Vaccinazione coatta ed esercenti professioni sanitarie: quale libero consenso entro l’imposizione legale?

Vaccinazione coatta ed esercenti professioni sanitarie: quale libero consenso entro l’imposizione legale?

L’Osservatorio Permanente della legalità costituzionale si interroga circa la compatibilità costituzionale della vaccinazione coatta, di recente introdotta dal dl n. 44/21, prendendo atto che l’Italia è l’unico Stato in Europa ad aver adottato una simile misura.

In particolare, i giuristi che lo compongono ravvisano i seguenti rilievi di incostituzionalità:

1) l’introduzione di un trattamento sanitario obbligatorio a natura sperimentale, come tale connotato da incertezza scientifica circa i rischi connessi alla somministrazione per la salute di chi lo riceve, pare violare il diritto alla salute degli obbligati e il principio di precauzione;

2) l’introduzione di un trattamento sanitario obbligatorio in assenza di una significativa capacità  schermante verso i terzi non giustifica la prevalenza dell’interesse generale sul diritto individuale alla libera scelta delle cure;

3) non può introdursi legittimamente un apparato sanzionatorio che, facendo leva sulla paura di perdere il lavoro, entri in contrasto con il principio lavorista, fondativo della forma stessa di Stato e come tale non bilanciabile, nemmeno con diritti di rango primario, qual è la salute;

4) la normativa introdotta viola il principio di ragionevolezza laddove esige un consenso, che si connota ordinariamente quale libero e volontario, a fronte dell’imposizione del trattamento sanitario. I giuristi lamentano, inoltre, la mancanza di un modulo del consenso contenente una terza formulazione: costretto, tuttavia accetta.

L’Osservatorio analizza ulteriori aspetti, relativi ai motivi per cui un soggetto potrebbe scegliere in questa fase di non sottoporsi al vaccino (paura, non necessariamente irragionevole, circa possibili rischi; attesa di più completa sperimentazione; sfiducia nelle multinazionali che traggono profitti; opacità dei contratti di approvvigionamento; intime convinzioni, ragioni di solidarietà verso i più fragili, motivi religiosi), contesta l’ordine sanzionatorio introdotto dal decreto, che avvantaggia in modo illogico i dipendenti dei grandi datori su quelli dei piccoli operatori del comparto sanitario -discriminandoli- e, soprattutto, si domanda se l’atto avente forza di legge, dotato di instabilità fino all’approvazione del Parlamento, possa essere uno strumento corretto per l’imposizione di un trattamento sanitario per cui la Costituzione prevede una stretta riserva di legge.

Abstract del documento allegato

Il presente lavoro ha lo scopo di porre in luce alcuni rilievi critici sorti intorno all’imposizione vaccinale per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario, introdotta con il D.l. n.44/21. In particolare, ci si soffermerà sulla incompatibilità ontologica del consenso richiesto per un trattamento farmacologico non scelto nel libero esercizio dell’autodeterminazione terapeutica, ma previsto dalla legge e, come tale, eventualmente accettato solo per la sua osservanza ovvero per il rischio delle sanzioni connesse alla violazione del dovere.

Clicca qui per scaricare il documento prodotto dall’Osservatorio

30 commenti su “Vaccinazione coatta ed esercenti professioni sanitarie: quale libero consenso entro l’imposizione legale?”

  1. Non è possibile che in un Paese come il nostro ci siano questi soprusi che vanno a sconvolgere la vita delle persone con il fine di ridurci schiavi del sistema. Si devono ad ogni costo trovare appigli alle Leggi internazionali (Oviedo e Norimberga) altrimenti sarà la fine. Da qui’ al 2027 con due vaccini l’anno di due dosi ciascuno, e non dico altro..

    1. Guarda, in America la Pfizer ha fatto un contratto con il governo, per 380 milioni di dosi AL MESE. Perciò scordatevi la storiella delle due o tre dosi all’anno.

  2. Claudia Vittone

    Sostengo la libertà individuale del personale sanitario e suggerisco di enfatizzare la giusta definizione del farmaco che viene inoculato: si tratta di un “medicamento sperimentale”, e non di vaccino -come viene erroneamente indicato. Si tratta di una differenza sostanziale! L’inconscio collettivo (cioè la massa) riconosce come salvifico un vaccino… diverso sarebbe individuarlo come medicamento per di più sperimentale…

    1. Esatto! Quando cinsara un vaccino che previene l infezione lo faremo, al momento non abbiamo nè un vaccino ne u farmaco che previene l infezione.. e quanto riguarda la tesi che sostiene che salva dalle complicazioni , baggianate in quanti si hanno complicazioni che portano alla morte con la somministrazione stessa del farmaco genico sperimentale, e chi non muore e si è ammalato è finito anche All ospedale in gravi condizioni, e il 95% della popolazione non vaccinata che entra in contatto col virus se lo
      Prende in forma asintomatica, e chi è stato contagiato dalla variante ha a sua volta contagiato quindi qs farmaco sperimentale non protegge ne contagio,ne dall infezione perché non la previene , ne dalla forma grave ! Serve solo a sperimentare farmaci genici .

  3. Ilaria canalini

    Buongiorno.
    Una riflessione in merito al “Senso di Responsabilità” nei confronti della collettività.
    Ma sottoporsi ad una terapia farmacologica come quella dei prodotti Astrazeneca, Johnson&Johnson, Pfizer e Moderna, che è chiaramente sperimentale, come riportato dal simbolo presente sulle confezioni dei farmaci Vaxzevria di Astrazeneca, Janssen di Johnson&Johnson, Comirnaty di Pfizer e Moderna mRNA-1273 di Moderna, ovvero il triangolo equilatero rovesciato di colore nero che inquadra i farmaci come sottoposti a monitoraggio addizionale, come può intendersi un gesto responsabile?
    Mi spiego: i suddetti farmaci sono sperimentali e pertanto non abbiamo idea delle reazioni avverse medie e/o gravi e come tutte le cose nuove, che si sperimentano, certamente produrranno danni che inevitabilmente si riverseranno sulla collettività sia con aspetti pratici quali il doversi assentare dal lavoro se non al rinunciarvi, l’esigenza di terapie specifiche piuttosto che assistenza continua da cui ne deriva un danno di natura psicologica che si estende ai parenti prossimi del danneggiato e tutto questo inevitabilmente coinvolge la collettività che ne paga il prezzo. Ecco..ma questo è un agire da responsabili? Per una malattia che ha cure anche a basso costo? E ancora: ma è responsabile lasciare deliberatamente decadere l’intera economia di un paese per una malattia che ha cure? E ancora: ma è responsabile rilegare la salute fisica al solo preservare la fisicità dimenticando che la specie umana è composta da più parti e che la sua salute deve considerarle tutte? E potrei andare avanti; qui non si tratta di responsabilità collettiva ma piuttosto di negligenza collettiva nel persistere a non voler conoscere, indagare quei temi che sorreggono un sano sviluppo della collettività

  4. Carlo Alberto Graziani

    Pongo queste domande che mi sembrano centrali e concrete:
    1. Esiste il rischio che un sanitario asintomatico trasmetta il virus ai pazienti con cui entra in contatto i quali potrebbero anche morire?
    2. Tra la violazione del diritto alla salute di un sanitario obbligato a vaccinarsi e il diritto alla salute dei pazienti di quel sanitario cosa deve prevalere?
    3. Chi deve prevalere tra un sanitario che intende far valere il suo diritto di libertà, e cioè il suo diritto a non sottoporsi al vaccino, e uno o più soggetti malati o fragili che hanno diritto di essere curati in sicurezza quando sono ricoverati in strutture dove quel sanitario presta la sua opera professionale o quando comunque entrano in contatto con lui per motivi di cura?
    4. Per quanto riguarda la somministrazione dei vaccini si può parlare, come fa il documento giuridico sull’obbligo vaccinale, di “natura sperimentale” e di “incertezza scientifica” quando si sa che la fase sperimentale di base è stata già effettuata e quando la gran parte degli studiosi più autorevoli in tutto il mondo afferma – e la realtà concreta soprattutto in alcuni paesi dimostra – non già l’assenza (come è scritto sempre in quel documento), ma la presenza nella vaccinazione “di un significativo grado di certezza scientifica circa la sua effettiva capacità salvifica verso i terzi”?
    5. E’ una scelta autenticamente e socialmente solidaristica quella del sanitario che per tutelare i suoi pazienti si vaccina rinunziando al suo diritto di non farlo oppure quella indicata dal documento giuridico del sanitario che non si vaccina per permettere a un soggetto fragile di vaccinarsi al suo posto?
    Carlo Alberto Graziani

    1. Caro Carlo Alberto,
      Ti rispondo io punto per punto.
      1. Il rischio di cui parli sussiste sia in caso di sanitario vaccinato che non vaccinato.
      Tant’è, che i dispositivi di protezione non vengono meno per chi si vaccina. E speriamo siano efficaci!
      Esiste infatti, altrettanto, il rischio rovesciato per cui un paziente asintomatico potrebbe trasmettere il virus a un sanitario con cui entra in contatto e, per l’effetto, cagionare la morte del professionista.
      2. Quanto al bilanciamento tra i due diritti confliggenti, di cui domandi, occorre precisare che non appaiono sussistere i presupposti giuridici per far prevalere l’interesse generale sul diritto individuale.
      Nelle parole della Corte Costituzionale e tra le rime della Carta, infatti, l’imposizione di un trattamento sanitario si giustifica legittimamente solo ove quel trattamento abbia una capacità salvifica certa o prossima alla certezza verso i terzi.
      Tuttavia, come si ricava da una attenta lettura del documento, la circostanza non è integrata nel caso di specie, stando alla documentazione ufficiale rilasciata da EMA e nel testo dell’Osservatorio debitamente richiamata.
      Nemmeno, preme osservare per completezza, il trattamento sanitario di cui è causa comporta un beneficio certo per chi subisce il trattamento. A sostegno dell’assunto valga considerare la possibile ricaduta nella malattia da parte dei soggetti già vaccinati.
      Rammento, infine, ma solo per ricordarlo a me stessa, che il diritto di un soggetto leso mediante l’imposizione di un trattamento sanitario obbligatorio è principalmente quello alla libera autodeterminazione di sè e, ma solo eventualmente, la salute.
      Magari, in relazione al carattere sperimentale di questo trattamento, saranno possibili lesioni di entrambi i diritti, salute e libertà di scelta delle cure, ma solo le dinamiche concrete ce lo potranno confermare.
      3. Per rispondere alla Tua terza domanda, rinvio ai punti precedenti, ancora una volta rimandandoTi al documento, ove, con la miglior cura, è stato rappresentato che le ragioni ipotetiche che conducono un soggetto a scegliere di non vaccinarsi, allo stato dei fatti, allo stato dell’arte, e in questo frangente temporale, non sono superficialmente riducibili a “far valere il suo diritto di libertà, e cioè il suo diritto a non sottoporsi al vaccino”.
      Ragioni ben più profonde, eventualmente, che scavano i solchi della solidarietà cui Ti appelli, ma solo in parte, possono anzi fondare una scelta tanto delicata, che non deve essere svilita in una contrapposizione troppo semplicistica tra “i cattivi che non vogliono morire” e “i buoni che, per colpa loro, muoiono”.
      Non è così, come ho appena cercato di dimostrare con gli argomenti e non con corrive dichiarazioni.
      4. Sul punto, caro Carlo Alberto, non raccolgo l’insinuazione di trasandatezza di cui tacci implicitamente il documento, poiché mentre quello riporta puntualmente riferimenti ufficiali, estratti dai siti degli organi preposti alle valutazioni sui vaccini (e mi rendo conto della complessità del linguaggio tecnico e inglese), trovo le Tue considerazioni sbrigative e non strettamente giuridiche quale è il piano del discorso dell’Osservatorio.
      Mi permetterai, ma mi limito a considerare come sia singolare la Tua risolutezza di fronte alle -drammatiche- incertezze della stessa EMA, la quale anzi dichiara di avere dovuto seguire una “via spedita” per l’approvazione dei vaccini Covid, ponendo a confronto questa con il modo ordinario di studio della vaccinazione e precisando a tutti le differenze sostanziali esistenti.
      5. Vedi, caro Carlo Alberto, anche sulla Tua sicurezza di poter definire cosa è la solidarietà io nutro dei dubbi.
      Mi pare, piuttosto, che la solidarietà sia concetto multiforme e cangiante, atto ad assumere sfumature sempre diverse in rapporto alle circostanze e rispetto ai termini con cui entra in relazione. E a tale polisemanticità non può rinunciarsi, se non col rischio di costringere il fondamentale principio solidaristico entro un banale “io-loro” che mortifica qualsiasi considerazione morale, prima che sociale e giuridica.
      Ti abbraccio
      Alessandra

      1. Come può contagiare la
        Commessa la barista l
        Impiegato di banca il pescivendolo il verduraio e anche il demente che ha posto la questione che ancora crede che esista un vaccino che bocca dai contagi e pretende che siano gli altri a farselo anzi che farselo lui x proteggersi lui. O la madre il padre e i figli . Le capre hanno più cercello. Sono stanca di qs dementi

    2. Ha beccato una piccolissima parte che nnn può dimostrare. Nel senso se non si sa che effetti a lungo termine da non puoi dimostrare che li dia. Al giudice interessano le prove. Le prove che abbiamo sono : farmaco genico sperimentale e non vaccino, che non previene l infezione e tanto meno il contagio. E nemmeno la forma grave di malattia. Le prove? Abbiamo personale ricoverato x covid nonostante abbia fatto il farmaco sperimentale genico , personale che si ha contratto il virus e l ha contagiato, quindi non previene ne contagio ne trasmissione e tanto meno le forme gravi di malattia, cose x le quali viene imposto l obbligo. Ergo l obbligo non sussiste . A fronte del fatto che gli effetti collaterali a breve termine sono numerosissimi e gravissimi come la
      Morte, quindi a fronte del virus che ha letalita 0.2% non c è beneficio ma piuttosto rischio che connqs farmaci fatto a persone SANE di ammazzino le stesse . Ciaone a tutti pungessero la madre

    3. Il sanitario gira con maschsrina e occhialone e guanti e camici, non tutti i sanitari hanno a che fare con malati di covid che essendo malati al massimo sono loro che contagiano, i sanitari non vaccinati fanno tamponi ogni 15 giorni.pungi dito , sierologico e se si scoprono positivi stanno a casa non in reparto. Lampopolazione generale come te quanti tamponi fa ogni 15 giorni quanti sierologico? Nessuno. Quindi al massimo ti puoi contagiare se vai al market se vai alle poste e ovunque tu vada. Inoltre il vaccino è libero fattelo. Però sappi che non ti protegge da contagi. Quindi che un sanitario si faccia l vaccino x proteggere te o qualunque altra persona. E UNA GRANDE CAZZATA! Fallo tu e tuoi figli. Nazista

    4. Non è corretto quello che ha scritto, si rilegga il codice di Norimberga, il valore di un sanitario si basa su tutt’altro, la vita la salviamo tt i GIORNI, il il virus si cura e questi Non sono vaccini

  5. Esistono Numerosi sistemi di protezione individuale da oltre un anno per una malattia che evolve continuamente, il farmaco sperimentale (chiamato vaccino) è la principale causa di malattia e positività al pcr dei sanitari già sottoposti alla sperimentazione. Prima di sottoporsi erano in buona salute e negativi al pcr test. Ovviamente concordo anche su tutto quello da voi relazionato.

  6. Francesca Anna Perri

    Mi dispiace, da medico, vaccinato, e in prima linea, non condivido questa impostazione. La Salute è un Bene Comune e come tale va tutelata. Certo la disquisizione giuridica non è il mio campo, io so solo che ho visto troppe persone in insufficienza respiratoria conclamata e troppe persone finire in Rianimazione, da cui purtroppo non sono più uscite, tra cui molti Colleghi. La pandemia, anzi sindemia, visti i risvolti sociali, è un evento eccezionale e richiede misure eccezionali, tra queste la vaccinazione di massa, compresa la vaccinazione dei sanitari, che non tutelano solo se stessi o i pazienti, ma anche le loro famiglie. Per quei pochi che sono contrari, quello che non sarebbe giusto fare è il licenziamento o il demansionamento, basterebbe allontanarli temporaneamente dall’assistenza, fino alla fine dell’epidemia e sarà lunga e per niente indolore. Poi si può dire che è stata fatta una pessima informazione sui vaccini, si può dire che è stata gestita malissimo l’epidemia, che non sono state rispettate le 3 T ( tracciamento, tamponi, trattamento), che la Sanità Pubblica è stata colpita duramente, anche a causa dei tagli degli ultimi 30 anni, che l’UE ha fatto dei pessimi accordi con le cause farmaceutiche, pure segretati, senza sanzioni per i tempi di consegna non rispettati, con scarico di responsabilità per eventuali effetti collarerali o eventi avversi, ecco si può dire questo ed altro, ma arrivare a parlare di diritto del singolo, rispetto ad una vera e propria tragedia che colpisce la collettività, no. Da medico non lo posso accettare.

    1. Sarà, cordiale d.ssa, che i decessi maggiori sono avvenuti all’inizio della “pandemia” perchè le cure non erano appropriate e le autopsie sono state vietate per cui non si è saputo da subito qual’era il problema delle crisi respiratorie? Sarà perchè i morti a seguito di intubazione sono morti proprio a causa di questa pratica. Sarà che le cure domiciliari sono state, da prima bandite e poi ritardate e ancora adesso non sono ufficializzate? Sarà che queste “terapie geniche” stanno provocando morti e eventi avversi, anche gravi, in tutto il mondo? Sarà che sono ancora in corso di sperimentazione e che gli umani stanno facendo da cavia? Sarà perchè adesso esiste una terapia domiciliare che funziona e in ospedale non ci finisce più nessuno, se non le persone che vengono lasciate a casa con tachipirina e vigile attesa? Sarà che queste terapie geniche sperimentali sono state autorizzate alla commercializzazione e non approvate e che sono oggetto di vigilanza fino al 2023 e solo perchè non esiste una cura? Ma visto che la cura c’è, perchè mi devo sottoporre ad un farmaco genico, sperimentale, di cui non conosco gli eventuali danni a lungo termine, ma so di per certo che potrei rientrare in uno dei 220.000 casi avversi o in una dei 5.000 casi di decessi, avvenuti solo in europa? E inoltre stiamo vedendo tantissimi casi di gente che si reinfetta proprio dopo il vaccino. Per quei 5000 casi di morti e 220.00 (europei) di aventi avversi, stanno pagando almeno altre 500.000 persone vicine a chi ha subito danni o a chi non c’è più. E siamo solo all’inizio

    2. Francesco Maria

      Quindi fammi capire, se a me dovesse servire un rene sarebbe possibile obbligare qualcuno a darmelo? Tanto con un rene solo si vive bene lo stesso… attenzione a superare certi limiti, non si sa mai dove si potrà arrivare…

    3. Dottoressa, una cosa è il diritto alla cura, un altra è l’obbligo ad essere cavia sperimentale.

      Qui nessuno dice o scrive che i vaccini non debbano essere disponibili (certo però qualche studio in più non farebbe male), quanto che proprio per la natura sperimentale alcuni giuristi ritengono incompatibile l’obbligo, soprattutto nei termini del DL.

      Disponibilità e piena libertà decisionale si. Obbligo no.

    4. Per accettarlo dovrebbe avere le basi giuridiche e la flessibilità mentale per comprendere il contenuto, ineccepibile, del documento, ammesso l’abbia letto integralmente e non si sia limita all’abstract. Ahimé, sopratto la seconda, difetta. I medici vi muovete dentro rigidi protocolli, che seguite alla lettera, tranni rari, e veramente eroi, medici di base che, visitando a domicilio in piena pandemia, hanno salvato vite umane. Insomma, difficilmente esiste una categoria più ideologizzata dei medici. Lei, invocando che in situazione eccezionale i diritti Costituzionali andrebbero di fatto sospesi, non immagina neanche la gravità di ciò che pensa. Non esiste al mondo che si possa essere obligati a sottoporsi a medicamenti sperimentali. E non si tiri fuori la storia della solidarietà e protezione dei più deboli, perché é ormai dimostrato che i vaccinati possono trasmettere il virus. Se poi lei vuole un atto di “fede sl vaccino”, beh, lei non è per la scienza. Esiste la religione per la fede. Mi permetta anche, e mi auguro non si offenda, di dubitare dell’indipendenza di certi medici e virostar.

  7. Ilaria Canalini

    Buongiorno
    Intanto grazie per il vostro lavoro e impegno che è davvero preziosissimo per Tutti noi

    Dopo aver letto con attenzione il contributo da Voi prodotto ho individuato alcuni passaggi che per quanto concerne la comunicazione presentano delle criticità che vorrei portare alla vostra attenzione
    Seguono i passaggi individuati:

    – a pag. 4 e 6 sono riportati in lingua originale, inglese, alcune affermazioni dell’Ema e dell’assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa cui sarebbe utile riportare traduzione

    – a pag. 5, quarta riga, in parentesi sono citati Vaxzevria, Pfizer e Moderna. Questa scelta risulta confusa dal momento che sono stati mischiati il nome di un prodotto con i nomi delle case farmaceutiche: infatti Vaxzevria è il prodotto di Astrazeneca, mentre Comirnaty di Pfizer e m-Rna 1273 di Moderna. Una comunicazione completa prevede l’associazione del nome del farmaco al nome della casa produttrice; tra l’altro questo aiuterebbe tutti noi ad avere le idee chiare sull’argomento principe che sono poi questi farmaci e la loro imposizione

    – a pag. 15 viene riportato che la lettura dei rapporti avversi dei farmaci sarà possibile solo a partire dal dicembre 2023 ma non è corretto perché ogni farmaco riporta una scadenza diversa del monitoraggio addizionato a cui tutti e 4 i farmaci, compreso quello della Johnson & Johnson, sono sottoposti.

    Il Comirnaty, Pfizer termina il suo studio il 6 aprile 2023 e lo ha iniziato il 29 aprile del 2020
    ( https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04368728 )

    Il Vaxzevria di Astrazeneca termina il suo studio il 31 gennaio 2022 e lo ha iniziato il 1 aprile 2021
    ( https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04834869?term=Vaxzevria&cond=Covid19&draw=2&rank=1 )

    Il m-Rna 1273 di Moderna termina il suo studio il 22 dicembre 2021 e lo ha iniziato il 22 marzo 2021 (https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04811664?term=m-Rna+1273+Moderna&cond=Covid19&draw=2&rank=1 )

    Il Janssen della Johnson & Johnson non ha attualmente riportato ne una data d’inizio ne una data di fine studio (https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04817657?term=Janssen&cond=Covid19&draw=2&rank=5 )
    Evidenziare le date della conclusione degli studi dei farmaci dà la possibilità di sottolineare la poca serietà da parte delle case produttrici che, pur avendo iniziato la sperimentazione a poca distanza gli uni dagli altri, riportano date diverse di 1 o 2 anni l’una dall’altra e per la Johnson & Johnson ancora non esiste neanche una data d’inizio sperimentazione, non ostante il farmaco sia utilizzato negli USA e attualmente al vaglio dell’Ema a causa delle importanti reazioni avverse segnalate. Inoltre questi farmaci non essendo tra l’altro vaccini, poiché privi del patogeno o antigene, rientrano nelle terapie sperimentali di ultima generazione che dovrebbero utilizzare una maggior cautela almeno rientrando nei percorsi stabiliti dall’ISS (https://www.epicentro.iss.it/vaccini/VacciniSviluppoCommercio ) che prevede 4 fasi e dove la terza è stata in parte occultata dal momento che la popolazione non è stata informata della sua partecipazione alla sperimentazione, ed infine la quarta fase che è stata completamente omessa ovvero quella dell’analisi delle reazioni avverse che può durare almeno 7 anni .

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  11. enrico cerioni

    Tutta questa sicumera, tutti scienziati e conoscitori profondi della materia. In questo caso penso che il dubbio non solo sia necessario, quanto meno utile ad avere un tono nel linguaggio consono e adeguato al momento. Invece no avanti tutta in questa posizione che si arrocca con i no-vax. Comprendo invece le argomentazioni equilibrate e pertinenti di Graziani e Perri. Il resto in stile “tuttology” è veramente penoso. In questo nuovo corso della fu Cooperativa mutualistica non mi riconosco. Un saluto Enrico Cerioni

    1. Procolo Sauzullo

      Inviare questi e richieste avremo mai risposta.?

      Fraternisssimi
      bbraccci.
      Caro cerioni inizia tu qualche metodo più più più esplosivo!

      L’impegno anche lo scrivere queste richieste oltre faticoso è sempre encomiabile!!!

  12. Ho letto tutti i commenti e dato non io sono molto contraria a vaccinarmi ma non so a cosa vado incontro se non aderisco vorrei capire questo obbligo io devo firmare una cosa che non voglio fare io fumo e so che fa male ma è una mia scelta stupida ma questi sieri mi fanno più paura personalmente non me ne piace uno

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