esperti di questo genere di ricorsi internazionali (membro dell’Osservatorio Permanente per la Legalità Costituzionale/Rodotà), e dal suo gruppo. Insieme abbiamo stabilito che è quella di Strasburgo la via che, in punto di diritto, le generazioni future devono intraprendere per alzare il livello dello scontro giudiziario.
Siamo in effetti alle frontiere transnazionali della lotta per l’ecologia del diritto e quindi sotto gli occhi della cultura giuridica di tutto il mondo. Proprio in queste settimane, la Cedu ha ammesso il ricorso di un gruppo di ragazzini portoghesi che, in nome delle generazioni future, hanno convenuto i 47 governi membri del Consiglio d’Europa per omissione di politiche efficaci nella lotta al riscaldamento climatico, lesivo del loro diritto alla salute e all’aspettativa di vita .

Dopo il successo olandese nel caso Urgenda, siamo qui a un ulteriore passaggio cruciale nel riconoscimento dei diritti delle generazioni future in quanto tali, di assai buon auspicio anche per Frossasco, considerato che l’accesso alla Cedu è concesso in circa il 10% dei casi che le vengono sottoposti. Sul piano politico, in particolare, è cruciale collegare riscaldamento globale ed elettromagnetismo in una narrazione giuridica comune, capace di obbligare in tutto il mondo ogni decisore, pubblico o privato, a prendere in considerazione impatti catastrofici ancorché lungolatenti pure nelle ipotesi in cui essi non siano scientificamente certi ma solo probabili.

I profili di rilevanza Cedu sono parecchi. Innanzitutto la salute e la vita privata (artt. 1 e 8), diritti fondamentali per la Cedu, sono messi gravemente a repentaglio da una lettura erronea del principio di precauzione, che dia carta bianca ai governi nazionali escludendo in pratica il controllo giudiziario. Nel caso Frossasco, le generazioni future vogliono veder riconosciuto il principio di precauzione come effettivo strumento giuridico di tutela della salute e della vita privata e familiare, superando le burocratiche e formalistiche interpretazioni della magistratura torinese. Frequentare la scuola in un’oasi il più possibile incontaminata da elettromagnetismo, senza che i genitori debbano essere sottoposti a stress per il timore di danni lungolatenti alla salute dei propri bambini, è un diritto protetto dalla Convenzione.

In quanto tale la tutela della salute deve essere oggetto di un pieno ed effettivo accertamento giudiziario (in tempi ragionevoli) alla luce del principio di precauzione (diritto contenuto nel trattato Unione Europea che lega fra loro 27 Stati membri fra cui l’Italia). Esso non può certo essere a priori escluso dal semplice rispetto (meccanicisticamente accertato da parte di un agenzia di dubbia indipendenza come l’Arpa) di parametri formali, contenuti in un atto della pubblica amministrazione, per giunta datato come il Dpcm del 2003. Non verificare in concreto l’impatto sulla salute dei bambini costituisce dunque lesione degli artt. 1 e 8 della Convenzione.

Non solo. L’atteggiamento autoritario, burocratico e punitivo della magistratura torinese nei confronti di cittadini che usano le Corti di giustizia nel pubblico interesse non può rimanere privo di sanzione in quanto gravemente contrario alla lettera e allo spirito di una Convenzione volta a promuovere sopratutto i diritti umani e la legalità democratica. Gli avvocati delle generazioni future vanno incoraggiati (come avviene in Brasile o negli Stati Uniti con la dottrina del cosiddetto private attorney general), non colpiti con pesanti condanne alle spese per scoraggiarne l’attivismo. Una democrazia matura deve offrire ambiti di critica giuridica alle scelte dei legislatori, particolarmente perché questi sono sempre più alla mercé dei poteri forti e dei loro dispositivi di cattura ideologica e materiale (se non direttamente di corruzione).

La costruzione di nuove istituzioni dei beni comuni, capaci di presiedere a una riconversione ecologica dell’economia, passa attraverso la caparbia ricerca di corti ancora in grado di distinguere il Diritto in senso alto dal pugno sul tavolo di un legislatore (o di un amministratore) colluso. L’interesse delle generazioni future non può essere sacrificato a quello del capitale pronto a tutto visti i profitti promessi dal 5G. Ci sarà pur un giudice a Strasburgo! (4. Fine).

Qui l’articolo su Italia Libera:

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